Sono un profugo di Splinder. Quando mi hanno annunciato lo sfratto da quella piattaforma, lo ammetto, sono andato in paranoia (perché non sapevo dove mettere in salvo la mia mercanzia). Se non do fastidio, avrei pensato di parcheggiare qua un po' della mia roba. Inoltre, sempre se c'è spazio, avrei anche dell'altro: alcune cosette che ho trovato strada facendo, mentre ero alla ricerca di un nuovo riparo, e naturalmente anche tutte le cianfrusaglie che domani mi venisse in mente di raccogliere
Su Fakir, Repubblica scrive: “Erano 40 giorni che chiedeva aiuto. Delirava. Non era in sé. Si isolava spesso, allontanava anche la famiglia. In casa non sapevano come aiutarlo. Ma non l’hanno abbandonato ed era lui a non volerli attorno… Un centro di salute mentale gli aveva prescritto delle medicine, ma non le stava prendendo”. Ordunque, il sindaco, la Cgil, l’Anpi, la nipote di Fakir, subito hanno chiesto “verità”. E hanno manifestato prima ancora dell’autopsia. Una verità la posso già dare io: quella mattina non c’era nessuno che aiutasse concretamente Fakir, nessuno! E chiamare a raccolta questi “nessuno”, come ha fatto il sindaco, è servito solo ad alimentare i sospetti sugli unici che lo hanno soccorso cercando di tranquillizzarlo. E proprio a loro si è gridato poi “assassini”. Lo dico ai “nessuno” di cui sopra: se c’è una verità nascosta dovreste dircela voi. Magari spiegandoci dove eravate quando Fakir chiedeva aiuto
Il sindaco di Bologna, riferendosi al povero Fakir, dice che “non si può morire così”. E’ scioccato da quelle immagini, io invece sono scioccato soprattutto da quello che è successo dopo. La morte di un uomo che soffre, che non si sa spiegare, che più lo tranquillizzi e più si agita, è molto meno strana della morte improvvisa, per dire, del giornalista Compatangelo (che sembra fatta apposta – quella sì - per alimentare le teorie complottiste)! Quello che non ha giustificazione, è il delirio di chi si spaccia per antifascista per mettere a ferro e fuoco la città di Bologna (prima ancora che siano accertati i fatti)! Evidentemente la morte di Carlo Giuliani non ha fatto riflettere sul fatto che spaccare tutto e lanciare estintori o altro, alimenta solo altro odio . e può finire in tragedia
Giovanni Donzelli, qui, dice che la Schlein deve chiedere scusa non alla Meloni ma all'Italia, perché la Democrazia è forte e non è a rischio. ... Ho realizzato questo video venerdì 17 luglio 2026, a Nove (Vicenza)
Qui Galeazzo Bignami, sulla bomba a Ranucci dice: "A sinistra son tutti amici"! E Donzelli: "Amici? Non so se conviene, perché a sinistra un nuovo motto dice che chi trova un amico trova...".
Se non era legittima difesa, quella di Roggero, possiamo escludere che fosse legittima esasperazione? Riconosciuta in altri casi? ... E comunque, dove finisce la legittima difesa, dovrebbe iniziare la pietà! Pietà per un uomo che perde la brocca quando attaccano i suoi cari!
E’ stata una serata caldissima, in quel di Nove (Vicenza). Il senatore Speranzon, qui, presenta Giovanni Donzelli e Galeazzo Bignami che sul palco duettano per far riflettere (ma anche sorridere) su politica e dintorni. Tra sventolii di bandiere e selfie a go go, c’era la calca attorno ai politici nazionali e a quelli del territorio. Acclamatissime erano soprattutto Elena Donazzan e Elisabetta Gardin ... Ho realizzato questo video venerdì 17 Luglio 2026 a Nove (Vicenza)
Tra un gioiellere esasperato e un criminale feroce, certa sinistra preferisce immedesimarsi in quest'ultimo. Dicono che il ministro non può avviare l'iter per una eventuale Grazia del Presidente Mattarella: neppure quando la chiede la moglie del condannato? Dicono che un partito non può candidare un condannato: in assoluto? L'Anm dice che i giudici "applicano le leggi", ma poi la magistratura assolve una donna che ammazza sua mamma con l'Alzheimer (e invece condanna al carcere Roggero, dopo averlo costretto a risarcire le famiglie dei criminali)!