giovedì 4 giugno 2026

Se il Fatto non "sussiste⁴

Marco Travaglio dice che "si stenta a credere" che un magistrato possa smentire quanto aveva scritto il suo giornale sulla Minetti. E perché mai? Pensa forse che il Fatto sia un quotidiano infallibile? Oppure non si è accorto che a volte i magistrati negano anche l’evidenza, e insomma immaginava che fossero infallibili anche loro? Nonostante il caso Tortora? Nonostante Zuncheddu? E Bibbiano? E il Forteto? E Garlasco? Nonostante siano stati tolti i figli (felici) ai genitori della casa nel bosco? Mentre un figlio (terrorizzato) veniva lasciato alla mamma che aveva già tentato di strozzarlo?
Filippo Facci spiega che il Fatto è stato per anni il “servo” delle procure. Ma che infine è stato umiliato dalla procura di Milano. Nello Trocchia (sul Domani) scrive che erano falsi quegli scoop. E poi: che il Fatto aveva condito tutta la storia parlando di una avvocata morta “in circostanze misteriose”, di un bambino “sottratto ai genitori naturali”, di “escort, anche minorenni”. Tutto senza riscontro. Tanto rumore per nulla!
Travaglio si lamenta perché la massaggiatrice non è stata ascoltata. Si rassegni, quella non è credibile. Perché al Fatto l’ha raccontata in un modo, e agli altri giornali in un altro. Ma soprattutto non è credibile perché aveva chiesto di tornare a lavorare proprio dove aveva detto di essere stata molestata dal capo.
La magistratura non ha tempo da perdere con testimonianze così. Ha già i suoi problemi a spiegare come mai accusa Sempio di qualcosa per cui è ancora in galera Stasi.
... Davvero a Travaglio non è mai venuto il dubbio che i magistrati (come il suo giornale) possono prendere lucciole per lanterne?
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mercoledì 3 giugno 2026

I bambini al Pride?

Le sigle LGBT+ fanno spesso aprire i pride alle famiglie arcobaleno, che sfilano coi loro bambini. Pur essendo una minoranza nella minoranza, le famiglie arcobaleno vengono strumentalizzate e messe in prima fila per creare lo scontro con le istituzioni. La polemica delle famiglie arcobaleno è comunque pretestuosa, perché in Italia i figli sono immediatamente riconosciuti ai loro genitori biologici. E il genitore “intenzionale”, anche un tempo, doveva semplicemente chiederne l’adozione. Ovviamente, bisognava attendere che – nell’interesse dei pupi – si verificasse prima l’effettiva idoneità di chi si assumeva una simile responsabilità. Del resto, perfino per adottare un cagnolino bisogna sempre (tuttora) dimostrare di aver capito cosa ciò comporta, bisogna rispondere a molte domande e accettare i successivi controlli. E’ giusto rischiare che invece i bambini finiscano in mani sbagliate o inadeguate, solo perché si è deciso che un bambino può avere due mamme e nessun papà?
Lo spirito originario, lo spirito genuino dei primi pride, è stato tradito dalle nuove presuntuose, sfacciate, e viziate generazioni arcobaleno. Sono le cosiddette “generazioni fluide”. O anche - qualunque cosa significhi - “generazioni queer”. A proposito, queer era un insulto (significava strambo), ma ora questa stupefacente gioventù ha stravolto completamente il linguaggio. E si capisce, nel mondo alla rovescia si ribalta anche il senso delle parole, per meglio confondere ed imbrogliare la matassa!
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martedì 2 giugno 2026

Il Pride, festival degli stereotipi

Le sigle LGBT+ dicono di voler combattere gli stereotipi di genere. Ma in realtà alimentano ogni luogo comune, ogni cliché, ogni pericolosa generalizzazione. Le persone arcobaleno che si atteggiano secondo i canoni dell'altro sesso, anche se si illudono di fare la rivoluzione, spesso dimostrano di essere schiave delle più arcaiche e omofobe teorie. Quelle teorie, cioè, che spiegavano l'orientamento omosex come conseguenza di una sorta di vizioso ermafroditismo psicologico. Infatti gli omofobi, quando scimmiottano le persone omosex lo fanno con caricature che trasformano i maschi in sciocchi effeminati, e le femmine in volgari maschiacci.
I Pride, sotto questo aspetto, sono ancora un festival di questi stereotipi. Un uomo che si mette lo smalto sulle unghie non è necessariamente meno schiavo delle convenzioni sociali, anzi! Idem una ragazza trans che volesse la quarta di seno (quando ormai non hanno più il seno neppure le donne biologicamente tali). Stesso discorso per un ragazzo trans che volesse una barba folta, quando i maschi biologicamente tali (e cis) oggi si depilano perfino le sopracciglia!
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lunedì 1 giugno 2026

I Pride, tante scuse per fare chiasso

Lo slogan dice "No Pride in genocide". Ma la realtà dice il contrario, perché il (presunto) genocidio è usato anzi proprio come pretesto - non l'unico, certo - per farla, questa manifestazione che ormai non ha più senso! Oggi il popolo arcobaleno ha ben poco da rivendicare. E dunque per organizzare i Pride le lobby LGBT+ son costrette a inventarsi ogni scusa. Sono diventate manifestazioni che strizzano l'occhio a certi partiti (bisognosi di nuovo elettorato), a certo mondo artistico (bisognoso di applausi e riconoscimenti), a certa interessata classe imprenditoriale (gestori di locali per il cruising, psicologi più o meno illuminati, truccatori, stilisti, chirurghi, parrucchieri, ecc.). Queste parate sono prima di tutto pubblicità per gli attivisti delle associazioni rainbow, che cercano di accreditarsi come interlocutori (ottenendo così ulteriore visibilità e magari finanziamenti ad iniziative patetiche quanto costose).
Ancora a proposito del (presunto) genocidio. Ai sedicenti pro-Pal che sventolano la bandiera palestinese (magari in perizoma e copri capezzoli) andrebbe spiegato che così facendo offendono quel popolo martoriato. Perché strumentalizzano quei morti per fingere nobiltà d'animo.
... Gli islamici fondamentalisti chiamano tutto questo "Pal-washing". Ovvero, un cavallo di Troia che serve per imporre stili di vita che i palestinesi considerano una odiosa offesa alla loro cultura, alla loro Fede, al loro profeta, al loro Dio
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domenica 31 maggio 2026

Il pretesto del (presunto) genocidio

Lo slogan dice "No Pride in genocide". Ma la realtà dice il contrario, perché il (presunto) genocidio è usato anzi proprio come pretesto - non l'unico, certo - per farla, questa manifestazione che ormai non ha più senso! Oggi il popolo arcobaleno ha ben poco da rivendicare. E dunque per organizzare i Pride le lobby lgbt+ son costrette a inventarsi ogni scusa. Sono diventate manifestazioni che strizzano l'occhio a certi partiti (bisognosi di nuovo elettorato), a certo mondo artistico (bisognoso di applausi e riconoscimenti), a certa interessata classe imprenditoriale (gestori di locali per il cruising, psicologi più o meno illuminati, truccatori, stilisti, chirurghi, parrucchieri, ecc.). Queste parate sono prima di tutto pubblicità per gli attivisti di associazioni rainbow, bisognosi di accreditarsi come interlocutori (che ottengono così ulteriore visibilità e magari finanziamenti ad iniziative patetiche quanto costose).
Ancora a proposito del (presunto) genocidio. Ai sedicenti pro-Pal che sventolano la bandiera palestinese (magari in perizoma e copri capezzoli), andrebbe spiegato che così facendo offendono quel popolo martoriato. Perché strumentalizzano quei morti per fingere nobiltà d'animo.
... Gli islamici fondamentalisti chiamano tutto questo Pal-washing. Ovvero, un "cavallo di Troia" che serve per normalizzare stili di vita che i palestinesi considerano una odiosa offesa alla loro cultura, alla loro Fede, al loro profeta, al loro Dio
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domenica 3 maggio 2026

Ridere fa buon sangue ma...

Si dice che il riso "abbonda nella bocca degli stolti". Ne parla anche la Bibbia. Sui social, che sono pieni di stolti, io mi presento anche con queste parole: "Dite che Dio è morto e il gender non esiste? Beh, sono agnostico, Dio non so, ma il gender ahimè c'è e ci porterà nel burrone"!
Un tale allora, con tono altezzoso, mi ha chiesto: "Scusa, puoi spiegarmi cosa è per te il gender? Ti prego, sarebbe bellissimo poter ridere ulteriormente per le tue battute"!
E io: "È una questione per me troppo seria, infatti il Ddl Zan (per fortuna) è caduto proprio perché prevedeva che la identità di genere (gender) venisse insegnata nelle scuole".
... Poi chiudevo la questione così: "E ora, se ci riesci, ridi quanto ti pare. Ridere fa buon sangue, anche se mi hanno detto dove abbonda, il riso"!
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Cosa direbbe un partigiano della schwa?a?

Quanta cattiveria contro Delia perché ha cambiato il testo di Bella Ciao: “Essere umano, portami via!”. Orribile, sì, ma l’intenzione era nobile! Ora dicono che Delia è ignorante, no! Lei ha studiato, solo che ha avuto cattivi maestri. Anzi, cattive maestre, gente come Michela Murgia, la profetessa della inclusione e della schwa. Quando canti non puoi far sentire la schwa, e devi escogitare qualcosa!
Andrea Scanzi dice che Delia è una “emerita sconosciuta”, ma no. Solo io ignoravo chi fosse, perché sono antico, ho 66 anni e sono rimasto a Donna Summer.
Volevate il Ddl Zan con la identità di genere (il gender) insegnato a scuola da una drag-queen? L’Anpi sfila nei Pride dove si salutano “tutte, tutti, e tuttu”? E allora beccatevi Delia, ve la meritate, Delia. E io mi tengo Donna Summer, wow!
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