... In effetti Vannacci, senza mai lamentarsene, è stato spesso ridicolizzato con foto modificate che sfruttavano i soliti stereotipi sessisti, maschilisti, omofobi. E il fatto più scandaloso è che a questo schifo hanno contribuito pure gli attivisti LGBT+ (gli stessi che a parole dicono di combattere sessismo, maschilismo, omofobia)!
Sono un profugo di Splinder. Quando mi hanno annunciato lo sfratto da quella piattaforma, lo ammetto, sono andato in paranoia (perché non sapevo dove mettere in salvo la mia mercanzia). Se non do fastidio, avrei pensato di parcheggiare qua un po' della mia roba. Inoltre, sempre se c'è spazio, avrei anche dell'altro: alcune cosette che ho trovato strada facendo, mentre ero alla ricerca di un nuovo riparo, e naturalmente anche tutte le cianfrusaglie che domani mi venisse in mente di raccogliere
venerdì 29 agosto 2025
La satira con stereotipi odiosi
... In effetti Vannacci, senza mai lamentarsene, è stato spesso ridicolizzato con foto modificate che sfruttavano i soliti stereotipi sessisti, maschilisti, omofobi. E il fatto più scandaloso è che a questo schifo hanno contribuito pure gli attivisti LGBT+ (gli stessi che a parole dicono di combattere sessismo, maschilismo, omofobia)!
martedì 22 luglio 2025
I bimbi nel tritacarne dei social
👦
lunedì 3 febbraio 2025
Vannacci e gli amici di Zan
😙
venerdì 31 gennaio 2025
Zan e le lobby LGBT+
Che collegamento ci può essere tra Daniela Santanchè (indagata) e il buon Alessandro Zan? Ebbene, il Fatto Quotidiano ha spiegato che tra i due ci sarebbe un certo D'Arcangelo (che sta in grossi guai giudiziari)!
... Ma su questo, almeno per ora, Alessandro Zan non risponde al giornale . E ci credo, lui deve pensare solo al (presunto e fantomatico) "allarme omofobia"!
😳
lunedì 16 dicembre 2024
Trans e femministe omofobe
... Beh, ma allora, prima controlli cosa hanno scritto sulla loro pagina Instagram le transfemministe di "Non Una Di Meno"!
😆
Gli amici (finti) del mondo arcobaleno
… Dica qualcosa, Zan! Invece di denunciare la (presunta) omofobia di Orban, ci parli dei tanti che si fingono LGBT friendly, ma in realtà puntano solo a guadagnare consensi, voti, o (più banalmente), soldi. A maggior ragione se i soldi son tanti, tanti, tanti (come quelli di Vattimo, ad esempio)!
😀
martedì 26 novembre 2024
La balla dell'omofobia
Prima del (presunto) conflitto di interessi Francesco
Spano aveva in tasca – a sua insaputa - la tessera dell’Anddos (una rete di
circoli LGBT dove tra sling, glory holes, e darkroom, c’era anche chi faceva il
pericoloso sesso bareback e perfino sesso a pagamento). E quando era a capo
dell’Unar non si era reso conto che stava per assegnare 55mila euro proprio a
quei locali (dove non facevano attività sportiva o culturale, ma qualche rara
iniziativa che – disse un iscritto intervistato – era “tutta una finta per
raggirare la legge”). Fu una fortuna per Spano se quelli del programma televisivo le Iene lo avvertirono che si
stava cacciando in grossi guai, ma invece di ringraziarli li ha denunciati. E
quest’anno, infine, il giudice ha stabilito che quei giornalisti hanno in
sostanza raccontato solo cose vere.
... Mi chiedo pertanto se lui ci fa o ci è, e
penso che in entrambi i casi non era adatto a certi ruoli di prestigio. Aggiungo
che gridando all’omofobia ha alimentato solo certi odiosi stereotipi (sul mondo
arcobaleno incline al piagnucoloso vittimismo).
lunedì 18 novembre 2024
L'omofobia della Triptorelina
A proposito della Triptorelina: un medico onesto non la somministra ai minori (basandosi su ciò che dicono i bimbi sulle loro intime e insondabili percezioni psicologiche)! La triptorelina sui bimbi è una cura omofoba, perché "magicamente" spaccia per apparente etero chi sembra "non conforme" agli stereotipi di genere.
martedì 1 ottobre 2024
😆
domenica 29 settembre 2024
Ossessione omofobia
Fabrizio Marrazzo si butta a capofitto in ogni storia di presunta omofobia. Ogni storia che gli permetta di mettersi in mostra. Ed è proprio a lui che si è rivolto un giovane insegnante che lamenta (in quanto omosessuale), di essere stato insultato da uno studente di fronte a tutta la classe.
... Ebbene, ho lasciato sulla pagina Facebook di Marrazzo (in un post in cui parla di questa vicenda), un mio commento. Che riporto subito qui sotto.
👉"Mi chiedo come mai questo insegnante non si presenta con nome e cognome, se poi accetta che si mostri una sua foto. Devo pensare che può essere una foto fasulla? E quindi che magari è fasulla (almeno in parte) anche la storia, così come viene raccontata"
mercoledì 30 novembre 2022
Alessandro Zan e le adozioni
... La discussione si accende, e se Zan si illudeva di dover combattere solo contro Giovanardi, in realtà si ritrova ad affrontare anche la trans Efe Bal (che è decisamente contraria a tutto ciò)
...👇👇👇
lunedì 13 agosto 2018
UNA SCOREGGINA
LA MIA LETTERA, cliccando su questo link, è la n°8 . Nella stessa ho accennato ai “figli di Ricky”, e alludevo a Ricky Martin (nella fretta mi era scivolato via il cognome del cantante).
Comunque, il testo pubblicato è precisamente questo:
ALLA REDAZIONE DI DAGOSPIA
Al twittarolo Salvini vorrei ricordare che le cose serie non si risolvono coi (peraltro già superati dall’uccellino) 140 caratteri. E’ vicepremier accidenti, se non sa cosa dire eviti di fare cip-cip a cazzo, oppure si spieghi per esteso. Esempio: se “genitore 1 e 2” fa schifo, chi devono chiamare “mamma e papà” i figli di Ricky? Se alcuni vaccini fanno male, può precisare quali? Se è contro l’obbligo vaccinale, perché non rende “volontario” anche il pagamento delle tasse? Invece alla ministra Trenta suggerisco di chiamare le cose col loro nome: la proposta di reintrodurre la naja (obbligatoria quella, vero?) non è affatto una “idea romantica”, ma una scoreggina ferragostana sfuggita al Ministro della Paura (per distrarci dal disastro in cui rischia di portarci questo governo).
Natale Pellizzer
venerdì 8 agosto 2014
IL TRENO DEL PROGRESSO
Possiamo lamentarci finché vogliamo, ma dobbiamo – che lo si voglia o no – rassegnarci al Progresso. Possiamo menarla in lungo e in largo, trastullarci nelle solite frasi fatte (“piove governo ladro”, “signora mia dove andremo a finire”, “oddio, non ci sono più le mezze stagioni”…), ma spesso, se troviamo da ridire, non è perché il mondo va a rotoli: casomai perché non riusciamo a stargli dietro.
... E’ vero che, per bene che vada, fra 100 anni nessuno di noi sarà qui. Ma è anche vero che - a prescindere da tutto e da tutti - il mondo andrà avanti lo stesso, con noi o senza di noi. Come sempre, come prima, probabilmente meglio di prima. Per dire: i nostri nonni, che hanno visto la guerra e forse conosciuto la fame, non potevano neanche alzare la testa di fronte al sindaco, al parroco, al farmacista, alla bidella della scuola. Invece noi, oggi, grazie a internet possiamo sputare e urlare su ogni cosa. E magari i nostri nipotini, un giorno, potranno financo vedere gli asini che volano, ma per davvero.
Molta gente che oggi si lamenta, dovrebbe riconoscere di aver semplicemente perso il treno.
... Quello del Progresso, che loro non hanno voluto prendere (forse perché hanno preferito voltarsi indietro, rimpiangere il passato, o magari perché pensavano di non potersi permettere un simile viaggio: per la serie “oddio, sta arrivando la rivoluzione e io non ho nulla da mettermi!).
Paolo Isotta (critico musicale del Corriere della Sera), è una di queste persone che sono rimaste a piedi. Attaccate ad un passato che non funziona più, hanno perso il treno. E adesso sputano sul Progresso che loro non hanno saputo vedere. Infatti, nei giorni in cui la fidanzatina di Silvio Berluska (la Francesca Pascale), si iscriveva all’Arcigay, lui si dimenava a spiegare sui giornali che non sopporta di essere definito omosessuale o gay perché vuol essere considerato un “ricchione”.
... E siccome è rimasto fermo alla Napoli di San Gennaro e degli scugnizzi (una Napoli che ormai non esiste più neanche nelle cartoline), ci tiene a sottolineare il suo ribrezzo per gli omosessuali che si atteggiano a persone “perbene”.
Appena mi è capitato di leggere le penose dichiarazioni dell'Isotta, ho pensato di dover subito scrivere una lettera a Dagospia.
... Nella quale ho manifestato il mio disappunto per quanto avevo aveva detto. Naturalmente la ripropongo qui.
Alla Redazione di Dagospia: non ho la cultura e la spiritualità di Paolo Isotta (che ha avuto la fortuna di parlare direttamente con San Gennaro), dunque non lo critico se parla del cosiddetto “stato antropologico” dei gay (anzi: “gays” e “ricchioni”, dice lui!), con un linguaggio politicamente scorretto. Per carità, si esprima così, se usare certi insulti lo fa sentire più macho e meno fighetta. Continui a precisare che è contrario al – peraltro mai chiesto! - matrimonio in chiesa. E rimpianga quanto vuole il piccolo mondo antico degli scugnizzi virili e carnalmente violenti (che non si perdevano in femminei coinvolgimenti emotivi ed erano disponibili sul mercato con ogni cosa che respiri). Ma riconosca che finge di dissociarsi perché non vuole ammettere di essere fuori dai tempi e dalla storia (è più antico di un Solange che legge la mano o di un Zeffirelli che ancora cerca la sua Callas!). E visto che è cattolico, risponda ad una domanda: se realmente il matrimonio religioso è “un sacramento che Cristo ha previsto secondo forme immodificabili”, mi può spiegare quando e dove il Messia ha stabilito la formula precisa della etero-cerimonia, necessariamente celebrata da un prete maschio e celibe?
Natale Pellizzer
La mia lettera è anche al link che segue. E’ la n° 18 della rubrica di Dagospia: CLICCANDO QUI
Qualche giorno dopo la pubblicazione della mia lettera, una signora ha replicato al mio discorso. La lettera della lettrice è la n°9 a questo link di Dagospia: CLICCANDO QUI
giovedì 30 gennaio 2014
IL FUMO DI ALFANO
Il sito "Dagospia" ha pubblicato la lettera in cui mi sono chiesto cosa si sarà mai fumato il cattolicissimo Angelino Alfano. Questa qui di seguito:
«Il cattolicissimo Alfano (ex maggiordomo di Silvio bungabunga), insiste a ripetere che se propongono le "nozze gay" scappa "a gambe levate". Si da il caso che Letta nipote non le ha mai proposte, dunque si rilassi, eviti di guardare i film dell'orrore, e controlli quel che fuma (... perché la cannabis non è ancora legale, ahinoi e ahilui!)».
Natale Pellizzer
sabato 23 novembre 2013
GIOVANARDI NON C'ENTRA
Il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia), ha pubblicato una mia lettera sul giovane che si è suicidato lamentando il presunto clima omofobico:
Cara Redazione di Dagospia, il 21enne che si è suicidato lamentando il presunto clima omofobico non si era confidato coi genitori. Ma il coraggio per buttarsi lo ha trovato, causando loro ancora più dolore, scoraggiando gli adolescenti gay più fragili (che penseranno di appartenere ad una categoria sfigata), alimentando nei bulli il pregiudizio (sui gay "senza carattere").
Se non emergono vere responsabilità stento a credere - anche se il ragazzo ne fosse stato convinto - che la causa del gesto vada individuata, poniamo, nelle politiche alla Giovanardi. A fare autocritica dovrebbero essere pure i "professionisti dell'antiomofobia": invece di contribuire all'effetto emulazione (pubblicizzando casi limite), dovevano incoraggiare gli sfiduciati (sottolineando i progressi del costume, in Italia e perfino in Vaticano)! Chi si butta sul morto gridando "al lupo, al lupo" non è credibile, e non strapperà uno straccetto di legge.
Natale Pellizzer