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martedì 17 dicembre 2019

VENETO SOTT'ACQUA

DAGOSPIA ha pubblicato (nei giorni in cui Venezia andava sotto acqua), la mia lettera sul Veneto del prosecco che rischia di affogare negli scandali. Già nel titolo della rubrica il sito di Roberto D'Agostino citava il mio strafottente scritto (la lettera n°13 al link indicato qui sotto).
LEGGI CLICCANDO QUI

Comunque, il testo della lettera era questo:

Cara Dagospia, l'autonomia regionale, in Veneto, è diventata il balbettio degli ubriaconi instabili e senza coerenza (a cui togliere definitivamente il vino). Infatti, quando parlano del prosecco, i leghisti dicono orgogliosi che è una "eccellenza" locale. Ma quando Venezia affonda nelle acque putride delle speculazioni sul Mose, ecco che si preferisce parlare di "scandalo nazionale".
Natale Pellizzer

giovedì 11 aprile 2019

GRAVE, MICA SERIA

CALATO IL SIPARIO sul Congresso Mondiale delle Famiglie (che si è tenuto a Verona, tra mille polemiche), il sito Dagospia ha pubblicato nell’apposita rubrica una mia ironica lettera. In cui spiegavo la mia soddisfazione per la partecipazione a quell’odioso convegno di una dottoressa parecchio sopra le righe (e ossessionata dagli orifizi, in particolare dagli orifizi anali).
Il testo è al link indicato qui di seguito, la mia lettera è la n° 11.
Clicca qui

AD OGNI MODO, IO MI ERO RIVOLTO A LORO CON QUESTE PAROLE:
Carissimi di Dagospia, alla fine della fiera la Silvana De Mari al Congresso delle Famiglie c'è andata davvero. Hanno fatto parlare (per almeno un quarto d'ora), questa eccentrica signora che ama spiarci tutti attraverso un buco a cui è molto affezionata (sì, proprio quello, il buco del c*lo!).
Mi tranquillizza, e ne sorrido. Perché, insomma, se si sono presi perfino una così, ne deduco che quel teatrino di "sfigati" (secondo Di Maio), e di "fetenti" (secondo il Manifesto), era una cosa grave ma non seria. W l'Italia!
           Natale Pellizzer

lunedì 13 agosto 2018

UNA SCOREGGINA

IL SITO DAGOSPIA ha pubblicato nell’apposita rubrica la mia pernacchia contro Salvini (che su Twitter, e ovunque, ne spara una al giorno). Ultima, in ordine di tempo: la proposta di reintrodurre la leva obbligatoria, per educare i giovani al dovere (mentre contemporaneamente vuole che le vaccinazioni siano volontarie? Ma porcazza di una...!).
LA MIA LETTERA, cliccando su questo link, è la n°8 . Nella stessa ho accennato ai “figli di Ricky”, e alludevo a Ricky Martin (nella fretta mi era scivolato via il cognome del cantante).
Comunque, il testo pubblicato è precisamente questo:

      ALLA REDAZIONE DI DAGOSPIA
Al twittarolo Salvini vorrei ricordare che le cose serie non si risolvono coi (peraltro già superati dall’uccellino) 140 caratteri. E’ vicepremier accidenti, se non sa cosa dire eviti di fare cip-cip a cazzo, oppure si spieghi per esteso. Esempio: se “genitore 1 e 2” fa schifo, chi devono chiamare “mamma e papà” i figli di Ricky? Se alcuni vaccini fanno male, può precisare quali? Se è contro l’obbligo vaccinale, perché non rende “volontario” anche il pagamento delle tasse? Invece alla ministra Trenta suggerisco di chiamare le cose col loro nome: la proposta di reintrodurre la naja (obbligatoria quella, vero?) non è affatto una “idea romantica”, ma una scoreggina ferragostana sfuggita al Ministro della Paura (per distrarci dal disastro in cui rischia di portarci questo governo).
   
Natale Pellizzer

mercoledì 23 maggio 2018

PAESE DA BARZELLETTA

ALL’INDOMANI DELL’ADUNATA NAZIONALE DEGLI ALPINI (che quest’anno si è tenuta a Trento), il sito Dagospia ha pubblicato nell’apposita rubrica la lettera in cui esprimevo alcune mie osservazioni. Il testo è al link indicato qui sotto, la mia lettera (citata anche nel titolo), è la n° 20.
     CLICCA QUI


AD OGNI MODO, IO MI SONO RIVOLTO A LORO CON QUESTE PAROLE:
"Cara Dagospia, riflettano i tanti che si indignano (giustamente), per i sabotaggi agli alpini, ma non mostrano la stessa rabbia per chi offende le forze dell’ordine (ad esempio chiamando questi servitori della Patria “sbirri”). Che dire, poi, se gli stessi considerano quasi “fisiologica” la morte – poniamo durante uno scontro a fuoco – di un carabiniere? Oppure non mostrano comprensione per un agente che – nella foga di un inseguimento – uccide per sbaglio un delinquente?
La verità è che troppe volte l’italiano medio(cre) è una simpatica canaglia. Detesta le regole e dunque vuole considerare i rappresentanti dell’arma personaggi da barzelletta. Invece gli alpini gli stanno simpatici perché preferisce vederne solo l’aspetto goliardico e per certi versi dissacrante".

        Natale Pellizzer

domenica 15 ottobre 2017

IL GRILLO PREGIUDICATO

Il sito di Roberto D'Agostino (Dagospia), ha pubblicato (nell'apposita rubrica), la lettera in cui spiegavo che i pentastellati sono gli ultimi a poter giudicare i capi degli altri partiti. Per il semplice motivo che Beppe Grillo è un pregiudicato come tanti altri politici.

Alla Redazione di Dagospia
Cosa? Per colpire il Berlusca i grillini volevano stabilire che i partiti non possono essere guidati da chi è incandidabile? Suvvia, pure Grillo è incandidabile - salvo contraddire le precedenti sue regole - in quanto condannato in via definitiva per omicidio colposo plurimo! Sarà per evitare che glielo si rinfacci che il padre-padrone ha annunciato l'ennesimo "passo di lato"?
      Natale Pellizzer

La lettera è la n°1 a questo link

mercoledì 12 agosto 2015

IL LEONE CHE MANGIA IL VANGELO

I leghisti tipo Luca Zaia (governatore del Veneto), e Matteo Salvini (segretario federale del Carroccio), hanno risposto come hanno potuto ai meritati rimproveri dei vescovi (il segretario della Cei Nunzio Galantino li aveva definiti "Piazzisti da quattro soldi che pur di prendere voti, di raccattare voti, dicono cose straordinariamente insulse!").
D'altra parte, anche se la Lega va forte nei sondaggi (ma solo perché parla alla pancia della ‘ggente), non riuscirà mai a conciliare le strombazzate “radici cristiane” (che peraltro difende solo a parole), con l’egoismo e la cattiveria che trasuda quotidianamente nei suoi proclami.
Del resto, Zaia si oppone agli Ogm (che invece Papa Bergoglio non demonizza affatto), per la stessa ragione per cui difende il crocefisso. Ovvero: perché deve apparire difensore del rassicurante “piccolo mondo antico” (che piace tanto agli elettori meno riflessivi e più rancorosi).
Funziona così, purtroppo, in una certa Italia che si proclama cattolica anche se non apre mai il Vangelo (e invece preferisce leggere gli oroscopi, e credere alle Wannemarchi urlanti). Per non parlare dei tanti ignoranti per professione, tipo quell'Adriano Celentano che prima difende il pericoloso metodo Stamina (del ciarlatano Davide Vannoni) e poi strizza l’occhio a Salvini.
... Proprio a proposito di Zaia, Salvini, e Celentano: tempo fa il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia) ha pubblicato una lettera (che ripropongo qui sotto), in cui ho ricordato appunto tutte queste penose contraddizioni


«Cara Dagospia, nel mio Veneto ha stravinto il leghista “dal volto umano” Luca Zaia. Lui, più garbato ma anche più bigotto di Salvini (difende crocefissi, presepi, e referendum indipendentisti, si batte contro Ogm e pillole abortive…), viene da quel partito impresentabile che fino a ieri, qui da noi, inneggiava al “leòn che magna el teròn” (il leone che mangia il terrone). E che invece, oggi, cerca di ruffianarsi il Sud (per meglio fotterlo nuovamente). Peraltro: oggi come ieri tutti costoro insistono a stringere patti con la “Roma ladrona” di Berluska (che assumeva Mangano, salvava il culetto a Ruby Mubarak, ecc.).
Morale: la Polentonia (non solo il Veneto rancoroso, credulone, e superstizioso), ha dimenticato velocemente i diamanti africani, le lauree in Albania, e tutto il resto. Per sognare il ritorno alla Lira (del “piccolo mondo antico”), e per infierire sui Rom (sfruttati da mafia capitale prima, e dalla propaganda del Carroccio dopo). E se perfino il cattolico Adriano Celentano ha dichiarato di “pensare a Salvini” (dopo aver tifato per quell’altro buffone di Grillo, e dopo aver difeso il metodo Stamina del ciarlatano Vannoni), deduco che l’Italia confusa e felice se la merita proprio, ‘sta Lega!»

        Natale Pellizzer

La lettera, in originale, è la n° 30 a QUESTO LINK

martedì 16 giugno 2015

PUR DI FAR SCENA

Il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia), qualche tempo fa, ha pubblicato la mia lettera contro i fanatici del no-Expo (alludevo, in quella, alla manifestazione degli studenti che il 30-4-2015 avevano imbrattato Milano). E naturalmente alludevo soprattutto alla terribile manifestazione - sempre a Milano - del giorno dopo (1-5-2015). Manifestazione sfociata nel vandalismo più becero (auto incendiate, vetrine spaccate, eccetera, eccetera).
In quella lettera (che ripropongo qui sotto) spiegavo che anche il quotidiano comunista "Il Manifesto", aveva cercato di scusare i vandali che il 30 aprile scorso avevano lordato la città. Perfino arrivando a sostenere che gli allarmismi per la manifestazione del giorno dopo (quella del primo maggio), facevano parte di “una sceneggiatura” che serviva a seminare il panico. Nientemeno.

Cara Dagospia, la direttora de “Il Manifesto” (Norma Rangeri), si chiede “come si possono contrastare la povertà e la fame nel mondo se si danneggiano negozi, se si incendiano le auto di cittadini incolpevoli, se si mette in campo solo una anarchica voglia di distruzione”. La papessa del sedicente “quotidiano comunista” dovrebbe recitare un mea culpa, perché anche nel numero del primo maggio si sminuiva, relativizzava, contestualizzava, in definitiva giustificava la prepotenza degli sfigati che il giorno prima avevano giocato alla rivoluzione. (Luca Fazio: “L’analisi più lucida l’ha fatta Fedez twittando che i danni dei No Expo sono poca cosa in confronto alle infiltrazioni mafiose e le speculazioni economiche di Expo”). E si colpevolizzava chi lanciò l’allarme per la MayDay degli antagonisti, sostenendo che era pronta da tempo una “sceneggiatura già scritta da 007 e da esperti dell’antiterrorismo”, che sarebbe servita ad alimentare il caos (testuale: “Tanto per seminare il panico, a bocce ancora ferme c’è già chi parla di una città in mano ai No Expo. Non è vero, ma questo è il film già scritto da mesi”). Adesso il Manifesto scrive che bisogna prendere le distanze “da chi ha nulla a che fare con la politica”. Che facce di bronzo!
    Natale Pellizzer

domenica 15 febbraio 2015

LE VISPETERESE

A proposito delle due "vispeterese" Greta e Vanessa. Il quotidiano “Il Giornale” ha sottolineato le perplessità di Paolo Vitelli (deputato di “Scelta Civica”), che ha chiesto: “Perché Greta e Vanessa sono entrate in Siria illegalmente, mentre il loro accompagnatore no? Perché tempi così brevi tra il loro ingresso in terra siriana e il rapimento, quasi a sottintendere che non si sia trattato solo di un sequestro ad opera di un’organizzazione criminale, ma di un’operazione pianificata a tavolino?”.


In effetti, molti si sono interrogati sulle “amicizie pericolose” delle due sciocche suffragette. E il sito “Dagospia” ha pubblicato - nell’apposita rubrica - la mia lettera su di loro. 

"Cara Dagospia, voglio Greta e Vanessa a patire la fame all’Isola dei Famosi. I soldi ottenuti dal programma potrebbero poi darli in beneficenza (c’è bisogno anche in Italia, lo sanno le due suffraggette?). Noi, controllando quel che fanno nell’isola, potremmo capire la loro stralunata visione del mondo. Capiremmo se sono altruiste o esibizioniste, se sono pacifiste o paciFINTE. Loro, invece, potrebbero spiegare che progetto avevano ideato (…assieme ad un giornalista di Giuliano Ferrara, poi!).
Magari ci direbbero dove hanno trovato i finanziamenti, e cosa dicevano gli slogan in arabo che avevano esibito su Facebook. Tornerebbero dall’Isola meno in carne, magari anche meno scontrose e più sorridenti di quando sono tornate dalla prigionia (che durezza, e quanta poca gratitudine verso il ministro che è andato loro incontro!). In ogni caso non tornerebbero incappucciate in quel modo (manco sentissero nostalgia per il velo che portavano fin poco prima!).
Nel frattempo, familiari insolenti permettendo (quelli che “non devono chiedere scusa”, e che “Gentiloni l’ha spiegato, inventatevi altri scoop”), smentiscano certe insinuazioni. Perché si è ipotizzato perfino che il rapimento fosse una messinscena. Per aiutare finanziariamente gli insorti, (a nostre spese). E per coronare sogni di gloria (senza manco patire le privazioni e la solitudine, come avverrebbe all'ultima spiaggia".
          Natale Pellizzer

sabato 22 novembre 2014

DEI LANDINI E DELLA FIOM

Nei primi giorni di novembre il quotidiano veneto “Il Gazzettino”  ha pubblicato una mia lettera. La stessa è stata pubblicata nell’apposita rubrica sul sito di Roberto D’Agostino ("Dagospia"), e pure sul quotidiano “Libero” (ma lì con qualche taglio).
... Nella lettera, riferendomi al pestaggio del 29 ottobre scorso ai danni degli operai di Terni (che manifestavano a Roma), ho commentato l’episodio partendo dal presupposto che se non fosse per la polizia (ovviamente dotata di manganelli), le piazze potrebbero diventare un teatro per i balordi - interni o esterni ai gruppi che manifestano - che vogliono scatenare l’inferno.

Nella mia lettera ho dato per acquisito che il governo Renzi non può aver ordinato di manganellare gli operai (d’altra parte, anche il ministro Alfano ha precisato che il video di“Gazebo”  non ha dimostrato un bel niente, e che in ogni caso quel filmato non era l’unico a fornire le immagini di quanto è successo).
... Altri video, infatti, hanno dimostrato che tra gli operai, quel giorno, c’erano diversi provocatori (che inizialmente il sindacalista della Fiom-Cgil Maurizio Landini ha provato ad allontanare), sebbene dopo l’episodio delle manganellate tutti hanno cercato di alzare un polverone, per meglio atteggiarsi a vittime e confondere le acque (pure il furbetto Landini, che ha trovato più utile sfruttare l’occasione per accusare il governo, perfino atteggiandosi ad operaio!).

A questo punto, prima di riproporre qui sotto il testo della mia lettera, voglio precisare che effettivamente Maurizio Landini è stato (per pochissimo), un operaio, quando era molto giovane. Però, come la governante della pubblicità, ha “cominciato presto e finito presto”, perché ha lavorato in fabbrica giusto il tempo di capire che predicare e piagnucolare è meno faticoso che lavorare.
... E infatti si è dedicato quasi subito ad altra missione, che fosse più intellettuale e più prestigiosa, sebbene in televisione lo vediamo sempre con quell’aria dimessa e quel tono di voce rabbioso che gli tornano molto utili, per fingersi operaio!

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    Alle redazioni de “Il Gazzettino”, di “Libero”, di “Dagospia”
«Da ex iscritto, so che nella Fiom-Cgil ci stanno troppe teste calde. Da un video si evince che alla manifestazione degli operai di Terni si è cercato di allontanare i teppisti (che insultavano, lanciavano oggetti, fronteggiavano gli agenti con toni minacciosi, costringendoli ad arretrare). Ma poi per confondere le acque e far scena, la Fiom ha sbraitato tirando in campo perfino la Leopolda.
La Polizia ha il diritto e il dovere di bloccare gli scalmanati, all’occorrenza coi manganelli. Landini (che voleva occupare le fabbriche), condanni chi blocca le strade impedendo ad altri lavoratori di recarsi in farmacia, o ritornare per tempo dai propri cari. Chiuda coi balordi dei centri sociali che spaccano vetrine, incendiano auto, sputano sulle forze dell’ordine. Invece di fingersi operaio (“Noi che lavoriamo, noi unici onesti” ), chieda alla Camusso (che si lagna dei “poteri forti” ), quanto è costato il suo caro Cnel. Le consigli di non denunciare chi ha parlato di “tessere false”  (perché di “irregolarità”  e di “voti gonfiati”  nell’elezione della Susanna, aveva parlato per primo il leader Fiom Giorgio Cremaschi). E ci dica: com'é che le nuove Brigate Rosse, che si erano infiltrate quasi solo in Fiom, avanzavano fin nei direttivi?»  
    Natale Pellizzer (TV)

domenica 31 agosto 2014

QUELLI CHE IL DIALOGO

Il sito di Roberto D'Agostino ("Dagospia"), ha pubblicato la mia lettera contro Alessandro Di Battista, il grillino che non solo vorrebbe "eleggere ad interlocutori" i tagliagole, ma pretenderebbe anche - e proprio adesso! - di cambiare “su base etnica” i confini tracciati “a tavolino col righello, dalle potenze coloniali del ‘900”.

Questo è quello che ho voluto dire alla Redazione di Dagospia;
«I disperati, se non sono anche criminali, non si fanno reclutare da organizzazioni che rapiscono squadre di donne e bambini. Se chiedo aiuto, quando stanno per tagliarmi la testa, non so che farmene di chi vien lì – magari disarmato – a chiedere una “conferenza di pace”. Confrontare Boko Haram all’Eni, e sforzarsi di capire una Isis che vuole solamente imporre agli altri il suo mondo, non serve a nulla. A Barack Obama non si possono rinfacciare gli errori di Bush o l’uccisione di Enrico Mattei. E ci vuole una bella faccia tosta per proporre proprio ora di cambiare “su base etnica” i confini tracciati “a tavolino col righello, dalle potenze coloniali del ‘900”. Ma soprattutto, come può il grillino Di Battista voler “eleggere a interlocutori” certe belve assatanate -chiamarli terroristi è poco- se fino a ieri dialogava solo con quelli del suo clan, e ci stressava puntando il dito contro le (presunte) trattative stato-mafia?».

     Natale Pellizzer

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La mia lettera è la n° 12 della rubrica di Dagospia, a questo link
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/proposito-dell-isis-ricordate-che-guerra-non-si-gioca-col-fairplay-83130.htm

lunedì 11 agosto 2014

GRAN PUTIN-ATA


Il giornale della mia parrocchia ha lasciato intendere che Vladimir Putin è - magari a sua insaputa - uno strumento di Dio. In un articolo hanno spiegato, infatti, che è proprio grazie a questo ex agente del Kgb - ma anche grazie ai digiuni e alle preghiere che la Madonna di Fatima ci aveva chiesto - se la Russia si sta infine convertendo. Fra l'altro: realizzando in questo modo la profezia mariana: alleluia! 

Tutto ciò sarebbe dimostrato da molti indizi: intanto
quello sta diventando un Paese, dice il bollettino, che rispetta i Sacri Valori (anche per le leggi che va stabilendo). Per cui lì, diversamente che “nel nostro occidente”, si pongono dei freni ad aborto, eutanasia, rivendicazioni gay, eccetera. E poi perché - conseguentemente a tutto ciò - la Russia sta diventando una “potenza sul piano sia politico sia economico” in cui si vedono “i primi risultati della lotta alla corruzione” (… domanda: ma li leggono i giornali, questi qui? Sanno cosa sta succedendo?).


Una teoria, questa del Vlady inconsapevole “Defensor Fidei”, che potrebbe essere scambiata per una barzelletta (se non fosse che - considerando l’attualità - fa piangere, più che ridere). Insomma: una tesi bizzarra e sconclusionata che, almeno cristianamente parlando, è anche una gran putin-ata!
  
Ad ogni modo: recentemente il sito di Roberto D’Agostino (www.dagospia.com),ha pubblicato la lettera in cui ho raccontato di questa buffonata di articolo. Naturalmente la ripropongo qui, ma prima voglio pubblicare i punti più scabrosi di quel che avevano sostenuto.



     
Dall’articolo “Rinasce la Grande Russia?”
«… Mentre da noi in un occidente, così occhiuto e guardingo nel difendere la laicità dello stato, sarebbe impensabile vedere un capo di stato assistere pubblicamente ai riti del Natale o della Pasqua, non così [avviene] nella Russia di oggi dove presidente e primo ministro non si fanno specie di partecipare alle solennità religiose senza che alcuno gridi allo scandalo per la violazione della laicità delle istituzioni. Ma c’è di più. Se il nostro occidente (si vedano le prese di posizione, anche recenti, delle istituzioni UE), cerca di accreditare aborto, suicidio più o meno liberamente richiesto o – come si suol dire – assistito, matrimoni tra persone dello stesso sesso come diritti e conquiste di civiltà, la Russia, giustamente preoccupata per il drammatico calo della popolazione emerso dopo decenni di aborto indiscriminato (siamo nell’ordine di un milione di non nati all’anno a partire dal 1920), sta ponendo limiti di carattere normativo […]. Probabilmente, anche in virtù di questo recupero oggi la Russia, in particolare nella cosiddetta era di Putin, si sta accreditando come potenza sul piano sia politico sia economico. Lo stesso livello materiale di vita della popolazione, per quanto rimangano ancora sacche di povertà e grossi problemi da risolvere, è in questi anni notevolmente migliorato, mentre si vedono i primi risultati della lotta alla corruzione […]. Guardando alla situazione della Russia odierna non possiamo non riandare con il pensiero a quanto disse la Vergine a Fatima su questo grande paese allora sconvolto dalla rivoluzione bolscevica, e cioè che con la preghiera e il digiuno “la Russia si convertirà e alla fine il mio cuore immacolato trionferà”. Il cristiano, alla luce della fede, può scorgere negli eventi russi di questi ultimi decenni l’inverarsi di quella profezia…».



      Dalla rubrica lettere del sito Dagospia:
«La mia parrocchia è addolorata per l'oltraggio a due capitelli mariani. Ho scoperto tutto ciò leggendo il loro bollettino, dove il parroco se n'è lamentato. Tuttavia, girando pagina ho dovuto notare un articolo che poneva una domanda - considerando l'attualità - altrettanto sconcertante. Questa: "Rinasce la Santa Russia?". E lì si spiegava che Putin sta realizzando - anche grazie alle preghiere e ai digiuni chiesti dalla Madonna di Fatima - il disegno di Dio. Ovvero: la cosiddetta "conversione della Russia".
Da agnostico non so dire se esiste una "Madre Celeste", se c'è sarà stanca di essere tirata per il Velo! Ma ricordo agli intolleranti che siamo nell'era Bergoglio, perciò è anacronistico sfruttare il Cattolicesimo per proporre una idea antidemocratica della Disciplina, della Morale, e della Tradizione. A maggior ragione se si spacciano per "difensori della Fede" certi prepotenti che piacciono più per il (presunto) lato machista, che per la loro (falsa) difesa dei Valori Supremi».
      (Natale Pellizzer)

venerdì 8 agosto 2014

IL TRENO DEL PROGRESSO


Possiamo lamentarci finché vogliamo, ma dobbiamo – che lo si voglia o no – rassegnarci al Progresso. Possiamo menarla in lungo e in largo, trastullarci nelle solite frasi fatte (“piove governo ladro”, “signora mia dove andremo a finire”, “oddio, non ci sono più le mezze stagioni”…), ma spesso, se troviamo da ridire, non è perché il mondo va a rotoli: casomai perché non riusciamo a stargli dietro.
... E’ vero che, per bene che vada, fra 100 anni nessuno di noi sarà qui. Ma è anche vero che - a prescindere da tutto e da tutti - il mondo andrà avanti lo stesso, con noi o senza di noi. Come sempre, come prima, probabilmente meglio di prima. Per dire:
i nostri nonni, che hanno visto la guerra e forse conosciuto la fame, non potevano neanche alzare la testa di fronte al sindaco, al parroco, al farmacista, alla bidella della scuola. Invece noi, oggi, grazie a internet possiamo sputare e urlare su ogni cosa. E magari i nostri nipotini, un giorno, potranno financo vedere gli asini che volano, ma per davvero.

Molta gente che oggi si lamenta, dovrebbe riconoscere di aver semplicemente perso il treno.
... Quello del Progresso, che loro non hanno voluto prendere (forse perché hanno preferito voltarsi indietro, rimpiangere il passato, o magari perché pensavano di non potersi permettere un simile viaggio: per la serie “oddio, sta arrivando la rivoluzione e io non ho nulla da mettermi!).

Paolo Isotta (critico musicale del Corriere della Sera), è una di queste persone che sono rimaste a piedi. Attaccate ad un passato che non funziona più, hanno perso il treno. E adesso sputano sul Progresso che loro non hanno saputo vedere. Infatti, nei giorni in cui la fidanzatina di Silvio Berluska (la Francesca Pascale), si iscriveva all’Arcigay, lui si dimenava a spiegare sui giornali che non sopporta di essere definito omosessuale o gay perché vuol essere considerato un “ricchione”.
... E siccome è rimasto fermo alla Napoli di San Gennaro e degli scugnizzi (una Napoli che ormai non esiste più neanche nelle cartoline), ci tiene a sottolineare il suo ribrezzo per gli omosessuali che si atteggiano a persone “perbene”.

Appena mi è capitato
di leggere le penose dichiarazioni dell'Isotta, ho pensato di dover subito scrivere una lettera a Dagospia.
... Nella quale ho manifestato il mio disappunto per quanto avevo aveva detto. Naturalmente la ripropongo qui.



Alla Redazione di Dagospia: non ho la cultura e la spiritualità di Paolo Isotta (che ha avuto la fortuna di parlare direttamente con San Gennaro), dunque non lo critico se parla del cosiddetto “stato antropologico” dei gay (anzi: “gays” e “ricchioni”, dice lui!), con un linguaggio politicamente scorretto. Per carità, si esprima così, se usare certi insulti lo fa sentire più macho e meno fighetta. Continui a precisare che è contrario al – peraltro mai chiesto! - matrimonio in chiesa. E rimpianga quanto vuole il piccolo mondo antico degli scugnizzi virili e carnalmente violenti (che non si perdevano in femminei coinvolgimenti emotivi ed erano disponibili sul mercato con ogni cosa che respiri). Ma riconosca che finge di dissociarsi perché non vuole ammettere di essere fuori dai tempi e dalla storia (è più antico di un Solange che legge la mano o di un Zeffirelli che ancora cerca la sua Callas!). E visto che è cattolico, risponda ad una domanda: se realmente il matrimonio religioso è “un sacramento che Cristo ha previsto secondo forme immodificabili”, mi può spiegare quando e dove il Messia ha stabilito la formula precisa della etero-cerimonia, necessariamente celebrata da un prete maschio e celibe?
              
Natale Pellizzer




La mia lettera è anche al link che segue. E’ la n° 18 della rubrica di Dagospia: CLICCANDO QUI
Qualche giorno dopo la pubblicazione della mia lettera, una signora ha replicato al mio discorso. La lettera della lettrice è la n°9 a questo link di Dagospia: CLICCANDO QUI

giovedì 26 giugno 2014

URUGUAY, AI, AI, AI

All'indomani della penosa partita che ci ha visti uscire dai mondiali di calcio (e che ha certificato la nostra inadeguatezza: i giornali hanno scritto che siamo una nazione senza etica, e che la nazionale di calcio è lo specchio del Paese)), il sito di Roberto D'Agostino (Dagospia), ha pubblicato una mia considerazione sulla questione.
... Questo il mio pensierino: «A proposito della partita Italia-Uruguay : dite al cattolico proibizionista Giovanardi che dopo aver legalizzato la marijuana, l'Uruguay ha battuto il nostro bigotto Paese, tié!».
        Natale Pellizzer


       Il link alla rubrica, cliccando qui

martedì 25 marzo 2014

IL VENETO DI PEGGA PIG

Il sito di Roberto D'Agostino (Dagospia) ha pubblicato la lettera in cui contestavo i risultati del referendum online degli indipendentisti veneti. E' la n. 8 della loro rubrica, e la si può trovare a questo link.

Ad ogni  modo, il testo della lettera è questo:
«Dicono che qui in Veneto, al referendum virtuale degli indipendentisti, ha votato "il 73% del corpo elettorale regionale". Io so solo che siam tutti figli -io per primo- di contadini (con più familiarità per il maiale da ingrassare che per la tastiera su cui pigiare). E poi la stragrande maggioranza dei veneti di mia conoscenza neppure sapeva del voto online (oppure se ne fregava altamente!). Gli organizzatori, se non potevano aspirare ad avere osservatori internazionali certificati, dovevano procurarsi un pallottoliere. Scoprivano che erano di più, per dire, i veneti che conoscevano (e magari votavano con più convinzione), Peppa Pig».

           Natale Pellizzer

mercoledì 12 febbraio 2014

IL FISCHIETTO DELLA BOLDRINI


Il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia) ha pubblicato la lettera in cui ho espresso il mio disgusto per Marco Travaglio e quei grillini che hanno attaccato la Boldrini per la sua (presunta), mancanza di imparzialità.

«A "Servizio Pubblico" un Travaglio che ormai non fa più informazione ma ironia, ha lamentato (attraverso la finta lettera di uno studente inglese), la "mancata imparzialità" della Presidente della Camera, anche riferendo che i grillini hanno chiesto le dimissioni della Boldrini "perché non si è mai visto un arbitro che insulta una squadra del campionato e poi continua ad arbitrare indisturbato". Io mi chiedo invece se si è mai visto che un arbitro possa stare zitto e muto quando una squadra lo circonda, lo offende, e lo minaccia, allo scopo di far saltare una partita che considera già persa».
      Natale Pellizzer

giovedì 30 gennaio 2014

IL FUMO DI ALFANO


Il sito "Dagospia" ha pubblicato la lettera in cui mi sono chiesto cosa si sarà mai fumato il cattolicissimo Angelino Alfano. Questa qui di seguito:

«Il cattolicissimo Alfano (ex maggiordomo di Silvio bungabunga), insiste a ripetere che se propongono le "nozze gay" scappa "a gambe levate". Si da il caso che Letta nipote non le ha mai proposte, dunque si rilassi, eviti di guardare i film dell'orrore, e controlli quel che fuma (... perché la cannabis non è ancora legale, ahinoi e ahilui!)».
       Natale Pellizzer

martedì 31 dicembre 2013

PIPPE MENTALI

Il sito di Roberto D'agostino ("Dagospia"), ha pubblicato la lettera in cui ho chiesto di capire le "seghe mentali" di certi animalisti d'assalto. Questa che segue:

«
A chi ha minacciato Caterina Simonsen (per aver lei difeso la sperimentazione sugli animali), chiedo: se la vita dell'uomo vale davvero quanto quella di una bestia, perché le iene (e molti altri animali), non si fanno mai gli scrupoli e le seghe mentali che vi fate voi? Dareste al vostro cane malato una medicina che non fosse stata sperimentata prima? Difendete anche le pantegane, oltre ai topolini? E le povere zanzare? Non sarà che difendete gli animali con tanto fanatismo perché avete grossi problemi di convivenza coi vostri simili?»
          Natale Pellizzer

domenica 29 dicembre 2013

STAMINA = LOURDES


Elena Cattaneo, docente all’Università di Milano e senatore a vita, ha spiegato che il cosiddetto “metodo Stamina” (pubblicizzato da Giulio Golia de "Le Iene", e inventato da quel Davide Vannoni che non è né medico né psicologo), non sembra avere “nulla di medico o scientifico”.
... Il sito Dagospia ha pubblicato una mia lettera in cui parlavo appunto della questione.



Dal sito Dagospia (9 ottobre 2013)

«Cara Dagospia, adesso Giulio Golia (de "Le Iene"), dice di non poter giurare sulla validità del "metodo Stamina". Tuttavia insiste a buttare fumo, e dice (per stemperare le sue passate colpe), che su questo c'è ancora molto da approfondire e da studiare. Invece, come per il metodo Di Bella, non c'è proprio più nulla da aggiungere: se qualcuno torna da Lourdes guarito, lo Stato non può certo interessarsi a quell'acqua miracolosa (né può sprecare i soldi della collettività per portare in Francia i malati terminali, o regalare altri sogni che al risveglio lasciano ancor più nello sconforto!). Di certo, sul metodo Stamina, c'è solo che il suo inventore non rispetta i protocolli e i criteri della Scienza. Soprattutto non spiega con precisione la sua cura, con la scusa che ogni malato è un caso a sé. Troppo comodo!».
             Natale Pellizzer

sabato 23 novembre 2013

GIOVANARDI NON C'ENTRA



Il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia), ha pubblicato una mia lettera sul giovane che si è suicidato lamentando il presunto clima omofobico:

Cara Redazione di Dagospia, il 21enne che si è suicidato lamentando il presunto clima omofobico non si era confidato coi genitori. Ma il coraggio per buttarsi lo ha trovato, causando loro ancora più dolore, scoraggiando gli adolescenti gay più fragili (che penseranno di appartenere ad una categoria sfigata), alimentando nei bulli il pregiudizio (sui gay "senza carattere").
Se non emergono vere responsabilità stento a credere - anche se il ragazzo ne fosse stato convinto - che la causa del gesto vada individuata, poniamo, nelle politiche alla Giovanardi. A fare autocritica dovrebbero essere pure i "professionisti dell'antiomofobia": invece di contribuire all'effetto emulazione (pubblicizzando casi limite), dovevano incoraggiare gli sfiduciati (sottolineando i progressi del costume, in Italia e perfino in Vaticano)! Chi si butta sul morto gridando "al lupo, al lupo" non è credibile, e non strapperà uno straccetto di legge.
        Natale Pellizzer

domenica 1 settembre 2013

GRILLO IL GRULLO


Il sito di Roberto D’Agostino “Dagospia” ha pubblicato una mia lettera contro Beppe Grillo (che ha protestato quando hanno irriso ad un suo deputato con sclerosi multipla).
… Già, strana pretesa, quella del comicante, perché Grillo non mostra mai rispetto per nessuno, ma pretende che si porti rispetto a Matteo Dall'Osso, solo perché quello è un grillino. Troppo comodo!


«Cara Redazione di Dagospia, Beppe Grillo inorridisce se un suo deputato con la sclerosi multipla viene irriso quando si impappina. Evidentemente secondo lui lo stesso rispetto non lo meritava una donna anziana e tremolante (Rita Levi Montalcini, che Grillo definì "una vecchia pu..ana"). Chissà cosa pensa, di tutto ciò, il buon Matteo Dall'Osso (a cui vanno comunque i miei auguri di buon lavoro)».
Natale Pellizzer