sabato 25 luglio 2026

Fakir: incidente buttato in politica?

Il sangue nei polmoni di #Fakir può essere stato causato dallo schiacciamento a terra necessario per immobilizzarlo. Oppure dalle manovre per rianimarlo della Croce rossa. O anche dall'uso di cocaina.
Frattanto, altra incauta dichiarazione del sindaco #Lepore, che dice: "#Bologna ha vissuto il dramma della morte di un uomo, una morte tragica, dolorosa e soprattutto evitabile"
... Sindaco, se ha le prove che non è stato un incidente (come ce ne sono tanti, in continuazione), lo dica chiaramente. Se invece non le ha, si ricordi che per il capotreno accoltellato da uno straniero non c'è stata nessuna chiamata alle armi, nessuna sollevazione dei centri sociali e dei loro compagni di merende. Ma un presidio per pochi intimi e per pochi eletti. E se a soccorrere Fakir oltre alla #polizia c'erano solo quattro volontari della Croce rossa, che facciamo, chiediamo "giustizia e verità" anche al mondo del volontariato? Li indichiamo come gente sospetta pure loro?
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venerdì 24 luglio 2026

Fakir, l'ultima polemica su Lepore

Il Corriere scrive cosa dice di Fakir la nipote: “Non dava fastidio a nessuno, aiutava gli altri senza chiedere nulla in cambio, ha passato la vita ad aiutare il prossimo”. E la moglie che sta in Marocco: “Lo hanno giustiziato, è un crimine contro l’umanità, un crimine terribile”.
Ma certi video, e i trascorsi di Fakir, dicono anche altro. Era ormai intrattabile, più volte segnalato per molestie, in stato di agitazione, con ferite per autolesionismo. Nell’immediato, bisognava ascoltare chi era presente ai fatti. Non chi vive in Marocco, o chi vuole solo difendere la famiglia, come la sorella che vuole “vendetta”. E il sindaco di Bologna (Lepore) invece di rivolgersi alle istituzioni (che rappresenta), ha preferito suonare il piffero per radunare la piazza. Come a tirarsi fuori, come a far credere che lui è solo un passante che nulla c’entra, come a suggerire che con gli stranieri – e lo ha insinuato – talvolta le istituzioni non fanno i loro dovere.
Risultato: i centri sociali hanno messo a ferro e fuoco la città. Bisognava stringersi attorno alla famiglia di Fakir? Io dico che prima bisognava chiedere loro dov’erano il giorno in cui solo la Polizia (che non poteva conoscere i problemi di Fakir) gli è stata accanto cercando di calmarlo!
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Lo stato, unico a soccorrere Fakir

Fakir è morto nelle mani dello Stato che non poteva certo conoscere i suoi problemi. Purtroppo erano tutte altrove, e chissà dove, le mani di chi ora dice di averlo tanto amato
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giovedì 23 luglio 2026

Bologna: quando il sindaco sceglie piazza invece dello Stato

Il sindaco di Bologna dovrebbe saperlo che si muore continuamente. Moriremo tutti, comunque vada, e può accadere in ogni momento. Dormendo, ridendo, bevendo un bicchiere di acqua, mentre si è tra le braccia dell'amante o magari nelle mani dello Stato. Ovviamente anche quando siamo malati, ma se disturbiamo il prossimo la Polizia cerca di tranquillizzarci ed eventualmente impedirci di nuocere. Le persone intellettualmente oneste, che amano la giustizia e la verità, quando muore una persona che soffriva da tempo, chiedono a chi c'era, a chi ha visto, a chi sa, a chi gli stava accanto. Non chiamano immediatamente quella piazza che non c'era, se c'era dormiva, e si era voltata dall'altra parte. E che però - sempre dopo, a favore di telecamera - ha visto tutto, sa tutto, ha già condannato il colpevole. Quella piazza fatta anche di parenti che vogliono "vendetta", di rapper in cerca di fama, di agitatori esibizionisti che cercano una candidatura o vile danaro, di ragazzini che vogliono buttarla in politica, in caciara, o in rissa (per calmare le tempeste ormonali)!

mercoledì 22 luglio 2026

Bologna, slogan contro la Polizia (unica ad aiutare Fakir)

Su Fakir, Repubblica scrive: “Erano 40 giorni che chiedeva aiuto. Delirava. Non era in sé. Si isolava spesso, allontanava anche la famiglia. In casa non sapevano come aiutarlo. Ma non l’hanno abbandonato ed era lui a non volerli attorno… Un centro di salute mentale gli aveva prescritto delle medicine, ma non le stava prendendo”.
Ordunque, il sindaco, la Cgil, l’Anpi, la nipote di Fakir, subito hanno chiesto “verità”. E hanno manifestato prima ancora dell’autopsia. Una verità la posso già dare io: quella mattina non c’era nessuno che aiutasse concretamente Fakir, nessuno! E chiamare a raccolta questi “nessuno”, come ha fatto il sindaco, è servito solo ad alimentare i sospetti sugli unici che lo hanno soccorso cercando di tranquillizzarlo. E proprio a loro si è gridato poi “assassini”.
Lo dico ai “nessuno” di cui sopra: se c’è una verità nascosta dovreste dircela voi. Magari spiegandoci dove eravate quando Fakir chiedeva aiuto
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martedì 21 luglio 2026

A Bologna la verità si accerta, non si improvvisa!

Il sindaco di Bologna, riferendosi al povero Fakir, dice che “non si può morire così”. E’ scioccato da quelle immagini, io invece sono scioccato soprattutto da quello che è successo dopo. La morte di un uomo che soffre, che non si sa spiegare, che più lo tranquillizzi e più si agita, è molto meno strana della morte improvvisa, per dire, del giornalista Compatangelo (che sembra fatta apposta – quella sì - per alimentare le teorie complottiste)!
Quello che non ha giustificazione, è il delirio di chi si spaccia per antifascista per mettere a ferro e fuoco la città di Bologna (prima ancora che siano accertati i fatti)! Evidentemente la morte di Carlo Giuliani non ha fatto riflettere sul fatto che spaccare tutto e lanciare estintori o altro, alimenta solo altro odio . e può finire in tragedia
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Donzelli a Schlein: chiedi scusa all'Italia!

Giovanni Donzelli, qui, dice che la Schlein deve chiedere scusa non alla Meloni ma all'Italia, perché la Democrazia è forte e non è a rischio.
... Ho realizzato questo video venerdì 17 luglio 2026, a Nove (Vicenza)
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