Sono un profugo di Splinder. Quando mi hanno annunciato lo sfratto da quella piattaforma, lo ammetto, sono andato in paranoia (perché non sapevo dove mettere in salvo la mia mercanzia). Se non do fastidio, avrei pensato di parcheggiare qua un po' della mia roba. Inoltre, sempre se c'è spazio, avrei anche dell'altro: alcune cosette che ho trovato strada facendo, mentre ero alla ricerca di un nuovo riparo, e naturalmente anche tutte le cianfrusaglie che domani mi venisse in mente di raccogliere
Bologna: il sindaco si sente minacciato ed è scortato dalle forze dell’ordine di cui sembrerebbe diffidare. Intanto ha un morso al polpaccio, e un’accusa infamante quanto temeraria, il poliziotto che assieme a un collega e a quattro volontari della Croce Rossa ha soccorso il povero Fakir. Lasciato solo da tutti. Perché nel momento del bisogno amici e parenti di Fakir erano altrove. E adesso? Adesso si lanciano sospetti e si è chiesta perfino vendetta
Nel suo intervento Giovanni Donzelli ricorda due punti della Costituzione che secondo lui la sinistra dimentica. L"articolo 52: il 'sacro' dovere di difendere la "Patria" (esiste la Patria e il sacro)! E l'articolo 29 che tutela la famiglia 'naturale'. Che obbliga quindi lo Stato - pur difendendo ogni orientamento sessuale - a proteggere i più deboli: cioè i bambini, dice, che hanno diritto ad avere un padre e una madre. ... Ho realizzato questo video venerdì 17 luglio 2026 a Nove (Vicenza)
Galeazzo Bignami, qui come già in Commissione Covid, ha accusato l’ex premier Conte di aver sprecato 1 miliardo e 200mila euro in mascherine. L’accusa è di mala gestione dei soldi pubblici durante il Covid. ... Ho realizzato questo video venerdì 17 luglio a Nove (Vicenza)
Il titolo del quotidiano veneto Gazzettino dice già tutto: “Un lettore scrive che a Bologna era giusto manifestare per dire No alla violenza. Ma di che violenza parliamo?”. E il direttore del giornale spiega che l’unica violenza accertata è quella della guerriglia in cui sono stati feriti una sessantina di poliziotti. Le opinioni dei lettori si capiscono dagli altri titoli alle lettere inviate: “Ma chi difende chi ci difende?”. E poi: “Stranieri con problemi psichiatrici, ora basta”. E ancora: “Lepore dovrebbe dimettersi”!
Il sangue nei polmoni di #Fakir può essere stato causato dallo schiacciamento a terra necessario per immobilizzarlo. Oppure dalle manovre per rianimarlo della Croce rossa. O anche dall'uso di cocaina. Frattanto, altra incauta dichiarazione del sindaco #Lepore, che dice: "#Bologna ha vissuto il dramma della morte di un uomo, una morte tragica, dolorosa e soprattutto evitabile" ... Sindaco, se ha le prove che non è stato un incidente (come ce ne sono tanti, in continuazione), lo dica chiaramente. Se invece non le ha, si ricordi che per il capotreno accoltellato da uno straniero non c'è stata nessuna chiamata alle armi, nessuna sollevazione dei centri sociali e dei loro compagni di merende. Ma un presidio per pochi intimi e per pochi eletti. E se a soccorrere Fakir oltre alla #polizia c'erano solo quattro volontari della Croce rossa, che facciamo, chiediamo "giustizia e verità" anche al mondo del volontariato? Li indichiamo come gente sospetta pure loro?
Il Corriere scrive cosa dice di Fakir la nipote: “Non dava fastidio a nessuno, aiutava gli altri senza chiedere nulla in cambio, ha passato la vita ad aiutare il prossimo”. E la moglie che sta in Marocco: “Lo hanno giustiziato, è un crimine contro l’umanità, un crimine terribile”. Ma certi video, e i trascorsi di Fakir, dicono anche altro. Era ormai intrattabile, più volte segnalato per molestie, in stato di agitazione, con ferite per autolesionismo. Nell’immediato, bisognava ascoltare chi era presente ai fatti. Non chi vive in Marocco, o chi vuole solo difendere la famiglia, come la sorella che vuole “vendetta”. E il sindaco di Bologna (Lepore) invece di rivolgersi alle istituzioni (che rappresenta), ha preferito suonare il piffero per radunare la piazza. Come a tirarsi fuori, come a far credere che lui è solo un passante che nulla c’entra, come a suggerire che con gli stranieri – e lo ha insinuato – talvolta le istituzioni non fanno i loro dovere. Risultato: i centri sociali hanno messo a ferro e fuoco la città. Bisognava stringersi attorno alla famiglia di Fakir? Io dico che prima bisognava chiedere loro dov’erano il giorno in cui solo la Polizia (che non poteva conoscere i problemi di Fakir) gli è stata accanto cercando di calmarlo!
Fakir è morto nelle mani dello Stato che non poteva certo conoscere i suoi problemi. Purtroppo erano tutte altrove, e chissà dove, le mani di chi ora dice di averlo tanto amato