Ma certi video, e i trascorsi di Fakir, dicono anche altro. Era ormai intrattabile, più volte segnalato per molestie, in stato di agitazione, con ferite per autolesionismo. Nell’immediato, bisognava ascoltare chi era presente ai fatti. Non chi vive in Marocco, o chi vuole solo difendere la famiglia, come la sorella che vuole “vendetta”. E il sindaco di Bologna (Lepore) invece di rivolgersi alle istituzioni (che rappresenta), ha preferito suonare il piffero per radunare la piazza. Come a tirarsi fuori, come a far credere che lui è solo un passante che nulla c’entra, come a suggerire che con gli stranieri – e lo ha insinuato – talvolta le istituzioni non fanno i loro dovere.
Risultato: i centri sociali hanno messo a ferro e fuoco la città. Bisognava stringersi attorno alla famiglia di Fakir? Io dico che prima bisognava chiedere loro dov’erano il giorno in cui solo la Polizia (che non poteva conoscere i problemi di Fakir) gli è stata accanto cercando di calmarlo!
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