domenica 15 ottobre 2017

IL GRILLO PREGIUDICATO

Il sito di Roberto D'Agostino (Dagospia), ha pubblicato (nell'apposita rubrica), la lettera in cui spiegavo che i pentastellati sono gli ultimi a poter giudicare i capi degli altri partiti. Per il semplice motivo che Beppe Grillo è un pregiudicato come tanti altri politici.

Alla Redazione di Dagospia
Cosa? Per colpire il Berlusca i grillini volevano stabilire che i partiti non possono essere guidati da chi è incandidabile? Suvvia, pure Grillo è incandidabile - salvo contraddire le precedenti sue regole - in quanto condannato in via definitiva per omicidio colposo plurimo! Sarà per evitare che glielo si rinfacci che il padre-padrone ha annunciato l'ennesimo "passo di lato"?
      Natale Pellizzer

La lettera è la n°1 a questo link

sabato 16 settembre 2017

IL TEATRO DELLE ONG

IL QUOTIDIANO "IL FATTO" ha pubblicato (il 13 agosto scorso) la lettera in cui ho espresso tutta la mia allergia alle Ong che hanno contestato il codice Minniti. Il giornale l'ha titolata così : "La questione migranti è diventata una commedia", e in quella mia lettera ho potuto spiegare cosa penso di certi esaltati che si inventano addirittura di voler cambiare il mondo (e che ovviamente pretendono di trasformarlo secondo i loro personalissimi gusti, perché questi se ne fregano del voto che il popolo ha democraticamente espresso!).

INSOMMA, IN QUELL'OCCASIONE ho cercato di esporre in poche righe il mio giudizio su tutti quegli sprovveduti che - per vanità e senza nessuna capacità - si improvvisano, nei casi migliori, "eroi per caso" (creando ancora più problemi di quelli che immaginano di poter risolvere, e pretendendo di scaricare qui da noi tanti disperati che gettano i documenti per meglio fingersi minorenni e in fuga dalla guerra). Peraltro, così facendo, ci obbligano a gestire da soli questo tsunami umano (dove ovviamente ci può essere di tutto, anche qualche fanatico rabbioso che notoriamente dice: "Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo, poi grazie alle nostre leggi teocratiche vi sottometteremo!").

SE NON AVESSERO nulla da nascondere, le Ong che hanno contestato Minniti non farebbero così tanti capricci. E invece, pensa un po', questi vanno a prendere i migranti e se ne disfano subito dopo confidando su quel sistema politico e democratico che loro intimamente disprezzano. Li accompagnano a casa nostra, e poi noi dobbiamo pensare a tutto il resto, t'è capì?
... E pretendono che li si lasci fare, perché non vogliono che qualcuno possa controllare - opportunamente armato - la commedia che loro hanno messo in scena magari con la complicità degli scafisti (come suggerirebbero alcuni indizi).

L'ACCOGLIENZA DEI MIGRANTI è cosa seria. Stiamo parlando di un fenomeno biblico che va governato con regole precise, anche perché le persone non sono sacchi di patate che si possono spostare a nostro piacere. Morale: se le suddette Ong con relativi volontari a pagamento non sono in grado di dare una sistemazione a tutta questa gente, evitino di incoraggiare i viaggi della speranza (che assicurano tutti gli onori per loro e tutti gli oneri per noi). E se vogliono davvero cambiare in meglio le cose, allora imparino che ciò può avvenire solo attraverso quel metodo democratico che prevede politica, partiti, elezioni, voti (non coi deliri buonisti che scatenano le peggiori reazioni razziste e xenofobe!).

FRA L'ALTRO, NON SI ARRABBINO, questi signori, se le donazioni sono diminuite enormemente. Purtroppo gli italiani hanno già capito da qualche tempo - grazie a Mafia Capitale - che la miseria "frutta più della droga". Vale ovviamente anche nel caso dei migranti. Inoltre, in questi giorni un quotidiano di destra ha sottolineato con ironia che "Le Ong scoprono i lager libici che ci sono sempre stati". Aggiungendo subito dopo che "ora fa gioco denunciarli per attaccare il governo!".
... Peraltro, nello stesso articolo il giornalista ha giustamente sottolineato che le navi di Msf e delle altre Ong prima del codice Minniti erano "la vera calamita capace d'innescare i traffici iniziati a miglia di chilometri di distanza".

SI RASSEGNINO, INSOMMA, le Ong che fanno politica spacciandola per filantropia (proprio perché fanno politica contestano Minniti!). Si arrendano all'evidenza, perché anche la loro "missione" e le loro isteriche accuse al governo Gentiloni (che avrebbe fatto riaprire i lager libici), sono solo una discutibile "narrazione".
... Proprio per questo nella mia lettera a "Il Fatto" ho voluto spiegare quella che personalmente considero tutta una penosa messinscena. E l'ho fatto, fra l'altro, con queste parole: "Li conosciamo: orfani delle ideologie, decidono di salvare l'universo intero e partono per il mondo senza conoscere usi e costumi [...]. Cianciano sulla fantomatica legge del mare che obbligherebbe ad accogliere senza precauzioni. Ma questo teatro dell'assurdo deve finire, lo dicono finalmente anche i vescovi. Nell'attesa, the show must go on".
           Natale Pellizzer

domenica 27 agosto 2017

GIOCO DELLE PARTI

IL QUOTIDIANO VENETO “Il Gazzettino” ha pubblicato la lettera in cui ho spiegato che i migranti sono una pacchia soprattutto per chi dice di volerli cacciare.
... Ovvero: per i politici “della ruspa” (ad esempio Salvini, cresciuto grazie alla cricca di Bossi & Friends). E poi per tutti quegli italiani invasati e spiritati che – nelle fiaccolate e nei talk-show - sbraitano e fanno i bulletti sperando di essere inquadrati dalla telecamera.

CONSEGUENTEMENTE, ho fatto notare come a questo teatrino partecipino anche tanti pacifisti (veri e presunti), del volontariato. Che attualmente possono essere individuati e scovati nelle Ong che non vogliono firmare il cosiddetto “codice Minniti” (gente che fin qui, ha creduto di poter passare a noi la “patata bollente” - cioè i migranti - atteggiandosi addirittura ad eroi, ma lasciando a noi il compito di gestire il fenomeno).

IL TESTO DELLA LETTERA, col titolo indicato qui sotto, è questo:
“IL GIOCO DELLE PARTI, IMMIGRATI AD USO E CONSUMO”
Gentile Redazione del “Gazzettino”, gli immigrati tutti sono una manna per certa Italia “da operetta”. Perché consentono quel pirandelliano “gioco delle parti” su cui costruire splendide carriere e sporchi affari. Ci sguazzano per primi i politici ruspanti (nel senso della ruspa). E subito dopo la sinistra radical chic (e choc) capace solo - per principio, per pigrizia, per far scena – di contrapporsi ai primi. Trovano uno scopo, dunque, tanti esaltati pacifisti (e/o paci-finti), che si infiltrano nel variegato e confusionario mondo del volontariato. E infine c’è il popolo delle fiaccolate (in favore di telecamera).
Ogni affermazione, sugli immigrati, diventa ormai insulsa. Perché il fenomeno è biblico e non lo si semplifica con slogan allarmistici o con soluzioni buoniste. Tanto per cominciare: le Ong che non firmano il codice Minniti si vantano di salvare tante vite? Per favore, questi improvvisati eroi ci scaricano qui di tutto e di più.

   Natale Pellizzer

domenica 7 maggio 2017

UNA FIRMA, PLEASE!

Il sito di Roberto D’Agostino (“Dagospia”), ha pubblicato – nell’apposita rubrica dedicata alla posta - la lettera in cui ho spiegato che sono stato felice di andare a votare per le primarie del Partito Democratico.
Sì, certo, e sono stato perfino orgoglioso di poterlo fare. Ma in quell'occasione ho anche lasciato intendere che - se non chiedo troppo n’è vero! - la prossima volta vorrei che mi si chiedesse almeno una piccola cosa: una - per quanto vaga e formale - adesione al partito.
... Perché, insomma, andare al seggio dovrebbe essere una cosa seria, e non voglio ritrovarmi accanto qualche cialtrone che desidera solo prendere in giro il mio partito di riferimento.

La lettera in questione è la n° 21 a questo link.
... Ad ogni modo, alla redazione mi ero rivolto con queste parole: "Cara Dagospia, il buon Michele Serra, su 'Repubblica', si è chiesto: "Come spiegare la decisione del sindaco fascista di Nardò, signor Mellone, di votare alle primarie del Pd?". Ecco, essendomi recato al seggio, posso garantire che questa minchiata è stata possibile perché, contrariamente a quanto avrei desiderato, non era richiesta neppure una piccola firma ad una (per quanto vaga e formale) adesione al partito. W l'Italia (e le primarie), sempre e comunque".
Natale Pellizzer

domenica 1 maggio 2016

SAVIANO ATEO-DEVOTO

IL QUOTIDIANO "IL MANIFESTO" HA PUBBLICATO LA LETTERA IN CUI HO ESPRESSO IL MIO STUPORE PER QUANTO HA DICHIARATO - SU SAN GENNARO, SANTO CHE PIACE TANTO ANCHE AI MARIUOLI - LO SCRITTORE ROBERTO SAVIANO.
Peraltro, Saviano (che si proclama ateo, ed è sotto scorta per il suo eroico impegno contro la camorra), ha sempre fatto le pulci a Matteuccio Renzi per la sua presunta “narrazione” politica. Ma col suo recente spettacolo “Sanghenapule” Saviano ha anche sostanzialmente celebrato il miracolo “da sceneggiata” del prodigioso sangue.
... Già, il sangue (presunto sangue!), di quel Gennariello pazzerello che si è sempre burlato di una città che pure lo ha ricoperto d’oro. Perché, bisognerà dirlo, il santo si scioglie quando viene trastullato da un porporato, ma non è mai riuscito a far sparire la camorra o almeno n po’ di monnezza. E dunque, com’è possibile che uno come Saviano non colga il pericolo di certa devozione isterica, piagnucolosa, ruffiana, e (per certe recenti polemiche sul “tesoro” del santo) anche parecchio scandalosa?


    DAL QUOTIDIANO "IL MANIFESTO"
    (venerdì 22-4-2016, rubrica lettere al giornale)

 «Gentile Redazione, sarebbe già grave se Saviano spiegasse la devozione a San Gennaro col distacco di un antropologo. Perché lui è la coscienza critica di Napoli, e non può ignorare che quella religiosità sanguinolenta alimenta - fra l’altro - il fatalismo e la superstizione della città. Invece Saviano insiste a parlare -con stima ed affetto!- di questo santo che piace tanto pure ai mariuoli (testuale: «Verso San Gennaro ho una specie di feticismo. Lui capisce talmente tanto che ti ascolta anche quando - disperato - chiedi la grazia per poter rubare».
Ora, da agnostico capisco che lo scrittore (sedicente ateo) considera i credenti dei bambini ingenui a cui dare un buffetto sulla guancia. Ma i Napoletani adulti e vaccinati, davvero gradiscono questi paternalismi? Oggi, mentre la Chiesa condanna la falsa religiosità dei boss (e prova a riappropriarsi di un san Gennaro stralunato e forse mai esistito), Saviano difende chi lo proclama “roba nostra" (mi riferisco - che tristezza! - alla querelle tra il cardinale Sepe e la cosiddetta “deputazione”: un club di parrucconi che ritengono di avere per l'eternità il monopolio sul cosiddetto “tesoro di San Gennaro”)».
    Natale Pellizzer

martedì 9 febbraio 2016

RISPETTO

Parole sante, santissime, quello di Emma Bonino. Intervistata su “Repubblica”, la politica ha dichiarato: «Ho sempre presente Viola, una signora che all’Associazione Luca Coscioni, cui si era rivolta, chiedeva: “Se posso dare un rene, perché non posso aiutare mia figlia prestando il mio utero?”».
… E dopo aver riferito questo episodio, la Bonino ha così concluso il discorso: «Quando ci si occupa di questioni affettive private serve più rispetto. Bisogna saper guardare esperienze, dolori, mancanze degli altri senza pontificare».

lunedì 7 dicembre 2015

SIMBOLI DI FEDE

IL QUOTIDIANO VENETO "IL GAZZETTINO" ha pubblicato nei giorni scorsi la lettera in cui – proprio in quanto presepista – ho scritto che i presepi (e pure i crocefissi), non sono semplici addobbi da posizionare dove capita, a capriccio.
... Come è logico e come è ovvio: presepi e crocefissi rappresentano momenti cruciali del cristianesimo. E possono irritare, preoccupare, intimorire, infastidire chi si sente “escluso” o perfino minacciato da una religione che li ha usati e strumentalizzati anche per le più brutali crociate.

A PROPOSITO: SE DIO ESISTE, stramaledica Salvini, la Gelmini, La Russa, Luca Zaia, e tutti quei lazzaroni che per farsi belli hanno “arruolato” il Bambinello per la loro ultima insulsa sceneggiata.
... Tutti costoro hanno sfruttato il presepe in funzione anti-Islam, pur sapendo che in generale i musulmani se ne fregano dei crocefissi (e rispettano il presepe, anche perché quest’ultimo è assolutamente in armonia con quanto scrive il Corano).

TUTTI QUESTI BRUTTI CEFFI,
dimostrano una volta di più – se ce ne fosse bisogno – che presepi e crocefissi non sono inermi ammennicoli che si possono dispensare a piacere.
... E io mi sono sentito obbligato a partecipare alla discussione “presepe sì o no”, sul “Gazzettino” (attraverso la lettera che riporto qui sotto e che hanno pubblicato titolandola “I simboli della Fede”), proprio perché, in quanto presepista, non voglio essere confuso con chi strumentalizza il Natale per giustificare certe luride porcate.
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     Alla redazione de "Il Gazzettino"
« I presepi, esattamente come i crocefissi, non possono essere “difesi” da chi si ricorda di essere cristiano solo a Natale. E non stiamo parlando di semplici “tradizioni”, ma casomai di simboli della fede. A mio parere la Fede non si impara a scuola e non si insegna in un comizio, piuttosto la si propone con l’esempio (se questo è sincero). Io, che sono presepista, da diversi anni non presento più i miei presepi nelle mostre natalizie esplicitamente cattoliche, perché sono agnostico e chi le organizza potrebbe considerarmi un “infiltrato”. Peraltro, i cristiani sanno che i presepi e le croci possono ispirare pace, ma altre volte fomentare polemiche e persino guerre. Per questo a mio parere i cattolici per primi dovrebbero togliere il Cristo dagli edifici laici dello Stato, per riportarlo sugli altari di quel Dio che non vuole essere “nominato invano”».
      Natale Pellizzer