sabato 23 novembre 2013

STRATEGIE TELEFONICHE


Il quotidiano veneto “Il Gazzettino” ha pubblicato una mia lettera in cui mi sono detto stupito del Presidente della Puglia Nichi Vendola, che ha chiesto le dimissioni della ministra Cancellieri (visto che anche lui, come lei, ha usato il telefono in modo un po’ spregiudicato).


 Dalla rubrica lettere de “Il Gazzettino” (di lunedì 18 novembre 2013)  

         “STRATEGIE TELEFONICHE”
Vendola dice che la sua risata era strategica. E dunque che, fingendo complicità, si sforzava di rendere Archinà più arrendevole. Ma se la mettiamo così, allora dobbiamo assolvere anche la Cancellieri, che può giustificare le frasi intercettate non solo con l’imbarazzo, ma soprattutto dicendo che erano parole “di circostanza”, che si usano perfino quando a cadere in disgrazia è il tuo peggior nemico. Non voglio le dimissioni di Nichi, ma lui si dovrebbe vergognare di aver chiesto le dimissioni della ministra.
         Natale Pellizzer

domenica 1 settembre 2013

GRILLO IL GRULLO


Il sito di Roberto D’Agostino “Dagospia” ha pubblicato una mia lettera contro Beppe Grillo (che ha protestato quando hanno irriso ad un suo deputato con sclerosi multipla).
… Già, strana pretesa, quella del comicante, perché Grillo non mostra mai rispetto per nessuno, ma pretende che si porti rispetto a Matteo Dall'Osso, solo perché quello è un grillino. Troppo comodo!


«Cara Redazione di Dagospia, Beppe Grillo inorridisce se un suo deputato con la sclerosi multipla viene irriso quando si impappina. Evidentemente secondo lui lo stesso rispetto non lo meritava una donna anziana e tremolante (Rita Levi Montalcini, che Grillo definì "una vecchia pu..ana"). Chissà cosa pensa, di tutto ciò, il buon Matteo Dall'Osso (a cui vanno comunque i miei auguri di buon lavoro)».
Natale Pellizzer

NONNO RENATO

Il sito di Roberto D'Agostino "Dagospia" ha pubblicato una mia lettera (che ripropongo qui di seguito), in cui ho chiesto come è possibile che un famosissimo settimanale cattolico possa annunciare con gioia che Renato Zero è diventato "nonno".
... Perché, accidenti, si da il caso che prima di essere nonni bisogna essere stati padri. A meno di non voler gridare al miracolo, s'intende!


«Cara Redazione di Dagospia, non ci sono più i bigotti di una volta, e "Famiglia Cristiana" ha speso tre pagine per sottolineare che Renato Zero è sempre stato assistito dalla Fede e dall'amore per il prossimo. Sarà anche vero, ma mi confonde l'entusiasmo con cui hanno scritto che l'idolo dei sorcini (certo non per opera dello Spirito Santo), è diventato "nonno". E hanno spiegato con ammirazione che ciò è avvenuto grazie a "quel bene che Renato ha donato a Roberto, il ragazzo cresciuto in un orfanotrofio che ha adottato e che l'ha reso nonno di due nipotine". Mi chiedo: il settimanale sarà misericordioso anche con i poco devoti Elton John e Ricky Martin, quando pure quelli diventeranno nonni?»
Natale Pellizzer

sabato 25 agosto 2012

CAPRIOLE

Berluska (che è maestro nelle capriole e nei dietrofront), ha fatto scuola. La sua amica Sabina Began (in arte "ape regina"), ha scatenato un putiferio. Prima la fanciulla ha insinuato di essere incinta, grazie all'impollinazione del suo amico Silvio ("...Sono andata solo con lui"), e poche ore dopo ha scritto al sito Dagospia spiegando di aver "perso questa notte il bambino".

... Anche Flavio Briatore, in quanto alle capriole, all'occorrenza è un maestro. Se la Began dice che Berluska è depresso (anzi: "depressissimo"), Flavietto nostro - che ha visto il piduista pochi giorni fa - afferma categorico che invece "è in forma e sta bene". Di più: "E' un uomo felice perchè circondato dalla propria famiglia, aveva i figli accanto, stanno tutti vicini".

Bisogna dire che questo delizioso quadretto è stato confermato anche dalla Daniela Santanché : "Berlusconi sta benissimo". Che è tutta da ridere, se si pensa che non sono passati tanti secoli da quando fu intercettata al telefono proprio con Briatore, mentre sparlavano su una presunta malattia di zio Silvio!

 
  

Dal mio vecchio post "QUI CROLLA TUTTO"
(di lunedì 13 giugno 2011)


Le intercettazioni delle telefonate tra Flavio Briatore e Daniela Santanché (pubblicate dal quotidiano “Repubblica”, e riproposte qui sotto), descrivono molto bene l’ipocrisia di chi sostiene Berlusconi anche quando è evidente che è finito, andato, trombato per sempre. In questi dialoghi si sente Briatore che spiega alla Danielona quel che gli ha raccontato Lele Mora. E lo si sente commentare in modo colorito il disastro di un uomo che si fa circondare da“troie”.

... E insomma, la situazione – dice Briatore alla Santanché – è che zio Silvio “è malato”. Perché continua ad organizzare le sue squallide festicciole (non più ad Arcore, si precisa, ma in altra location). E le ragazze gli si concedono e poi lo ricattano. Testuale: "Come e più di prima".


Santanchè: «Ma sei sicuro che lui (Berlusconi, con i bunga-bunga) ha ripreso?».
Briatore: «Al cento per cento».
-S: «Io sono senza parole … ma perché insiste (con il bunga-bunga)?».
-B: «É malato, Dani! Il suo piacere è vedere queste qui, stanche, che vanno via da lui. Stanche, dicono. Oh, che poi queste qui ormai lo sanno! Dopo “due botte” cominciano a dire che sono stanche, che le ha rovinate … Mora mi ha detto che “Tutto continua come se nulla fosse”».
- S: «Roba da pazzi!».
- B: «Non più lì (ad Arcore), ma nell’altra villa… Tutto come prima, non è cambiato un cazzo. Stessi attori (…) stesso film, proiettato in un cinema diverso... Come prima, più di prima. Stesso gruppo, qualche new entry…».
- S: «Ma ti rendi conto? E che cosa si può fare?».
- B: «Siamo nelle mani di Dio qui, eh? Perché ieri sera, l’altra sera, ho saputo che c’era stata un’altra grande festa lì. (...). Lele è stato da me due ore, mi fa pena. Dice: “Fla, mi hanno messo in mezzo. E sono talmente nella merda che l’unico che mi può aiutare è lui (Berlusconi), sia con la televisione, sia con tutto. Faccio quello che mi dicono, faccio quello che mi chiedono…”».
- S: «Ma tu pensa!? E che cazzo dobbiamo fare!?».
- B: «Ha ragione Veronica, è malato. Perché uno normale non fa ‘ste robe qui. Adesso Lele, che gli continua a portare, a organizzare questo, è persino in imbarazzo lui! E dice: “Ma io che cazzo devo fare?”».
- S: «Va beh, ma allora qua crolla tutto».
- B: «Daniela, qui parliamo di problemi veramente seri di un Paese che deve essere riformato. Se io fossi al suo posto non dormirei di notte. Ma non per le troie. Non dormirei per la situazione che c’è in Italia».
- S: «E con il clima che c’è, uno lo prende di qua, l’altro che scappa di lì».
- B: «Brava, il problema è che poi la gente comincia veramente a tirar le monete».
- S: «Stanno già tirando, e insultano pure!».

domenica 19 agosto 2012

LA DISGRAZIA CIELLINA

Fino ad un anno fa "Comunione & Liberazione" poteva vantare l'amicizia dei potenti e dei prepotenti (da Andreotti a Berlusconi, passando per Marchionne, Oscar Giannino, e kazzari vari).
…
Adesso i ruffiani ciellini tentano di rifarsi una verginità. Ma noi dobbiamo sempre tener presente da dove vengono questi ipocriti. Magari rileggendo (attraverso un mio vecchio post), cosa è successo durante il loro meeting del 2006.


                DAL POST "MEETING DA BARZELLETTA" (del 5 settembre 2006)


Adesso, in questo anno di grazia 2006, possiamo ben dirlo: quelli di "Comunione & Liberazione" se ne fregano delle preghiere e della "buona novella". A loro interessa solo la politica (di destra, of course!). E magari anche le  barzellette (perfino quelle odiose che racconta il Berluska con le "extension"). Possiamo finalmente fare un bilancio dell'ultimo meeting dei ciellini (la loro annuale ed autoreferenziale passerella). Magari sottolineando con sdegno chi erano gli invitati.
Intanto al tradizionale raduno erano presenti due primedonne: Renato Farina (che in questa 'occazione si è spacciato per amico di papa Wojtyla), e il religiosissimo Julio Andreotti (presente al meeting 21 volte su 27, il prescritto ha sfruttato l'occasione per ribadire la sua contrarietà ai Pacs: e ti pareva!).
Non potava mancare l'applauditissimo Berlusconi, che si è finto kattolicamente libertino (ha esibito la ricresciuta chioma, e si è mostrato pure di culo, ovviamente dopo aver raccontato la solita orribile barzelletta), poi il potentissimo Formigoni (che dicevano avesse fatto voto di castità e povertà: ma per favore!). Quindi
il prete esorcista (che vanta la speciale protezione della vergine Maria), la vergine d'ordinanza (poi contestata in malo modo), e l'immancabile attore belloccio (che farà un film sulla Madonna).
Come maestro delle cerimonie  hanno reclutato l'eccentrico Oscar Giannino (è passato per ogni dove, poteva mancare a questa festa?). Grande assente, invece, il devoto Antonio Socci (aveva già spiegato che non se la sentiva: il meeting prevedeva troppa politica per i suoi gusti!).
... Morale: tante urla, tante deliziose tartine, tante sciocchezze, tanti elegantissimi infradito. E naturalmente la solita puzza sotto il naso, tipica di chi pensa di aver capito tutto dalla vita.



 
Sul palco, dunque, anche la spia dei servizi segreti (Renato Farina, nome in codice “betulla”). Massì, proprio lui che ha preso i soldi dal Sismi (per la cronaca: il Sismi attualmente è implicato in un rapimento). Perché si è scoperto anche questo: che il Farina (ciellino doc) veniva mandato a spiare i magistrati che indagavano su questa brutta storia, sebbene adesso lui si difende dicendo (pensa un pò tu cosa s'è inventato), di essersi sporcato le mani perché… "é cominciata la quarta guerra mondiale!”.
... Ecco infatti la sua incredibile (e stravagante) difesa dalle accuse: “Confesso, ho dato una mano ai servizi segreti… sono reduce da sette ore di interrogatorio, vorrei raccontarlo, ma è stato segretato... Quando è cominciata la quarta guerra mondiale, scatenata da Bin Laden, la mia ambizione è sempre stata, inconsciamente, quella di Karol Wojtyla: lui morire nei viaggi, io sul fronte, magari in Iraq… alla mia maniera: alé, in battaglia!... Si deve, se c’è in ballo il bene grande della nostra discendenza e tradizione,  per difendere questo nostro Paese e la sua civiltà cattolica!”


 Si può dire che l’umile agente “betulla” fosse stato amico di Wojtyla? Ebbene, ecco (quando nessuno ancora immaginava fosse una spia) le sue parole precise sul pontefice: “Sono stato 30 volte sul suo aereo con lui, qualche volta mi ha chiamato nella sua cabina… c’è stata una profonda commistione… so che lui apprezzava i miei articoli. Mi hanno detto che una volta si è commosso per i miei resoconti di viaggio… Una volta mi disse, stringendomi il polso: ‘amico mio, abbiamo lo stesso compito!’. Voleva dire: portare Cristo nel mondo!…”.

Per la cronaca: Renato Farina è contrario ai pacs, ma forma una bellissima “coppia di fatto” con il Direttore di Libero (Vittorio Feltri). Non per niente Feltri ha definito l’agente “betulla” come il suo “moglio”. E quindi ne consegue che il Direttore di “Libero” è il marito (o marita?) di Renato.


  Al meeting dei ciellini era ospite pure un prete esorcista (padre Gabriele Amorth). L'esorciccio ha assicurato che Papa Karol ha scacciato tre demoni, e ha spiegato che anche Papa Ratzinger è molto interessato a questi riti. Poi ha raccontato della sua terribile lotta con Lucifero, che avrebbe più volte cercato di buttarlo giù dal letto (lui dice che è riuscito a salvare la pelle pregando la Madonna: il demonio avrebbe ceduto per primo - ha detto sempre il prete - perché “sono troppo protetto da Maria!”.

Non è tutto, la passerella è solo iniziata. Allora: al “party” c’erano anche tante vergini “per finta”, ma una lo era per davvero. Ebbene, da non crederci: è stata insultata proprio quella (la Paola Binetti, dell’Opus Dei!) . Le hanno urlato di tutto: "Giuda! Venduta!”. La poveretta -spiegò Travaglio- aveva un solo torto: essere “una cattolica sventuratamente incensurata”.
... Ah, fischi anche per Rutelli (ex radicale, oggi cattolico convinto), e per il sindacalista Epifani (della CGIL)
.

 A dirigere le danze, in quel di Rimini, c’era un maestro delle cerimonie d'eccezione: quello stravagante di  Oscar Giannino. Sotto la sua direzione artistica si son viste tante pacche sulle spalle, e si è scoperto che oggi è devoto a Cl perfino Alessandro Preziosi (il belloccio ha annunciato una fiction su Medjugorje: alleluia!).


 
In teoria i ciellini non sono schierati politicamente. Lo ribadiscono ogni anno. Tra loro -assicurano- ci sarebbe anche chi vota a sinistra (sul serio? E chi? Davvero vogliono darla a bere?). Ma la realtà è diversa, e questi vanno tutti a destra, benché in ordine sparso e senza dare nell'occhio. Infatti erano tutti d’accordo nel fingere di dialogare col povero Bersani (che chiamavano confidenzialmente Pierluigi, per illuderlo meglio, poverino!).
... E si capisce: un komunista dovevano sopportarlo, perché la Compagnia delle Opere (braccio economico di Cl) è astutamente alleata con le Coop rosse. E ci credo: mica scemi i ciellini! Collaborare con le strutture komuniste aiuta ad avere - anche dove non si è potenti - gli agganci giusti.
Perché sul fondamentale questi qui sono tutti d’accordo: bisogna unire l’utile (gli affari), al dilettevole (i soldi che gli affari procurano). Dopodiché, i ciellini sono tutti fanaticamente uniti nel dire no, assolutamente no ai pacs (anche lo zio Andreotti ha stabilito che i “patti civili” sono “stravaganti!”, e questo evidentemente basta e avanza per sentirsi a posto con Dio).

 L
ogico, invece, che su tutte le altre brutture (guerra, cattive compagnie, spionaggi, inciuci, scandali vari…) i ciellini possono anche scendere a qualche compromesso (massì, che sarà mai!). Ed è ovvio che tutto questo loro lo fanno per amore del vangelo. Nel nome del Dio di don Giussani (fondatore di Cl, per gli amici Giùs).

  Il titolo che è stato dato a questa “festa in maschera”? Era così lungo che bisognava prendere fiato prima di leggerlo! Ecco l’incredibile solfa: ”La ragione è esigenza di infinito, e culmina nel sospiro e nel presentimento che questo infinito si manifesti”.
…Che bella frase! Di chi era mai questa meravigliosa perla di saggezza? Ma del Giùs, naturalmente! Di quel mons. Giussani che i ciellini vorrebbero “santo subito”.


  Ma insomma, oltre a tutti questi meravigliosi effetti speciali, ci sarà stata qualche dolente nota? Ecco, sì, diciamo che purtroppo sono state poche le preghiere (e questo davvero non depone a favore di chi dovrebbe annunciare la buona novella!). Evidentemente non c’era proprio tempo per le avemarie. Evidentemente erano tutti occupati ad ascoltare il “Vangelo secondo Silvio” (ma certo, il vangelo secondo Silvio, perché era stato invitato pure il cavaliere, peraltro applauditissimo da quella platea di sedicenti kattolici).
... Però, che schifo: il piduista ha spiegato di essere “l’uomo della Provvidenza” (su questo ha chiamato a testimone don Giussani, che per ovvie ragioni non può né confermare né smentire alcunché), e per rendersi simpatico il Cavaliere ha evocato nuovamente il fantasma komunista. Inoltre: è ritornato a cianciare sui presunti brogli elettorali, e ha avuto l’ardire (il divorziato Silvio!), di cianciare sull’Italia che ha da essere “cattolica e degli Italiani”. Per poi - ogni salmi finisce in gloria - dire no alla società multietnica (di nuovo alleluia!).


  E sulla questione Iraq, di grazia? Ebbene: Berlusca ha sostenuto di aver provato a convincere Bush a non dichiarare guerra. Purtroppo - chissà come mai - non c'è riuscito. Anzi, alla fine ha dovuto desistere perché dopo un’ora e venti di discussione con l'amico George, Silviuccio aveva capito che stava “compromettendo l’amore che ognuno portava all’altro” (nientemeno!)
... E quindi, proprio per questo, gli ha dovuto raccontare
(cosa non si fa per amore), la trucidissima barzelletta sul mantello insanguinato di Cappuccetto Rosso. Che poi, naturalmente, ha raccontato anche ai ciellini).
 
  Accidenti, però, questi ipocriti hanno applaudito tutto quel che usciva dalla bocca sporcacciona del cavaliere. Si son bevuti tutto: la sua (fasulla) chioma, il sondaggio che darebbe vincente la Cdl,
il mantello insanguinato di cappucceto rosso. Hanno creduto a tutte le balle che ha raccontato il kazzaro. Gi hanno dedicato perfino le magliette (“Silvio forever”), un “po-po-po” , e il tradizionale “chi non salta Komunista è”.
... Proprio così: per il miliardario ipocrita e lazzarone zero fischi: e poi questi bugiardi patentati dicono di non essere schierati!


  U
ltimo glorioso capitolo: l'assenza del ciellino Antonio Socci, che aveva protestato prima ancora che si aprissero le danze. Infatti, il giornalista aveva già avvertito che sarebbe rimasto a casa (per la troppa politica, ha spiegato!).
... Anche divertente, il buon Socci: sul Berlusca sedicente cattolico (e presunto erede di don Sturzo), all'indomani del meeting ha sentenziato: “Berlusconi uomo
della provvidenza? Penso che don Giussani non abbia detto nulla di simile!”. Poi, ancora più velenoso: "Certo che il Cavaliere danzante, in veste da Tuareg o con bandana, può far simpatia… ma attenzione a non esagerare! Altrimenti, la distanza tra don Sturzo e don Lurio rischia di ridursi pericolosamente!”.
Diavolo di un Antonio Socci: colpire il cavaliere sul suo punto debole: sa benissimo che don Lurio era un po’ nano (come del resto anche il Berluska, che ne soffre tanto, poverino!)

                        
Pellizzer (con nano-fastidio)

martedì 24 gennaio 2012

PEDO-POLITIKA

Dai mei vecchi post su "Splinder"
"PEDO-POLITIKA"
(di lunedì 1 maggio 2006)



L'Italia (oggi tutta unita ai funerali del piccolo Tommy) si era spaccata in due alle elezioni politiche 2006. 
... E intanto il piccolo Tommy è diventato lo sponsor della destra pseudo-kattolica (la stessa che candidò Andreotti)

L’Italia -dicono tutti- con le elezioni di domenica 9 Aprile (giornata delle Palme), si era spaccata in due. 

... Ma davvero? Eravamo, prima, un popolo così unito? In realtà siamo il paese dei campanili, e se non avessimo i cinesi in casa, (che possiamo usare come capri espiatori), cominceremmo subito a scannarci fra di noi!

Quì sotto, qualche delicato pensierino sui commoventi funerali del piccolo Tommy (che si sono tenuti il giorno precedente al voto). Poi: le reazioni dei carcerati, e le loro minacce al siciliano che avrebbe ucciso il bambino. Pure le parole (poco evangeliche), del vescovo e di don M
azzi. Infine, gli orrori dell'italia tutta che delirava, e voleva bruciare la nuova strega.
... Una semplice domanda: a chi toccherà domani?

       

  G
li italiani, precedentemente al voto, si sono divisi praticamente su tutto.
Non solo nel giudicare i due vecchi (Berlusconi il “nano” e Prodi il “largo”), ma anche -poniamo- su cosa pensare di Paolo Onofri (padre del piccolo Tommy).
Infatti, da una parte c’era l’Italia degli “innocentisti”, che difendevano il papà (kattolico, ex chierichetto, lettore in chiesa, ex alpino, funzionario democristiano, direttore delle Poste, rappresentante del sindacato CISL)… e dall’altra parte stavano i “colpevolisti” (che lo trovavano esibizionista, ambiguo, ipocrita...).
Questi ultimi gli rinfacciavano l’arresto per furto (in gioventù), la passione per gli spettacoli hard, e perfino la seconda moglie (grazie alla Sacra Rota). Addirittura lo ritenevano in qualche modo coinvolto nel rapimento, e comunque lo odiavano per il materiale pedo-pornografico che trovarono nel suo computer).
... Quando poi fu ritrovato il corpicino del figlioletto, tutti smisero di accanirsi sul papà.
Si scatenarono invece sul siciliano, sul “terrone”. Era Alessi, adesso, il nuovo “mostro”!
  

  Il giorno precedente alle elezioni (sabato 8, funerali del piccolo) ci fu l’apoteosi. Se i moderati volevano buttar via la chiave, altri dicevano di voler strappare unghie, lingua, occhi, e… e via delirando!
Tutto il belpaese era (virtualmente) in quella chiesa, e mica per pregare o riflettere! Semplicemente per dire “io c'ero”. Oppure per imprecare, per chiedere vendetta.
Un popolo unito (solo momentaneamente!) grazie alla diretta televisiva. Come al Grande Fratello, come a San Remo.  

  All’evento parteciparono (con passione) anche i carcerati. Che mandarono i fiori, e i loro bei pensierini.
Costoro, che magari han rapinato o stuprato, si sono permessi di giudicare l’Alessi (sebbene lui non sia ancora stato processato -diversamente da loro!).
...Perchè sia chiaro che i carcerati saranno anche criminali, ma il siciliano è assolutamente peggio di loro (dicono essi stessi, e pensa l'italiano medio, persino Don Mazzi)!!!
I “mostri” (come l'Alessi), sarebbero quelli capaci perfino di uccidere i bimbi innocenti.
Mentre i criminali comuni (che raffinati!) aspettano almeno che i fanciulletti crescano!
Che meraviglioso ragionamento !!!
... E non è consolante sapere che (diversamente dai "mostri"), i delinquenti hanno un loro codice d’onore?
... Non è vero che, per un pò, li abbiamo trovati pure simpatici -questi farabutti- quando hanno minacciato il siciliano? 

  Se il popolino sfogava i più bassi istinti (e tifava pure per i criminali), la stampa e le televisioni sfruttavano l’orrore e l’emotività del momento.
Insistendo su particolari morbosi e raccapriccianti, spesso inverosimili.
Prima spiegarono che il piccolo Tommy era stato ucciso a badilate, poi strozzato, poi annegato.
Nel dubbio (e per non farci mancare niente) si preferì credere alle tre cose insieme.
E’ ovvio che non ha senso, perché un’ipotesi esclude l’altra, ma fa il suo bell’effetto lo stesso, ed è quel che conta!

  Il Vescovo Bonicelli, (applaudito durante la predica, come nei reality), per ruffianarsi la platea citò un macabro versetto della bibbia.
Che, però, con l’infanticidio non c’entrava proprio una mazza!
Sua Eccellenza, fra l’altro, si guardò bene dal ricordare il comando divino di “non toccare Caino” (Genesi  4:15). E già che c’era, il religioso (anzichè occuparsi dei preti pedofili), cianciò sugli “orchi cattivi”.
Del resto, è una vita che Santa Madre Chiesa (pure don Mazzi), storpia la bibbia, cambia discorso, e preferisce raccontare le favole! Siano esse piene di lupi mannari, di orchi, di dèmoni, o di madonne lacrimanti.
A proposito di don Mazzi: lui si offrì come intermediario ai rapitori del piccolo, ma poi disse (pure lui) che papà Onofri ha una “personalità esuberante, super ego notevole”.
Infine, il prete fu liquidato dai genitori, che non lo vollero più! Perché -spiegarono- cercava solo di farsi pubblicità.
In effetti, il sacerdote passa più tempo in tivù (con le veline) che in chiesa!  

  La destra pseudo-cattolica, in questo frangente (le elezioni politiche), avrà rispettato il tradizionale silenzio del giorno che precede il voto? O avrà sfruttato la tragedia pur di farsi propaganda “a gratis”?
Ebbene, Pierferdinando Casini e Totò Cuffaro (dell’UdC), arrivarono al funerale con i tamburi. Il Pierferdy spiegò subito che avrebbe chiesto anche la pena di morte, se solo la sua fede cristiana non glielo avesse impedito!
...Ed è proprio da quel momento che i carcerati (quelli di prima), hanno capito che potevano finalmente rendersi simpatici, annunciando di voler fare il lavoro “sporco”. Promettendo quella giustizia “spiccia” che ai gentili perbenisti -come Casini- non è permessa, solo per questioni di galateo.
E'
proprio così che i delinquenti si possono affrancare con poca spesa!
Possono finalmente sentirsi (o apparire) migliori, solo con una minacciosa dichiarazione d'intenti.
Non aspettavano altro: un siciliano che fosse peggio (forse) di loro. Che sminuisse in qualche modo il debito che hanno con la società.

  Però, bisognerà spiegare al Pierferdy che pure lui (se ritornasse il papa-re), verrebbe bruciato in piazza senza tanti complimenti!
Anche semplicemente per la sua peccaminosa  situazione famigliare.
E
d è meglio che lui continui a girare con la scorta, perché la giustizia “fai da te” colpirebbe i politici, prima ancora che i rapitori di bambini!
In quanto al simpaticone Totò Cuffaro (che chiamano “vasa vasa” perché ama baciare gli sconosciuti, e che al funerale rappresentava la Sicilia “per bene”), bisogna notare che lui è attualmente… imputato per favoreggiamento alla mafia!
Ma naturalmente lui dirà che i politici (diversamente dall’Alessi)... sono da ritenersi innocenti fino a quando non c’è una condanna con sentenza definitiva!

  Infine, tocca ripeterlo ancora: la premiata ditta Cuffaro & Casini fa parte di quello schieramento che ha le mani sporche di sangue (il sangue di tanti bimbi dell’Iraq, tanti piccoli “Tommy”).
T
rattasi, infatti, di quel centro-destra falsamente kattolico, che ciancia sempre di “difesa della vita dal suo inizio”, e che ha candidato (al senato) perfino Andreotti!
Hanno candidato un dinosauro che fino al 1980 (lo dice la sentenza, resa definitiva) ha avuto “una autentica, stabile, ed amichevole disponibilità verso i mafiosi”, (quei mafiosi che i bambini li sciolgono nell’acido!).
Giulio, dunque, ha effettivamente commesso il reato di associazione per delinquere.
Purtroppo (dice sempre la sentenza)
“il reato è concretamente ravvisabile a carico del senatore…” , ma è anche “…estinto per prescrizione”.

Comunque sia, non bisogna dirlo agli italiani! Loro devono continuare a credere che Andreotti è stato ingiustamente accusato, e che poi è risultato innocente.
Assolutamente innocente, proprio come il piccolo Tommy!



                                                            Il fastidioso dirimpettaio

TRANS-FUGA VATICANA


Dai mei vecchi post su "Splinder"
"TRANS-FUGA VATICANA"
(di lunedì 22 maggio 2006)


EVVIA IL VATICANO CHE OFFENDE I TRANS, EVVIVA IL VATICANO CHE POI CI VA A LETTO, EVVIVA IL VATICANO CHE ... LI INVESTE CON LA FORD FOCUS!

La Chiesa bacchetta (sui Pacs) il Presidente della Camera Bertinotti. Ma subito dopo il Vaticano è costretto ad allontanare Padre Maciel (86 anni, fondatore dei “Legionari di Cristo”, accusato dai suoi ex seminaristi di molestie sessuali!).
... E adesso gira una nuova, divertentissima storiella, tutta da ridere (qui sotto, con fastidio!)


 
Giorni addietro, un monsignore 48enne che risiede in Vaticano (Casa Santa Marta, residenza dei cardinali durante il conclave) stava tranquillamente nella sua Ford Focus. In dolce attesa di un amichetto.
Il prelato si era tolto l’abito talare, che aveva lasciato sul sedile posteriore. E aveva già pronti (ben nascosti), alcuni profilattici.
... Quando ha visto la volante della squadra mobile, si è messo paura (era zona di prostituzione maschile, soprattutto di trans!) e ha tentato una fuga che ha insospettito ancora di più.
Nella confusione ha tamponato tre vetture. A causa dell’urto qualcuno ha dovuto correre al pronto soccorso per farsi medicare, e quindi la cosa è finita sui giornali.

  Il Monsignore, quando è stato interrogato, ha spiegato di essersi trovato in quei posti solo “per incontrarsi con maggiorenni”. Come a dire: "mica son pedofilo, io!"
... Il Vaticano, poi, ha contestato che ci fosse stata una colluttazione tra il religioso e le forze dell’ordine. Ma non ha negato i profilattici e tutto il resto!

  Ora: alla fine della fiera, è lecito chiedersi: come viveva la sua fede (precedentemente a questo incidente “di percorso”), il nostro simpaticone?
Rifletteva sulla difficoltà (non solo la sua, anche quella dei suoi "amici") di conciliare le assurde teorie kattoliche (niente matrimonio per i preti, niente sesso al di fuori del matrimonio) con la vita reale di tutti i giorni?
... Per dire: si rendeva conto che è insulsa la condanna  dell’autoerotismo, visto che è un passo fondamentale (negli adolescenti) per un normale sviluppo della sessualità?

  Quando il monsignore parlava -in pubblico- di certe questioni, quali termini usava?  Inoltre: quali gli argomenti? Quali i passi del vangelo che citava?
Si sforzava di rimediare agli errori di Santa Romana Chiesa, oppure se ne fregava altamente?
... Semplice ipotesi: sfruttava la veste come paravento dietro al quale scorazzare più facilmente?

  Volendo si può passare ad altri clamorosi esempi: Padre Fedele per esempio. Forse questo frate non ha commesso reati, perché magari non ha violentato la suora. Ma le telefonate erano schifosissime!
Il frate non mostrava alcun senso di colpa quando diceva certe cosette. D’altra parte, lasciava intendere -nella sua predicazione- che le pornostar son da redimere.
... Ma sapeva benissimo che -in realtà- loro fanno per professione quel che lui (di nascosto) faceva “per passione”. C’è differenza?

Quello di Padre Fedele era davvero un modo astuto (e ipocrita) di giudicare gli altri. Fingendo perfino di essere moderni, addirittura spacciandosi per misericordiosi e caritatevoli!
Logico che molti abbiano pensato che -diversamente dalla maggioranza dei frati- lui faceva il pagliaccio in televisione solo per diventare un personaggio da reality. E in definitiva per poter meglio avvicinare le sue  prede.
... E si capisce: un qualunque ragionier Pinco Pallino non potrebbe mai neppure sognare di diventare -come il frate- amico di Luana Borgia!

  Altro esempio, ma ben diverso dai precedenti: tempo fa il vescovo Maccarone (un argentino, con lontane origini italiane) si è dovuto dimettere.
Molti sono convinti che lo hanno incastrato in questo modo: i suoi avversari avrebbero avvicinato un giovane che, dietro pagamento, lo ha avvicinato, sedotto, e filmato di nascosto.
... Ma è un fatto che
Sua Eccellenza, invece di nascondersi dietro a facili moralismi sulla sessualità, si era sempre battuto contro il corrotto “caudillo” locale.
Perciò, a prescindere dai suoi gusti sessuali, il vescovo è stato rimpianto dalla sua comunità . Perchè avevano sempre apprezzato il suo impegno, perfino eroico.

  In Spagna, recentemente, il Cardinale Carlos Amigo (arcivescovo di Siviglia) ha protestato perchè Zapatero voleva rinviare un progetto di legge a tutela dei transessuali.
E l’Abbè Pierre, (in Francia considerato quasi un santo!), lo scorso autunno si è detto favorevole al matrimonio dei preti. E pure ai Pacs.
Per la cronaca: questo frate cappuccino ha 93 anni. Ma ha spontaneamente dichiarato di aver avuto alcune esperienza sessuali, di cui -dice- non è affatto pentito.

  Morale della favola: i religiosi che sanno di poter essere trovati con le mani nella marmellata, se non vogliono rischiare di rendersi ridicoli, devono almeno dimostrare che si sono sempre impegnati. Sforzati un tantinello.
... Ma magari loro trovano più intelligente fare il contrario. E cioè: lanciare anatemi.
E addirittura (per apparire “normali”), preferiscono fare una battuta scema su quelli che (di notte, s’intende), essi  cercano con tanta bramosia.


  Ma certo, si capisce: devono allontanare il più possibile gli eventuali sospetti.
Mica possono rischiare di perdere il loro bel lavoro!
... E dunque sputano sul piatto in cui -di notte- mangiano! E di giorno si fingono tradizionalisti, inflessibili, intransigenti, perfino antichi!


Fanno anche pena, questi ipocriti.
Pensiamoci un attimo: cosa non devono fare, certi preti, pur di mangiare la pagnotta?

... Ma che dico, la pagnotta! Piuttosto: cosa non devono fare per ciucciare -sottobanco- un po’ di carne?

                                                   
(Il solito dirimpettaio)