mercoledì 15 aprile 2026

Vik, difensore di chi l'ha ucciso

l Manifesto è un quotidiano che si proclama comunista fin dalla prima pagina. Oggi, mercoledì 15 aprile 2026, ricorda che Vittorio Arrigoni (“Vik” per gli amici) fu rapito e ucciso 15 anni fa dai palestinesi che difendeva. Precisamente: da un gruppo di fanatici salafiti che lo accusavano di essere “entrato nella striscia per diffondere la corruzione”.
Il Manifesto dice che queste sono “parole senza senso”, evidentemente finge di ignorare che lo stile di vita di Vik era considerato inaccettabile anche solo perché esibiva i suoi tatuaggi perfino ai bambini (che si mostravano stupiti da qualcosa che nell’Islam è considerata una offesa al Creatore).
Il Manifesto preferisce immaginare che ci sia ancora qualcosa di misterioso nella vicenda. E immagina “un regista esterno interessato a mettere a tacere una voce scomoda”. Poi, naturalmente, scrive che un missile israeliano ha chiuso la bocca di chi sapeva tutto. Ti pareva!
La verità è che quando si parte per Paesi lontani bisogna sapere come ci si deve comportare. Sventolare la bandiera palestinese mostrando il bicipite tatuato significa fare un accostamento che per quel popolo è una doppia bestemmia. Prima di partire all’avventura per “salvare il mondo” bisognerebbe salvare sé stessi. Intanto, evitando di montarsi la testa (improvvisandosi Messia degli oppressi)!
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Se Previsto ha bisogno di Trump

Papa Prevost dice che non ha paura di Trump, e questo mi fa piacere. Ma ho l' impressione che abbia paura - e tanta - ad esempio del regime in Iran (che ha sterminato tanti giovani)! E ha paura di tutti quei regimi - islamici e non - che fanno stragi di cristiani in giro per il mondo.
... Il Papà assicura che continuerà a dire No alla guerra, ok ! Ma sulle impiccagioni e sui "tagliateste", la vuol dire una parolina? O deve pensarci - a modo suo - Trump?

E se il magistrato sbaglia?

Davvero quando i magistrati sbagliano, poi pagano? Se sì, quanto pagano? Sul quotidiano La Stampa di oggi martedì 14 aprile 2026, Gian Carlo Caselli e Vittorio Barosio spiegano che due magistrati torinesi sono stati condannati per illecite intercettazioni telefoniche. E precisano che i due hanno pagato quanto basta. Cioè? Quanto hanno pagato? Ebbene, uno ha avuto una semplice censura (praticamente un buffetto). L’altro è stato trasferito a Milano, passando dal penale al civile, e perdendo solo un anno di anzianità. Per entrambi si è deciso che è proibito fare i loro nomi sul giornale. Morale: a pagare davvero sono tutti quelli che, non sapendo i loro nomi, si troveranno ad averci a che fare
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Caro Papa, dove trova i soldi la Caritas?

Oggi la sinistra “arcobalena” (e a volte un po’ arcobaLENGA) inorridisce alle parole di Trump contro il Papa. Eppure fino a ieri lo ha sempre criticato anche lei (il Papa), quando difendeva la famiglia naturale e quando condannava aborto, eutanasia, e gender. Non solo: quando i sindaci di sinistra (i sindaci del Pd) con la fascia addosso aprono certi cortei come i Pride, sanno benissimo che in quelle manifestazioni si insulta pesantemente il Vaticano e anche le Fedi altrui.
Se la sinistra arcobalena (e a volte un po’ arcobalenga) critica il Papa, perché non dovrebbe poterlo fare anche Trump? Comunque io da un Papa mi aspetto pensieri più profondi. Dire “basta guerre, evviva la pace” mi pare troppo facile e troppo comodo. Io vorrei vedere che si affaccia dal balcone e dice alla Caritas (e a tutti quelli che lucrano sui migranti) di smetterla. Vorrei che ordinasse loro di trovarsi un lavoro serio. Magari in fabbrica, assieme a tanti stranieri che, poverini, si spaccano la schiena!
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