Le sigle LGBT+ fanno spesso aprire i pride alle famiglie arcobaleno, che sfilano coi loro bambini. Pur essendo una minoranza nella minoranza, le famiglie arcobaleno vengono strumentalizzate e messe in prima fila per creare lo scontro con le istituzioni. La polemica delle famiglie arcobaleno è comunque pretestuosa, perché in Italia i figli sono immediatamente riconosciuti ai loro genitori biologici. E il genitore “intenzionale”, anche un tempo, doveva semplicemente chiederne l’adozione. Ovviamente, bisognava attendere che – nell’interesse dei pupi – si verificasse prima l’effettiva idoneità di chi si assumeva una simile responsabilità. Del resto, perfino per adottare un cagnolino bisogna sempre (tuttora) dimostrare di aver capito cosa ciò comporta, bisogna rispondere a molte domande e accettare i successivi controlli. E’ giusto rischiare che invece i bambini finiscano in mani sbagliate o inadeguate, solo perché si è deciso che un bambino può avere due mamme e nessun papà?
Lo spirito originario, lo spirito genuino dei primi pride, è stato tradito dalle nuove presuntuose, sfacciate, e viziate generazioni arcobaleno. Sono le cosiddette “generazioni fluide”. O anche - qualunque cosa significhi - “generazioni queer”. A proposito, queer era un insulto (significava strambo), ma ora questa stupefacente gioventù ha stravolto completamente il linguaggio. E si capisce, nel mondo alla rovescia si ribalta anche il senso delle parole, per meglio confondere ed imbrogliare la matassa!👃