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lunedì 15 luglio 2019

CONTEGNO

Profondamene azzeccato un titolo di Libero che dice: "Siamo umani ma solamente a grande distanza".
... Vale, questa osservazione, per tutte quelle e tutti quelli che sentono l'urgenza di andare in giro per il mondo a salvare gente che ha un'altra lingua, un'altra cultura, un'altra religione.

Lo fanno, questi improvvisati Messia, da perfetti ignoranti. Senza voler capire che prima bisognerebbe almeno, come si suol dire, "calcolare la spesa".
... Ovvero, prima di combinare guai bisognerebbe cercare di capire quali conseguenze hanno certe velleità.

Inoltre, prima di darsi troppe arie, bisognerebbe anche - quando si va in casa d'altri - darsi un minimo di contegno.
... Ad esempio, prima di andare incontro agli islamici, una ragazza dovrebbe mostrare un po' di umiltà. Magari tagliando i capelli o almeno coprendoli con un fazzoletto (e qui qualunque riferimento alla rastona Carola Rackete è puramente voluto).

lunedì 28 gennaio 2019

MEMORIA DAY

IERI, 27 GENNAIO 2019, ANCHE AD ASOLO (TREVISO), ERA LA GIORNATA DELLA MEMORIA.
Mi sono alzato prestissimo, ieri mattina, per andare a far colazione in quello che è considerato uno dei più bei borghi d'Italia, la "città dei 100 orizzonti".
Ebbene, arrivato in piazza D'Annunzio, e prima ancora del cappuccino con brioche, mi sono fermato a guardare il muro su cui - ancora oggi - si intravvede l'effigie del Duce. A lungo mi sono chiesto se è lo scarabocchio di qualche vecchio rintronato e rancoroso (uno di quelli con la bava alla bocca che grida "ritorneremo!"). Oppure se è lo sfogo ormonale di qualche giovinastro con la testa rasata e tatuata, che parla a vanvera (uno di quei malati mentali che durante il ventennio venivano rinchiusi in manicomio, e che in democrazia abbiamo il dovere di provare a recuperare).
... No, niente di tutto questo. Recentemente chi abita vicino a quel muro mi ha assicurato che il disegno su quel muro risale all'epoca fascista. E dunque è giusto che resti lì. Perché anche questo può aiutare la MEMORIA.

SUBITO DOPO QUESTA BREVE SOSTA, mi sono spostato poco più in là, a controllare una bizzarra vetrina che è a 15 metri dal Municipio. Ebbene, lì, accanto al patriottico tricolore (ottima scelta!), c'è ancora in bella mostra un albero di Natale. Che alle 8,00, quando sono passato, era ancora intatto e con tutte le sue lucine accese (quando si dice l'attaccamento alla Sacra Tradizione!).
... Fin qui nulla di strano, o quasi, ecco. Poi però ci sarebbero anche alcune bottiglie con la foto di Mussolini, pittoreschi slogan attribuiti a nonno Benito (chissà se realmente pronunciati da lui), e altra paccottiglia fascisteggiante che non si capisce cosa c'entri coi prodotti pubblicizzati (tra le altre mercanzie in vendita: un bidone delle immondizie e un portacenere da esterni).

NON SO QUALE possa essere il messaggio subliminale che il vetrinista, da tempo, vuole lanciare. Preferisco immaginare che si voglia suggerire di buttare nel bidone dell'immondizia (e nella cenere), certa anacronistica nostalgia per il regime mussoliniano. Ovvero, per una dittatura che, sia chiaro, non ha commesso "errori" (come si suol dire), bensì ODIOSI CRIMINI VERSO L'UMANITA' (lo ripeto per i finti tonti: CRIMINI, CRIMINI, CRIMINI).
... Se davvero fosse stato questo l'intento, allora l'idea va apprezzata. In fondo, anche queste gesta dadaiste possono aiutare il dibattito. E soprattutto, come sopra, LA MEMORIA.

DEV'ESSERE PROPRIO COSI'. E comunque, sarò ingenuo, ma mi piace pensare che il creativo in questione, con quelle cianfrusaglie, voglia ricordare a tutti che un tempo l'Italia era governata da un ridicolo tiranno. Da un megalomane pazzoide e vigliacco che magari faceva arrivare in orario i treni (quelli che erano diretti ad Auschwitz).
... Ad Auschwitz, dove venivano scaricate vagonate di italiani (famiglie intere, bambini compresi). Nostri connazionali, tutti costoro, che erano stati arrestati per confiscare i loro beni, e che poi venivano consegnati ai nazisti, che li facevano finire nei forni.

            Natale Pellizzer

lunedì 13 agosto 2018

UNA SCOREGGINA

IL SITO DAGOSPIA ha pubblicato nell’apposita rubrica la mia pernacchia contro Salvini (che su Twitter, e ovunque, ne spara una al giorno). Ultima, in ordine di tempo: la proposta di reintrodurre la leva obbligatoria, per educare i giovani al dovere (mentre contemporaneamente vuole che le vaccinazioni siano volontarie? Ma porcazza di una...!).
LA MIA LETTERA, cliccando su questo link, è la n°8 . Nella stessa ho accennato ai “figli di Ricky”, e alludevo a Ricky Martin (nella fretta mi era scivolato via il cognome del cantante).
Comunque, il testo pubblicato è precisamente questo:

      ALLA REDAZIONE DI DAGOSPIA
Al twittarolo Salvini vorrei ricordare che le cose serie non si risolvono coi (peraltro già superati dall’uccellino) 140 caratteri. E’ vicepremier accidenti, se non sa cosa dire eviti di fare cip-cip a cazzo, oppure si spieghi per esteso. Esempio: se “genitore 1 e 2” fa schifo, chi devono chiamare “mamma e papà” i figli di Ricky? Se alcuni vaccini fanno male, può precisare quali? Se è contro l’obbligo vaccinale, perché non rende “volontario” anche il pagamento delle tasse? Invece alla ministra Trenta suggerisco di chiamare le cose col loro nome: la proposta di reintrodurre la naja (obbligatoria quella, vero?) non è affatto una “idea romantica”, ma una scoreggina ferragostana sfuggita al Ministro della Paura (per distrarci dal disastro in cui rischia di portarci questo governo).
   
Natale Pellizzer

domenica 15 ottobre 2017

IL GRILLO PREGIUDICATO

Il sito di Roberto D'Agostino (Dagospia), ha pubblicato (nell'apposita rubrica), la lettera in cui spiegavo che i pentastellati sono gli ultimi a poter giudicare i capi degli altri partiti. Per il semplice motivo che Beppe Grillo è un pregiudicato come tanti altri politici.

Alla Redazione di Dagospia
Cosa? Per colpire il Berlusca i grillini volevano stabilire che i partiti non possono essere guidati da chi è incandidabile? Suvvia, pure Grillo è incandidabile - salvo contraddire le precedenti sue regole - in quanto condannato in via definitiva per omicidio colposo plurimo! Sarà per evitare che glielo si rinfacci che il padre-padrone ha annunciato l'ennesimo "passo di lato"?
      Natale Pellizzer

La lettera è la n°1 a questo link

domenica 7 maggio 2017

UNA FIRMA, PLEASE!

Il sito di Roberto D’Agostino (“Dagospia”), ha pubblicato – nell’apposita rubrica dedicata alla posta - la lettera in cui ho spiegato che sono stato felice di andare a votare per le primarie del Partito Democratico.
Sì, certo, e sono stato perfino orgoglioso di poterlo fare. Ma in quell'occasione ho anche lasciato intendere che - se non chiedo troppo n’è vero! - la prossima volta vorrei che mi si chiedesse almeno una piccola cosa: una - per quanto vaga e formale - adesione al partito.
... Perché, insomma, andare al seggio dovrebbe essere una cosa seria, e non voglio ritrovarmi accanto qualche cialtrone che desidera solo prendere in giro il mio partito di riferimento.

La lettera in questione è la n° 21 a questo link.
... Ad ogni modo, alla redazione mi ero rivolto con queste parole: "Cara Dagospia, il buon Michele Serra, su 'Repubblica', si è chiesto: "Come spiegare la decisione del sindaco fascista di Nardò, signor Mellone, di votare alle primarie del Pd?". Ecco, essendomi recato al seggio, posso garantire che questa minchiata è stata possibile perché, contrariamente a quanto avrei desiderato, non era richiesta neppure una piccola firma ad una (per quanto vaga e formale) adesione al partito. W l'Italia (e le primarie), sempre e comunque".
Natale Pellizzer

domenica 1 maggio 2016

SAVIANO ATEO-DEVOTO

IL QUOTIDIANO "IL MANIFESTO" HA PUBBLICATO LA LETTERA IN CUI HO ESPRESSO IL MIO STUPORE PER QUANTO HA DICHIARATO - SU SAN GENNARO, SANTO CHE PIACE TANTO ANCHE AI MARIUOLI - LO SCRITTORE ROBERTO SAVIANO.
Peraltro, Saviano (che si proclama ateo, ed è sotto scorta per il suo eroico impegno contro la camorra), ha sempre fatto le pulci a Matteuccio Renzi per la sua presunta “narrazione” politica. Ma col suo recente spettacolo “Sanghenapule” Saviano ha anche sostanzialmente celebrato il miracolo “da sceneggiata” del prodigioso sangue.
... Già, il sangue (presunto sangue!), di quel Gennariello pazzerello che si è sempre burlato di una città che pure lo ha ricoperto d’oro. Perché, bisognerà dirlo, il santo si scioglie quando viene trastullato da un porporato, ma non è mai riuscito a far sparire la camorra o almeno n po’ di monnezza. E dunque, com’è possibile che uno come Saviano non colga il pericolo di certa devozione isterica, piagnucolosa, ruffiana, e (per certe recenti polemiche sul “tesoro” del santo) anche parecchio scandalosa?


    DAL QUOTIDIANO "IL MANIFESTO"
    (venerdì 22-4-2016, rubrica lettere al giornale)

 «Gentile Redazione, sarebbe già grave se Saviano spiegasse la devozione a San Gennaro col distacco di un antropologo. Perché lui è la coscienza critica di Napoli, e non può ignorare che quella religiosità sanguinolenta alimenta - fra l’altro - il fatalismo e la superstizione della città. Invece Saviano insiste a parlare -con stima ed affetto!- di questo santo che piace tanto pure ai mariuoli (testuale: «Verso San Gennaro ho una specie di feticismo. Lui capisce talmente tanto che ti ascolta anche quando - disperato - chiedi la grazia per poter rubare».
Ora, da agnostico capisco che lo scrittore (sedicente ateo) considera i credenti dei bambini ingenui a cui dare un buffetto sulla guancia. Ma i Napoletani adulti e vaccinati, davvero gradiscono questi paternalismi? Oggi, mentre la Chiesa condanna la falsa religiosità dei boss (e prova a riappropriarsi di un san Gennaro stralunato e forse mai esistito), Saviano difende chi lo proclama “roba nostra" (mi riferisco - che tristezza! - alla querelle tra il cardinale Sepe e la cosiddetta “deputazione”: un club di parrucconi che ritengono di avere per l'eternità il monopolio sul cosiddetto “tesoro di San Gennaro”)».
    Natale Pellizzer

‪

martedì 9 febbraio 2016

RISPETTO

Parole sante, santissime, quello di Emma Bonino. Intervistata su “Repubblica”, la politica ha dichiarato: «Ho sempre presente Viola, una signora che all’Associazione Luca Coscioni, cui si era rivolta, chiedeva: “Se posso dare un rene, perché non posso aiutare mia figlia prestando il mio utero?”».
… E dopo aver riferito questo episodio, la Bonino ha così concluso il discorso: «Quando ci si occupa di questioni affettive private serve più rispetto. Bisogna saper guardare esperienze, dolori, mancanze degli altri senza pontificare».

martedì 1 settembre 2015

ELENA DEI CAMERATI

Il quotidiano veneto “Il Gazzettino” ha pubblicato nei giorni scorsi la lettera (qui sotto), in cui mi dicevo d’accordo con quanti, nel Partito Democratico, hanno chiesto le dimissioni della consigliera regionale all’Istruzione Elena Donazzan.
... La faccenda è nota: la Donazzan aveva raccontato su Facebook di essere stata derubata dai “marocchini di merda” (e fin qui, passi!), ma subito dopo, per il linguaggio usato (“da caserma”, secondo Alessandra Moretti), ha nuovamente lasciato trasparire le sue idee fascisteggianti. Che sono assolutamente inconciliabili con chi dovrebbe credere alla Democrazia (visto che ci campa sopra, peraltro a nostre spese).

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«Molti rivelano le loro inconfessabili passioni quando sono ubriachi. O quando sono arrabbiati. L’assessore all’istruzione Elena Donazzan ha ragione: se un marocchino mi ruba la bicicletta, è un “marocchino di m.”. E io aggiungo che un italiano che mi imbroglia è un “italiano di m.”. Ma la Donazzan – che evidentemente ha potuto identificare chi l’ha derubata, perché è certa delle sue origini magrebine – adesso denunci il “pericolo pubblico”, facendo nome e cognome. E subito dopo, però, si dimetta. Perché tirando in ballo i suoi amici “camerati” (che considera baluardi di giustizia), ha ribadito ancora una volta che il suo cuore rimpiange altre epoche a altre (odiose) politiche. Non si può sputare nel piatto in cui si mangia. Non si può rappresentare la Democrazia (e mangiarci sopra, a nostre spese), se pubblicamente la si snobba e intimamente la si disprezza».
        Natale Pellizzer

mercoledì 12 agosto 2015

IL LEONE CHE MANGIA IL VANGELO

I leghisti tipo Luca Zaia (governatore del Veneto), e Matteo Salvini (segretario federale del Carroccio), hanno risposto come hanno potuto ai meritati rimproveri dei vescovi (il segretario della Cei Nunzio Galantino li aveva definiti "Piazzisti da quattro soldi che pur di prendere voti, di raccattare voti, dicono cose straordinariamente insulse!").
D'altra parte, anche se la Lega va forte nei sondaggi (ma solo perché parla alla pancia della ‘ggente), non riuscirà mai a conciliare le strombazzate “radici cristiane” (che peraltro difende solo a parole), con l’egoismo e la cattiveria che trasuda quotidianamente nei suoi proclami.
Del resto, Zaia si oppone agli Ogm (che invece Papa Bergoglio non demonizza affatto), per la stessa ragione per cui difende il crocefisso. Ovvero: perché deve apparire difensore del rassicurante “piccolo mondo antico” (che piace tanto agli elettori meno riflessivi e più rancorosi).
Funziona così, purtroppo, in una certa Italia che si proclama cattolica anche se non apre mai il Vangelo (e invece preferisce leggere gli oroscopi, e credere alle Wannemarchi urlanti). Per non parlare dei tanti ignoranti per professione, tipo quell'Adriano Celentano che prima difende il pericoloso metodo Stamina (del ciarlatano Davide Vannoni) e poi strizza l’occhio a Salvini.
... Proprio a proposito di Zaia, Salvini, e Celentano: tempo fa il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia) ha pubblicato una lettera (che ripropongo qui sotto), in cui ho ricordato appunto tutte queste penose contraddizioni


«Cara Dagospia, nel mio Veneto ha stravinto il leghista “dal volto umano” Luca Zaia. Lui, più garbato ma anche più bigotto di Salvini (difende crocefissi, presepi, e referendum indipendentisti, si batte contro Ogm e pillole abortive…), viene da quel partito impresentabile che fino a ieri, qui da noi, inneggiava al “leòn che magna el teròn” (il leone che mangia il terrone). E che invece, oggi, cerca di ruffianarsi il Sud (per meglio fotterlo nuovamente). Peraltro: oggi come ieri tutti costoro insistono a stringere patti con la “Roma ladrona” di Berluska (che assumeva Mangano, salvava il culetto a Ruby Mubarak, ecc.).
Morale: la Polentonia (non solo il Veneto rancoroso, credulone, e superstizioso), ha dimenticato velocemente i diamanti africani, le lauree in Albania, e tutto il resto. Per sognare il ritorno alla Lira (del “piccolo mondo antico”), e per infierire sui Rom (sfruttati da mafia capitale prima, e dalla propaganda del Carroccio dopo). E se perfino il cattolico Adriano Celentano ha dichiarato di “pensare a Salvini” (dopo aver tifato per quell’altro buffone di Grillo, e dopo aver difeso il metodo Stamina del ciarlatano Vannoni), deduco che l’Italia confusa e felice se la merita proprio, ‘sta Lega!»

        Natale Pellizzer

La lettera, in originale, è la n° 30 a QUESTO LINK

martedì 16 giugno 2015

PUR DI FAR SCENA

Il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia), qualche tempo fa, ha pubblicato la mia lettera contro i fanatici del no-Expo (alludevo, in quella, alla manifestazione degli studenti che il 30-4-2015 avevano imbrattato Milano). E naturalmente alludevo soprattutto alla terribile manifestazione - sempre a Milano - del giorno dopo (1-5-2015). Manifestazione sfociata nel vandalismo più becero (auto incendiate, vetrine spaccate, eccetera, eccetera).
In quella lettera (che ripropongo qui sotto) spiegavo che anche il quotidiano comunista "Il Manifesto", aveva cercato di scusare i vandali che il 30 aprile scorso avevano lordato la città. Perfino arrivando a sostenere che gli allarmismi per la manifestazione del giorno dopo (quella del primo maggio), facevano parte di “una sceneggiatura” che serviva a seminare il panico. Nientemeno.

Cara Dagospia, la direttora de “Il Manifesto” (Norma Rangeri), si chiede “come si possono contrastare la povertà e la fame nel mondo se si danneggiano negozi, se si incendiano le auto di cittadini incolpevoli, se si mette in campo solo una anarchica voglia di distruzione”. La papessa del sedicente “quotidiano comunista” dovrebbe recitare un mea culpa, perché anche nel numero del primo maggio si sminuiva, relativizzava, contestualizzava, in definitiva giustificava la prepotenza degli sfigati che il giorno prima avevano giocato alla rivoluzione. (Luca Fazio: “L’analisi più lucida l’ha fatta Fedez twittando che i danni dei No Expo sono poca cosa in confronto alle infiltrazioni mafiose e le speculazioni economiche di Expo”). E si colpevolizzava chi lanciò l’allarme per la MayDay degli antagonisti, sostenendo che era pronta da tempo una “sceneggiatura già scritta da 007 e da esperti dell’antiterrorismo”, che sarebbe servita ad alimentare il caos (testuale: “Tanto per seminare il panico, a bocce ancora ferme c’è già chi parla di una città in mano ai No Expo. Non è vero, ma questo è il film già scritto da mesi”). Adesso il Manifesto scrive che bisogna prendere le distanze “da chi ha nulla a che fare con la politica”. Che facce di bronzo!
    Natale Pellizzer

domenica 15 febbraio 2015

LE VISPETERESE

A proposito delle due "vispeterese" Greta e Vanessa. Il quotidiano “Il Giornale” ha sottolineato le perplessità di Paolo Vitelli (deputato di “Scelta Civica”), che ha chiesto: “Perché Greta e Vanessa sono entrate in Siria illegalmente, mentre il loro accompagnatore no? Perché tempi così brevi tra il loro ingresso in terra siriana e il rapimento, quasi a sottintendere che non si sia trattato solo di un sequestro ad opera di un’organizzazione criminale, ma di un’operazione pianificata a tavolino?”.


In effetti, molti si sono interrogati sulle “amicizie pericolose” delle due sciocche suffragette. E il sito “Dagospia” ha pubblicato - nell’apposita rubrica - la mia lettera su di loro. 

"Cara Dagospia, voglio Greta e Vanessa a patire la fame all’Isola dei Famosi. I soldi ottenuti dal programma potrebbero poi darli in beneficenza (c’è bisogno anche in Italia, lo sanno le due suffraggette?). Noi, controllando quel che fanno nell’isola, potremmo capire la loro stralunata visione del mondo. Capiremmo se sono altruiste o esibizioniste, se sono pacifiste o paciFINTE. Loro, invece, potrebbero spiegare che progetto avevano ideato (…assieme ad un giornalista di Giuliano Ferrara, poi!).
Magari ci direbbero dove hanno trovato i finanziamenti, e cosa dicevano gli slogan in arabo che avevano esibito su Facebook. Tornerebbero dall’Isola meno in carne, magari anche meno scontrose e più sorridenti di quando sono tornate dalla prigionia (che durezza, e quanta poca gratitudine verso il ministro che è andato loro incontro!). In ogni caso non tornerebbero incappucciate in quel modo (manco sentissero nostalgia per il velo che portavano fin poco prima!).
Nel frattempo, familiari insolenti permettendo (quelli che “non devono chiedere scusa”, e che “Gentiloni l’ha spiegato, inventatevi altri scoop”), smentiscano certe insinuazioni. Perché si è ipotizzato perfino che il rapimento fosse una messinscena. Per aiutare finanziariamente gli insorti, (a nostre spese). E per coronare sogni di gloria (senza manco patire le privazioni e la solitudine, come avverrebbe all'ultima spiaggia".
          Natale Pellizzer

martedì 23 dicembre 2014

W IL PAPA

Dal mio profilo su Twitter, ho lanciato un cinguettio in onore di Papa Francesco. Che oggi, con un discorso durissimo, ha fatto l'elenco dei malanni spirituali che colpiscono la Curia

Il #Papa:"Mai visto el camion de trasloco dietro a corteo funebre" (Traduco: che ridere el card.#bertone co piede ne la tomba, che trasloca)

sabato 22 novembre 2014

DEI LANDINI E DELLA FIOM

Nei primi giorni di novembre il quotidiano veneto “Il Gazzettino”  ha pubblicato una mia lettera. La stessa è stata pubblicata nell’apposita rubrica sul sito di Roberto D’Agostino ("Dagospia"), e pure sul quotidiano “Libero” (ma lì con qualche taglio).
... Nella lettera, riferendomi al pestaggio del 29 ottobre scorso ai danni degli operai di Terni (che manifestavano a Roma), ho commentato l’episodio partendo dal presupposto che se non fosse per la polizia (ovviamente dotata di manganelli), le piazze potrebbero diventare un teatro per i balordi - interni o esterni ai gruppi che manifestano - che vogliono scatenare l’inferno.

Nella mia lettera ho dato per acquisito che il governo Renzi non può aver ordinato di manganellare gli operai (d’altra parte, anche il ministro Alfano ha precisato che il video di“Gazebo”  non ha dimostrato un bel niente, e che in ogni caso quel filmato non era l’unico a fornire le immagini di quanto è successo).
... Altri video, infatti, hanno dimostrato che tra gli operai, quel giorno, c’erano diversi provocatori (che inizialmente il sindacalista della Fiom-Cgil Maurizio Landini ha provato ad allontanare), sebbene dopo l’episodio delle manganellate tutti hanno cercato di alzare un polverone, per meglio atteggiarsi a vittime e confondere le acque (pure il furbetto Landini, che ha trovato più utile sfruttare l’occasione per accusare il governo, perfino atteggiandosi ad operaio!).

A questo punto, prima di riproporre qui sotto il testo della mia lettera, voglio precisare che effettivamente Maurizio Landini è stato (per pochissimo), un operaio, quando era molto giovane. Però, come la governante della pubblicità, ha “cominciato presto e finito presto”, perché ha lavorato in fabbrica giusto il tempo di capire che predicare e piagnucolare è meno faticoso che lavorare.
... E infatti si è dedicato quasi subito ad altra missione, che fosse più intellettuale e più prestigiosa, sebbene in televisione lo vediamo sempre con quell’aria dimessa e quel tono di voce rabbioso che gli tornano molto utili, per fingersi operaio!

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    Alle redazioni de “Il Gazzettino”, di “Libero”, di “Dagospia”
«Da ex iscritto, so che nella Fiom-Cgil ci stanno troppe teste calde. Da un video si evince che alla manifestazione degli operai di Terni si è cercato di allontanare i teppisti (che insultavano, lanciavano oggetti, fronteggiavano gli agenti con toni minacciosi, costringendoli ad arretrare). Ma poi per confondere le acque e far scena, la Fiom ha sbraitato tirando in campo perfino la Leopolda.
La Polizia ha il diritto e il dovere di bloccare gli scalmanati, all’occorrenza coi manganelli. Landini (che voleva occupare le fabbriche), condanni chi blocca le strade impedendo ad altri lavoratori di recarsi in farmacia, o ritornare per tempo dai propri cari. Chiuda coi balordi dei centri sociali che spaccano vetrine, incendiano auto, sputano sulle forze dell’ordine. Invece di fingersi operaio (“Noi che lavoriamo, noi unici onesti” ), chieda alla Camusso (che si lagna dei “poteri forti” ), quanto è costato il suo caro Cnel. Le consigli di non denunciare chi ha parlato di “tessere false”  (perché di “irregolarità”  e di “voti gonfiati”  nell’elezione della Susanna, aveva parlato per primo il leader Fiom Giorgio Cremaschi). E ci dica: com'é che le nuove Brigate Rosse, che si erano infiltrate quasi solo in Fiom, avanzavano fin nei direttivi?»  
    Natale Pellizzer (TV)

domenica 31 agosto 2014

QUELLI CHE IL DIALOGO

Il sito di Roberto D'Agostino ("Dagospia"), ha pubblicato la mia lettera contro Alessandro Di Battista, il grillino che non solo vorrebbe "eleggere ad interlocutori" i tagliagole, ma pretenderebbe anche - e proprio adesso! - di cambiare “su base etnica” i confini tracciati “a tavolino col righello, dalle potenze coloniali del ‘900”.

Questo è quello che ho voluto dire alla Redazione di Dagospia;
«I disperati, se non sono anche criminali, non si fanno reclutare da organizzazioni che rapiscono squadre di donne e bambini. Se chiedo aiuto, quando stanno per tagliarmi la testa, non so che farmene di chi vien lì – magari disarmato – a chiedere una “conferenza di pace”. Confrontare Boko Haram all’Eni, e sforzarsi di capire una Isis che vuole solamente imporre agli altri il suo mondo, non serve a nulla. A Barack Obama non si possono rinfacciare gli errori di Bush o l’uccisione di Enrico Mattei. E ci vuole una bella faccia tosta per proporre proprio ora di cambiare “su base etnica” i confini tracciati “a tavolino col righello, dalle potenze coloniali del ‘900”. Ma soprattutto, come può il grillino Di Battista voler “eleggere a interlocutori” certe belve assatanate -chiamarli terroristi è poco- se fino a ieri dialogava solo con quelli del suo clan, e ci stressava puntando il dito contro le (presunte) trattative stato-mafia?».

     Natale Pellizzer

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La mia lettera è la n° 12 della rubrica di Dagospia, a questo link
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/proposito-dell-isis-ricordate-che-guerra-non-si-gioca-col-fairplay-83130.htm

lunedì 11 agosto 2014

GRAN PUTIN-ATA


Il giornale della mia parrocchia ha lasciato intendere che Vladimir Putin è - magari a sua insaputa - uno strumento di Dio. In un articolo hanno spiegato, infatti, che è proprio grazie a questo ex agente del Kgb - ma anche grazie ai digiuni e alle preghiere che la Madonna di Fatima ci aveva chiesto - se la Russia si sta infine convertendo. Fra l'altro: realizzando in questo modo la profezia mariana: alleluia! 

Tutto ciò sarebbe dimostrato da molti indizi: intanto
quello sta diventando un Paese, dice il bollettino, che rispetta i Sacri Valori (anche per le leggi che va stabilendo). Per cui lì, diversamente che “nel nostro occidente”, si pongono dei freni ad aborto, eutanasia, rivendicazioni gay, eccetera. E poi perché - conseguentemente a tutto ciò - la Russia sta diventando una “potenza sul piano sia politico sia economico” in cui si vedono “i primi risultati della lotta alla corruzione” (… domanda: ma li leggono i giornali, questi qui? Sanno cosa sta succedendo?).


Una teoria, questa del Vlady inconsapevole “Defensor Fidei”, che potrebbe essere scambiata per una barzelletta (se non fosse che - considerando l’attualità - fa piangere, più che ridere). Insomma: una tesi bizzarra e sconclusionata che, almeno cristianamente parlando, è anche una gran putin-ata!
  
Ad ogni modo: recentemente il sito di Roberto D’Agostino (www.dagospia.com),ha pubblicato la lettera in cui ho raccontato di questa buffonata di articolo. Naturalmente la ripropongo qui, ma prima voglio pubblicare i punti più scabrosi di quel che avevano sostenuto.



     
Dall’articolo “Rinasce la Grande Russia?”
«… Mentre da noi in un occidente, così occhiuto e guardingo nel difendere la laicità dello stato, sarebbe impensabile vedere un capo di stato assistere pubblicamente ai riti del Natale o della Pasqua, non così [avviene] nella Russia di oggi dove presidente e primo ministro non si fanno specie di partecipare alle solennità religiose senza che alcuno gridi allo scandalo per la violazione della laicità delle istituzioni. Ma c’è di più. Se il nostro occidente (si vedano le prese di posizione, anche recenti, delle istituzioni UE), cerca di accreditare aborto, suicidio più o meno liberamente richiesto o – come si suol dire – assistito, matrimoni tra persone dello stesso sesso come diritti e conquiste di civiltà, la Russia, giustamente preoccupata per il drammatico calo della popolazione emerso dopo decenni di aborto indiscriminato (siamo nell’ordine di un milione di non nati all’anno a partire dal 1920), sta ponendo limiti di carattere normativo […]. Probabilmente, anche in virtù di questo recupero oggi la Russia, in particolare nella cosiddetta era di Putin, si sta accreditando come potenza sul piano sia politico sia economico. Lo stesso livello materiale di vita della popolazione, per quanto rimangano ancora sacche di povertà e grossi problemi da risolvere, è in questi anni notevolmente migliorato, mentre si vedono i primi risultati della lotta alla corruzione […]. Guardando alla situazione della Russia odierna non possiamo non riandare con il pensiero a quanto disse la Vergine a Fatima su questo grande paese allora sconvolto dalla rivoluzione bolscevica, e cioè che con la preghiera e il digiuno “la Russia si convertirà e alla fine il mio cuore immacolato trionferà”. Il cristiano, alla luce della fede, può scorgere negli eventi russi di questi ultimi decenni l’inverarsi di quella profezia…».



      Dalla rubrica lettere del sito Dagospia:
«La mia parrocchia è addolorata per l'oltraggio a due capitelli mariani. Ho scoperto tutto ciò leggendo il loro bollettino, dove il parroco se n'è lamentato. Tuttavia, girando pagina ho dovuto notare un articolo che poneva una domanda - considerando l'attualità - altrettanto sconcertante. Questa: "Rinasce la Santa Russia?". E lì si spiegava che Putin sta realizzando - anche grazie alle preghiere e ai digiuni chiesti dalla Madonna di Fatima - il disegno di Dio. Ovvero: la cosiddetta "conversione della Russia".
Da agnostico non so dire se esiste una "Madre Celeste", se c'è sarà stanca di essere tirata per il Velo! Ma ricordo agli intolleranti che siamo nell'era Bergoglio, perciò è anacronistico sfruttare il Cattolicesimo per proporre una idea antidemocratica della Disciplina, della Morale, e della Tradizione. A maggior ragione se si spacciano per "difensori della Fede" certi prepotenti che piacciono più per il (presunto) lato machista, che per la loro (falsa) difesa dei Valori Supremi».
      (Natale Pellizzer)

venerdì 8 agosto 2014

IL TRENO DEL PROGRESSO


Possiamo lamentarci finché vogliamo, ma dobbiamo – che lo si voglia o no – rassegnarci al Progresso. Possiamo menarla in lungo e in largo, trastullarci nelle solite frasi fatte (“piove governo ladro”, “signora mia dove andremo a finire”, “oddio, non ci sono più le mezze stagioni”…), ma spesso, se troviamo da ridire, non è perché il mondo va a rotoli: casomai perché non riusciamo a stargli dietro.
... E’ vero che, per bene che vada, fra 100 anni nessuno di noi sarà qui. Ma è anche vero che - a prescindere da tutto e da tutti - il mondo andrà avanti lo stesso, con noi o senza di noi. Come sempre, come prima, probabilmente meglio di prima. Per dire:
i nostri nonni, che hanno visto la guerra e forse conosciuto la fame, non potevano neanche alzare la testa di fronte al sindaco, al parroco, al farmacista, alla bidella della scuola. Invece noi, oggi, grazie a internet possiamo sputare e urlare su ogni cosa. E magari i nostri nipotini, un giorno, potranno financo vedere gli asini che volano, ma per davvero.

Molta gente che oggi si lamenta, dovrebbe riconoscere di aver semplicemente perso il treno.
... Quello del Progresso, che loro non hanno voluto prendere (forse perché hanno preferito voltarsi indietro, rimpiangere il passato, o magari perché pensavano di non potersi permettere un simile viaggio: per la serie “oddio, sta arrivando la rivoluzione e io non ho nulla da mettermi!).

Paolo Isotta (critico musicale del Corriere della Sera), è una di queste persone che sono rimaste a piedi. Attaccate ad un passato che non funziona più, hanno perso il treno. E adesso sputano sul Progresso che loro non hanno saputo vedere. Infatti, nei giorni in cui la fidanzatina di Silvio Berluska (la Francesca Pascale), si iscriveva all’Arcigay, lui si dimenava a spiegare sui giornali che non sopporta di essere definito omosessuale o gay perché vuol essere considerato un “ricchione”.
... E siccome è rimasto fermo alla Napoli di San Gennaro e degli scugnizzi (una Napoli che ormai non esiste più neanche nelle cartoline), ci tiene a sottolineare il suo ribrezzo per gli omosessuali che si atteggiano a persone “perbene”.

Appena mi è capitato
di leggere le penose dichiarazioni dell'Isotta, ho pensato di dover subito scrivere una lettera a Dagospia.
... Nella quale ho manifestato il mio disappunto per quanto avevo aveva detto. Naturalmente la ripropongo qui.



Alla Redazione di Dagospia: non ho la cultura e la spiritualità di Paolo Isotta (che ha avuto la fortuna di parlare direttamente con San Gennaro), dunque non lo critico se parla del cosiddetto “stato antropologico” dei gay (anzi: “gays” e “ricchioni”, dice lui!), con un linguaggio politicamente scorretto. Per carità, si esprima così, se usare certi insulti lo fa sentire più macho e meno fighetta. Continui a precisare che è contrario al – peraltro mai chiesto! - matrimonio in chiesa. E rimpianga quanto vuole il piccolo mondo antico degli scugnizzi virili e carnalmente violenti (che non si perdevano in femminei coinvolgimenti emotivi ed erano disponibili sul mercato con ogni cosa che respiri). Ma riconosca che finge di dissociarsi perché non vuole ammettere di essere fuori dai tempi e dalla storia (è più antico di un Solange che legge la mano o di un Zeffirelli che ancora cerca la sua Callas!). E visto che è cattolico, risponda ad una domanda: se realmente il matrimonio religioso è “un sacramento che Cristo ha previsto secondo forme immodificabili”, mi può spiegare quando e dove il Messia ha stabilito la formula precisa della etero-cerimonia, necessariamente celebrata da un prete maschio e celibe?
              
Natale Pellizzer




La mia lettera è anche al link che segue. E’ la n° 18 della rubrica di Dagospia: CLICCANDO QUI
Qualche giorno dopo la pubblicazione della mia lettera, una signora ha replicato al mio discorso. La lettera della lettrice è la n°9 a questo link di Dagospia: CLICCANDO QUI

giovedì 26 giugno 2014

URUGUAY, AI, AI, AI

All'indomani della penosa partita che ci ha visti uscire dai mondiali di calcio (e che ha certificato la nostra inadeguatezza: i giornali hanno scritto che siamo una nazione senza etica, e che la nazionale di calcio è lo specchio del Paese)), il sito di Roberto D'Agostino (Dagospia), ha pubblicato una mia considerazione sulla questione.
... Questo il mio pensierino: «A proposito della partita Italia-Uruguay : dite al cattolico proibizionista Giovanardi che dopo aver legalizzato la marijuana, l'Uruguay ha battuto il nostro bigotto Paese, tié!».
        Natale Pellizzer


       Il link alla rubrica, cliccando qui

martedì 25 marzo 2014

IL VENETO DI PEGGA PIG

Il sito di Roberto D'Agostino (Dagospia) ha pubblicato la lettera in cui contestavo i risultati del referendum online degli indipendentisti veneti. E' la n. 8 della loro rubrica, e la si può trovare a questo link.

Ad ogni  modo, il testo della lettera è questo:
«Dicono che qui in Veneto, al referendum virtuale degli indipendentisti, ha votato "il 73% del corpo elettorale regionale". Io so solo che siam tutti figli -io per primo- di contadini (con più familiarità per il maiale da ingrassare che per la tastiera su cui pigiare). E poi la stragrande maggioranza dei veneti di mia conoscenza neppure sapeva del voto online (oppure se ne fregava altamente!). Gli organizzatori, se non potevano aspirare ad avere osservatori internazionali certificati, dovevano procurarsi un pallottoliere. Scoprivano che erano di più, per dire, i veneti che conoscevano (e magari votavano con più convinzione), Peppa Pig».

           Natale Pellizzer

mercoledì 12 febbraio 2014

IL FISCHIETTO DELLA BOLDRINI


Il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia) ha pubblicato la lettera in cui ho espresso il mio disgusto per Marco Travaglio e quei grillini che hanno attaccato la Boldrini per la sua (presunta), mancanza di imparzialità.

«A "Servizio Pubblico" un Travaglio che ormai non fa più informazione ma ironia, ha lamentato (attraverso la finta lettera di uno studente inglese), la "mancata imparzialità" della Presidente della Camera, anche riferendo che i grillini hanno chiesto le dimissioni della Boldrini "perché non si è mai visto un arbitro che insulta una squadra del campionato e poi continua ad arbitrare indisturbato". Io mi chiedo invece se si è mai visto che un arbitro possa stare zitto e muto quando una squadra lo circonda, lo offende, e lo minaccia, allo scopo di far saltare una partita che considera già persa».
      Natale Pellizzer

giovedì 30 gennaio 2014

IL FUMO DI ALFANO


Il sito "Dagospia" ha pubblicato la lettera in cui mi sono chiesto cosa si sarà mai fumato il cattolicissimo Angelino Alfano. Questa qui di seguito:

«Il cattolicissimo Alfano (ex maggiordomo di Silvio bungabunga), insiste a ripetere che se propongono le "nozze gay" scappa "a gambe levate". Si da il caso che Letta nipote non le ha mai proposte, dunque si rilassi, eviti di guardare i film dell'orrore, e controlli quel che fuma (... perché la cannabis non è ancora legale, ahinoi e ahilui!)».
       Natale Pellizzer