domenica 26 aprile 2026

Un 25 Aprile che odora di ricino?

All’indomani del 25 Aprile restano le macerie. Gli insulti col riferimento alle "saponette". La cacciata dal corteo (perché la bandiera palestinese o iraniana va bene ma quella ucraina no). L’odio verso chi viene immaginato a testa in giù. E il tradimento verso l’America (che allora ci liberò).
Vannacci ha spiegato che gli sarebbe piaciuto festeggiare la Liberazione, ma non è concesso a tutti. Giusto, perché se non partecipi sei un fascista, ma se partecipi devi stare ai loro ordini. Loro, quelli come Pagliarulo (presidente ANPI), che si spaccia per partigiano ma non ha mai visto una guerra. E che si oppone all’invio di armi all’Ucraina perché evidentemente pretende che il partigiano Zelensky combatta Putin coi fiori!
Chissà come commenterebbe tutto questo Pertini, e chissà cosa direbbe del fatto che l’Anpi di Pagliarulo continua a succhiarci soldi fingendo di rappresentare tutti i partigiani veri come appunto Pertini!
Vorrebbero obbligarci a cantare Bella Ciao, una ballata nata tra le mondine (diventata poi popolare, ma anche populista e manettara). I partigiani veri non immaginavano che sarebbero stati, molti anni dopo, strumentalizzati da chi va in giro col manganello in tasca (come usava Ilaria Salis). O da chi (sempre spacciandosi per antifascista) vorrebbe farci bere l’olio di ricino se non diciamo e non cantiamo secondo i suoi comandi!
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