domenica 1 febbraio 2026

Un angelo di nome Giorgia

Un tempo, le chiacchiere insulse (fatte per confondere le acque e rincoglionire il popolino), le chiamavano “discussioni sul sesso degli angeli”. Oggi sappiamo che di almeno un angelo conosciamo con certezza il sesso. E’ una femmina, viene da una famiglia matriarcale, e ha fatto anche la baby-sitter. Eccola, in questo video, raffigurata nell’affresco di una basilica romana e poi in una foto giovanile (non era ancora un angelo ma un angioletto). Indirettamente lei ha confermato la sua natura angelica, perché con umiltà ha precisato di non essere comunque un cherubino (che sarebbe l’angelo di massimo grado).
La sinistra woke e le lobby lgbt+ hanno subito protestato: “Se è una femmina, doveva dire che non è una cherubina”! E si sapeva già che chi a parole dice di combattere gli stereotipi di genere, nei fatti ipocritamente li difende!
Dopo queste polemiche, comunque, l’angelo Giorgia ha visitato i poliziotti aggrediti dai sedicenti antifascisti di Askatasuna. Cioè da quei criminali che vorrebbero farci credere che il problema è se in parlamento (dove è entrato di tutto) ci vanno quelli di Casapound. Oppure se arrivano in Italia gli americani dell’Ice,
... Angelo Giorgia, pensaci tu. Angelo? Se è una femmina, bisognerà dire “angela”? Boh!
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