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martedì 9 febbraio 2016

RISPETTO

Parole sante, santissime, quello di Emma Bonino. Intervistata su “Repubblica”, la politica ha dichiarato: «Ho sempre presente Viola, una signora che all’Associazione Luca Coscioni, cui si era rivolta, chiedeva: “Se posso dare un rene, perché non posso aiutare mia figlia prestando il mio utero?”».
… E dopo aver riferito questo episodio, la Bonino ha così concluso il discorso: «Quando ci si occupa di questioni affettive private serve più rispetto. Bisogna saper guardare esperienze, dolori, mancanze degli altri senza pontificare».

martedì 23 dicembre 2014

W IL PAPA

Dal mio profilo su Twitter, ho lanciato un cinguettio in onore di Papa Francesco. Che oggi, con un discorso durissimo, ha fatto l'elenco dei malanni spirituali che colpiscono la Curia

Il #Papa:"Mai visto el camion de trasloco dietro a corteo funebre" (Traduco: che ridere el card.#bertone co piede ne la tomba, che trasloca)

lunedì 11 agosto 2014

GRAN PUTIN-ATA


Il giornale della mia parrocchia ha lasciato intendere che Vladimir Putin è - magari a sua insaputa - uno strumento di Dio. In un articolo hanno spiegato, infatti, che è proprio grazie a questo ex agente del Kgb - ma anche grazie ai digiuni e alle preghiere che la Madonna di Fatima ci aveva chiesto - se la Russia si sta infine convertendo. Fra l'altro: realizzando in questo modo la profezia mariana: alleluia! 

Tutto ciò sarebbe dimostrato da molti indizi: intanto
quello sta diventando un Paese, dice il bollettino, che rispetta i Sacri Valori (anche per le leggi che va stabilendo). Per cui lì, diversamente che “nel nostro occidente”, si pongono dei freni ad aborto, eutanasia, rivendicazioni gay, eccetera. E poi perché - conseguentemente a tutto ciò - la Russia sta diventando una “potenza sul piano sia politico sia economico” in cui si vedono “i primi risultati della lotta alla corruzione” (… domanda: ma li leggono i giornali, questi qui? Sanno cosa sta succedendo?).


Una teoria, questa del Vlady inconsapevole “Defensor Fidei”, che potrebbe essere scambiata per una barzelletta (se non fosse che - considerando l’attualità - fa piangere, più che ridere). Insomma: una tesi bizzarra e sconclusionata che, almeno cristianamente parlando, è anche una gran putin-ata!
  
Ad ogni modo: recentemente il sito di Roberto D’Agostino (www.dagospia.com),ha pubblicato la lettera in cui ho raccontato di questa buffonata di articolo. Naturalmente la ripropongo qui, ma prima voglio pubblicare i punti più scabrosi di quel che avevano sostenuto.



     
Dall’articolo “Rinasce la Grande Russia?”
«… Mentre da noi in un occidente, così occhiuto e guardingo nel difendere la laicità dello stato, sarebbe impensabile vedere un capo di stato assistere pubblicamente ai riti del Natale o della Pasqua, non così [avviene] nella Russia di oggi dove presidente e primo ministro non si fanno specie di partecipare alle solennità religiose senza che alcuno gridi allo scandalo per la violazione della laicità delle istituzioni. Ma c’è di più. Se il nostro occidente (si vedano le prese di posizione, anche recenti, delle istituzioni UE), cerca di accreditare aborto, suicidio più o meno liberamente richiesto o – come si suol dire – assistito, matrimoni tra persone dello stesso sesso come diritti e conquiste di civiltà, la Russia, giustamente preoccupata per il drammatico calo della popolazione emerso dopo decenni di aborto indiscriminato (siamo nell’ordine di un milione di non nati all’anno a partire dal 1920), sta ponendo limiti di carattere normativo […]. Probabilmente, anche in virtù di questo recupero oggi la Russia, in particolare nella cosiddetta era di Putin, si sta accreditando come potenza sul piano sia politico sia economico. Lo stesso livello materiale di vita della popolazione, per quanto rimangano ancora sacche di povertà e grossi problemi da risolvere, è in questi anni notevolmente migliorato, mentre si vedono i primi risultati della lotta alla corruzione […]. Guardando alla situazione della Russia odierna non possiamo non riandare con il pensiero a quanto disse la Vergine a Fatima su questo grande paese allora sconvolto dalla rivoluzione bolscevica, e cioè che con la preghiera e il digiuno “la Russia si convertirà e alla fine il mio cuore immacolato trionferà”. Il cristiano, alla luce della fede, può scorgere negli eventi russi di questi ultimi decenni l’inverarsi di quella profezia…».



      Dalla rubrica lettere del sito Dagospia:
«La mia parrocchia è addolorata per l'oltraggio a due capitelli mariani. Ho scoperto tutto ciò leggendo il loro bollettino, dove il parroco se n'è lamentato. Tuttavia, girando pagina ho dovuto notare un articolo che poneva una domanda - considerando l'attualità - altrettanto sconcertante. Questa: "Rinasce la Santa Russia?". E lì si spiegava che Putin sta realizzando - anche grazie alle preghiere e ai digiuni chiesti dalla Madonna di Fatima - il disegno di Dio. Ovvero: la cosiddetta "conversione della Russia".
Da agnostico non so dire se esiste una "Madre Celeste", se c'è sarà stanca di essere tirata per il Velo! Ma ricordo agli intolleranti che siamo nell'era Bergoglio, perciò è anacronistico sfruttare il Cattolicesimo per proporre una idea antidemocratica della Disciplina, della Morale, e della Tradizione. A maggior ragione se si spacciano per "difensori della Fede" certi prepotenti che piacciono più per il (presunto) lato machista, che per la loro (falsa) difesa dei Valori Supremi».
      (Natale Pellizzer)

venerdì 8 agosto 2014

IL TRENO DEL PROGRESSO


Possiamo lamentarci finché vogliamo, ma dobbiamo – che lo si voglia o no – rassegnarci al Progresso. Possiamo menarla in lungo e in largo, trastullarci nelle solite frasi fatte (“piove governo ladro”, “signora mia dove andremo a finire”, “oddio, non ci sono più le mezze stagioni”…), ma spesso, se troviamo da ridire, non è perché il mondo va a rotoli: casomai perché non riusciamo a stargli dietro.
... E’ vero che, per bene che vada, fra 100 anni nessuno di noi sarà qui. Ma è anche vero che - a prescindere da tutto e da tutti - il mondo andrà avanti lo stesso, con noi o senza di noi. Come sempre, come prima, probabilmente meglio di prima. Per dire:
i nostri nonni, che hanno visto la guerra e forse conosciuto la fame, non potevano neanche alzare la testa di fronte al sindaco, al parroco, al farmacista, alla bidella della scuola. Invece noi, oggi, grazie a internet possiamo sputare e urlare su ogni cosa. E magari i nostri nipotini, un giorno, potranno financo vedere gli asini che volano, ma per davvero.

Molta gente che oggi si lamenta, dovrebbe riconoscere di aver semplicemente perso il treno.
... Quello del Progresso, che loro non hanno voluto prendere (forse perché hanno preferito voltarsi indietro, rimpiangere il passato, o magari perché pensavano di non potersi permettere un simile viaggio: per la serie “oddio, sta arrivando la rivoluzione e io non ho nulla da mettermi!).

Paolo Isotta (critico musicale del Corriere della Sera), è una di queste persone che sono rimaste a piedi. Attaccate ad un passato che non funziona più, hanno perso il treno. E adesso sputano sul Progresso che loro non hanno saputo vedere. Infatti, nei giorni in cui la fidanzatina di Silvio Berluska (la Francesca Pascale), si iscriveva all’Arcigay, lui si dimenava a spiegare sui giornali che non sopporta di essere definito omosessuale o gay perché vuol essere considerato un “ricchione”.
... E siccome è rimasto fermo alla Napoli di San Gennaro e degli scugnizzi (una Napoli che ormai non esiste più neanche nelle cartoline), ci tiene a sottolineare il suo ribrezzo per gli omosessuali che si atteggiano a persone “perbene”.

Appena mi è capitato
di leggere le penose dichiarazioni dell'Isotta, ho pensato di dover subito scrivere una lettera a Dagospia.
... Nella quale ho manifestato il mio disappunto per quanto avevo aveva detto. Naturalmente la ripropongo qui.



Alla Redazione di Dagospia: non ho la cultura e la spiritualità di Paolo Isotta (che ha avuto la fortuna di parlare direttamente con San Gennaro), dunque non lo critico se parla del cosiddetto “stato antropologico” dei gay (anzi: “gays” e “ricchioni”, dice lui!), con un linguaggio politicamente scorretto. Per carità, si esprima così, se usare certi insulti lo fa sentire più macho e meno fighetta. Continui a precisare che è contrario al – peraltro mai chiesto! - matrimonio in chiesa. E rimpianga quanto vuole il piccolo mondo antico degli scugnizzi virili e carnalmente violenti (che non si perdevano in femminei coinvolgimenti emotivi ed erano disponibili sul mercato con ogni cosa che respiri). Ma riconosca che finge di dissociarsi perché non vuole ammettere di essere fuori dai tempi e dalla storia (è più antico di un Solange che legge la mano o di un Zeffirelli che ancora cerca la sua Callas!). E visto che è cattolico, risponda ad una domanda: se realmente il matrimonio religioso è “un sacramento che Cristo ha previsto secondo forme immodificabili”, mi può spiegare quando e dove il Messia ha stabilito la formula precisa della etero-cerimonia, necessariamente celebrata da un prete maschio e celibe?
              
Natale Pellizzer




La mia lettera è anche al link che segue. E’ la n° 18 della rubrica di Dagospia: CLICCANDO QUI
Qualche giorno dopo la pubblicazione della mia lettera, una signora ha replicato al mio discorso. La lettera della lettrice è la n°9 a questo link di Dagospia: CLICCANDO QUI

martedì 31 dicembre 2013

PIPPE MENTALI

Il sito di Roberto D'agostino ("Dagospia"), ha pubblicato la lettera in cui ho chiesto di capire le "seghe mentali" di certi animalisti d'assalto. Questa che segue:

«
A chi ha minacciato Caterina Simonsen (per aver lei difeso la sperimentazione sugli animali), chiedo: se la vita dell'uomo vale davvero quanto quella di una bestia, perché le iene (e molti altri animali), non si fanno mai gli scrupoli e le seghe mentali che vi fate voi? Dareste al vostro cane malato una medicina che non fosse stata sperimentata prima? Difendete anche le pantegane, oltre ai topolini? E le povere zanzare? Non sarà che difendete gli animali con tanto fanatismo perché avete grossi problemi di convivenza coi vostri simili?»
          Natale Pellizzer

PARANOIE ANIMALISTE

Il quotidiano veneto "Il Gazzettino" ha pubblicato la lettera in cui ho posto alcune domande agli imbecilli (sedicenti amici degli animali), che hanno insultato Caterina Simonsen.


               Da “Il Gazzettino” (del 31 dicembre 2013)

«A chi ha minacciato Caterina Simonsen (per aver lei difeso la sperimentazione sugli animali), chiedo: se la vita dell'uomo vale davvero quanto quella di una bestia, perché le iene (e molti altri animali), non si fanno mai gli scrupoli e le paranoie che vi fate voi? Dareste al vostro cane malato una medicina che non fosse stata prima sperimentata? Difendete anche le pantegane, oltre ai topolini? E le povere zanzare? Non sarà che difendete gli animali con tanto fanatismo perché avete grandi problemi di convivenza coi vostri simili?»
      Natale Pellizzer

domenica 1 settembre 2013

NONNO RENATO

Il sito di Roberto D'Agostino "Dagospia" ha pubblicato una mia lettera (che ripropongo qui di seguito), in cui ho chiesto come è possibile che un famosissimo settimanale cattolico possa annunciare con gioia che Renato Zero è diventato "nonno".
... Perché, accidenti, si da il caso che prima di essere nonni bisogna essere stati padri. A meno di non voler gridare al miracolo, s'intende!


«Cara Redazione di Dagospia, non ci sono più i bigotti di una volta, e "Famiglia Cristiana" ha speso tre pagine per sottolineare che Renato Zero è sempre stato assistito dalla Fede e dall'amore per il prossimo. Sarà anche vero, ma mi confonde l'entusiasmo con cui hanno scritto che l'idolo dei sorcini (certo non per opera dello Spirito Santo), è diventato "nonno". E hanno spiegato con ammirazione che ciò è avvenuto grazie a "quel bene che Renato ha donato a Roberto, il ragazzo cresciuto in un orfanotrofio che ha adottato e che l'ha reso nonno di due nipotine". Mi chiedo: il settimanale sarà misericordioso anche con i poco devoti Elton John e Ricky Martin, quando pure quelli diventeranno nonni?»
Natale Pellizzer

sabato 25 agosto 2012

CAPRIOLE

Berluska (che è maestro nelle capriole e nei dietrofront), ha fatto scuola. La sua amica Sabina Began (in arte "ape regina"), ha scatenato un putiferio. Prima la fanciulla ha insinuato di essere incinta, grazie all'impollinazione del suo amico Silvio ("...Sono andata solo con lui"), e poche ore dopo ha scritto al sito Dagospia spiegando di aver "perso questa notte il bambino".

... Anche Flavio Briatore, in quanto alle capriole, all'occorrenza è un maestro. Se la Began dice che Berluska è depresso (anzi: "depressissimo"), Flavietto nostro - che ha visto il piduista pochi giorni fa - afferma categorico che invece "è in forma e sta bene". Di più: "E' un uomo felice perchè circondato dalla propria famiglia, aveva i figli accanto, stanno tutti vicini".

Bisogna dire che questo delizioso quadretto è stato confermato anche dalla Daniela Santanché : "Berlusconi sta benissimo". Che è tutta da ridere, se si pensa che non sono passati tanti secoli da quando fu intercettata al telefono proprio con Briatore, mentre sparlavano su una presunta malattia di zio Silvio!

 
  

Dal mio vecchio post "QUI CROLLA TUTTO"
(di lunedì 13 giugno 2011)


Le intercettazioni delle telefonate tra Flavio Briatore e Daniela Santanché (pubblicate dal quotidiano “Repubblica”, e riproposte qui sotto), descrivono molto bene l’ipocrisia di chi sostiene Berlusconi anche quando è evidente che è finito, andato, trombato per sempre. In questi dialoghi si sente Briatore che spiega alla Danielona quel che gli ha raccontato Lele Mora. E lo si sente commentare in modo colorito il disastro di un uomo che si fa circondare da“troie”.

... E insomma, la situazione – dice Briatore alla Santanché – è che zio Silvio “è malato”. Perché continua ad organizzare le sue squallide festicciole (non più ad Arcore, si precisa, ma in altra location). E le ragazze gli si concedono e poi lo ricattano. Testuale: "Come e più di prima".


Santanchè: «Ma sei sicuro che lui (Berlusconi, con i bunga-bunga) ha ripreso?».
Briatore: «Al cento per cento».
-S: «Io sono senza parole … ma perché insiste (con il bunga-bunga)?».
-B: «É malato, Dani! Il suo piacere è vedere queste qui, stanche, che vanno via da lui. Stanche, dicono. Oh, che poi queste qui ormai lo sanno! Dopo “due botte” cominciano a dire che sono stanche, che le ha rovinate … Mora mi ha detto che “Tutto continua come se nulla fosse”».
- S: «Roba da pazzi!».
- B: «Non più lì (ad Arcore), ma nell’altra villa… Tutto come prima, non è cambiato un cazzo. Stessi attori (…) stesso film, proiettato in un cinema diverso... Come prima, più di prima. Stesso gruppo, qualche new entry…».
- S: «Ma ti rendi conto? E che cosa si può fare?».
- B: «Siamo nelle mani di Dio qui, eh? Perché ieri sera, l’altra sera, ho saputo che c’era stata un’altra grande festa lì. (...). Lele è stato da me due ore, mi fa pena. Dice: “Fla, mi hanno messo in mezzo. E sono talmente nella merda che l’unico che mi può aiutare è lui (Berlusconi), sia con la televisione, sia con tutto. Faccio quello che mi dicono, faccio quello che mi chiedono…”».
- S: «Ma tu pensa!? E che cazzo dobbiamo fare!?».
- B: «Ha ragione Veronica, è malato. Perché uno normale non fa ‘ste robe qui. Adesso Lele, che gli continua a portare, a organizzare questo, è persino in imbarazzo lui! E dice: “Ma io che cazzo devo fare?”».
- S: «Va beh, ma allora qua crolla tutto».
- B: «Daniela, qui parliamo di problemi veramente seri di un Paese che deve essere riformato. Se io fossi al suo posto non dormirei di notte. Ma non per le troie. Non dormirei per la situazione che c’è in Italia».
- S: «E con il clima che c’è, uno lo prende di qua, l’altro che scappa di lì».
- B: «Brava, il problema è che poi la gente comincia veramente a tirar le monete».
- S: «Stanno già tirando, e insultano pure!».

domenica 19 agosto 2012

LA DISGRAZIA CIELLINA

Fino ad un anno fa "Comunione & Liberazione" poteva vantare l'amicizia dei potenti e dei prepotenti (da Andreotti a Berlusconi, passando per Marchionne, Oscar Giannino, e kazzari vari).
…
Adesso i ruffiani ciellini tentano di rifarsi una verginità. Ma noi dobbiamo sempre tener presente da dove vengono questi ipocriti. Magari rileggendo (attraverso un mio vecchio post), cosa è successo durante il loro meeting del 2006.


                DAL POST "MEETING DA BARZELLETTA" (del 5 settembre 2006)


Adesso, in questo anno di grazia 2006, possiamo ben dirlo: quelli di "Comunione & Liberazione" se ne fregano delle preghiere e della "buona novella". A loro interessa solo la politica (di destra, of course!). E magari anche le  barzellette (perfino quelle odiose che racconta il Berluska con le "extension"). Possiamo finalmente fare un bilancio dell'ultimo meeting dei ciellini (la loro annuale ed autoreferenziale passerella). Magari sottolineando con sdegno chi erano gli invitati.
Intanto al tradizionale raduno erano presenti due primedonne: Renato Farina (che in questa 'occazione si è spacciato per amico di papa Wojtyla), e il religiosissimo Julio Andreotti (presente al meeting 21 volte su 27, il prescritto ha sfruttato l'occasione per ribadire la sua contrarietà ai Pacs: e ti pareva!).
Non potava mancare l'applauditissimo Berlusconi, che si è finto kattolicamente libertino (ha esibito la ricresciuta chioma, e si è mostrato pure di culo, ovviamente dopo aver raccontato la solita orribile barzelletta), poi il potentissimo Formigoni (che dicevano avesse fatto voto di castità e povertà: ma per favore!). Quindi
il prete esorcista (che vanta la speciale protezione della vergine Maria), la vergine d'ordinanza (poi contestata in malo modo), e l'immancabile attore belloccio (che farà un film sulla Madonna).
Come maestro delle cerimonie  hanno reclutato l'eccentrico Oscar Giannino (è passato per ogni dove, poteva mancare a questa festa?). Grande assente, invece, il devoto Antonio Socci (aveva già spiegato che non se la sentiva: il meeting prevedeva troppa politica per i suoi gusti!).
... Morale: tante urla, tante deliziose tartine, tante sciocchezze, tanti elegantissimi infradito. E naturalmente la solita puzza sotto il naso, tipica di chi pensa di aver capito tutto dalla vita.



 
Sul palco, dunque, anche la spia dei servizi segreti (Renato Farina, nome in codice “betulla”). Massì, proprio lui che ha preso i soldi dal Sismi (per la cronaca: il Sismi attualmente è implicato in un rapimento). Perché si è scoperto anche questo: che il Farina (ciellino doc) veniva mandato a spiare i magistrati che indagavano su questa brutta storia, sebbene adesso lui si difende dicendo (pensa un pò tu cosa s'è inventato), di essersi sporcato le mani perché… "é cominciata la quarta guerra mondiale!”.
... Ecco infatti la sua incredibile (e stravagante) difesa dalle accuse: “Confesso, ho dato una mano ai servizi segreti… sono reduce da sette ore di interrogatorio, vorrei raccontarlo, ma è stato segretato... Quando è cominciata la quarta guerra mondiale, scatenata da Bin Laden, la mia ambizione è sempre stata, inconsciamente, quella di Karol Wojtyla: lui morire nei viaggi, io sul fronte, magari in Iraq… alla mia maniera: alé, in battaglia!... Si deve, se c’è in ballo il bene grande della nostra discendenza e tradizione,  per difendere questo nostro Paese e la sua civiltà cattolica!”


 Si può dire che l’umile agente “betulla” fosse stato amico di Wojtyla? Ebbene, ecco (quando nessuno ancora immaginava fosse una spia) le sue parole precise sul pontefice: “Sono stato 30 volte sul suo aereo con lui, qualche volta mi ha chiamato nella sua cabina… c’è stata una profonda commistione… so che lui apprezzava i miei articoli. Mi hanno detto che una volta si è commosso per i miei resoconti di viaggio… Una volta mi disse, stringendomi il polso: ‘amico mio, abbiamo lo stesso compito!’. Voleva dire: portare Cristo nel mondo!…”.

Per la cronaca: Renato Farina è contrario ai pacs, ma forma una bellissima “coppia di fatto” con il Direttore di Libero (Vittorio Feltri). Non per niente Feltri ha definito l’agente “betulla” come il suo “moglio”. E quindi ne consegue che il Direttore di “Libero” è il marito (o marita?) di Renato.


  Al meeting dei ciellini era ospite pure un prete esorcista (padre Gabriele Amorth). L'esorciccio ha assicurato che Papa Karol ha scacciato tre demoni, e ha spiegato che anche Papa Ratzinger è molto interessato a questi riti. Poi ha raccontato della sua terribile lotta con Lucifero, che avrebbe più volte cercato di buttarlo giù dal letto (lui dice che è riuscito a salvare la pelle pregando la Madonna: il demonio avrebbe ceduto per primo - ha detto sempre il prete - perché “sono troppo protetto da Maria!”.

Non è tutto, la passerella è solo iniziata. Allora: al “party” c’erano anche tante vergini “per finta”, ma una lo era per davvero. Ebbene, da non crederci: è stata insultata proprio quella (la Paola Binetti, dell’Opus Dei!) . Le hanno urlato di tutto: "Giuda! Venduta!”. La poveretta -spiegò Travaglio- aveva un solo torto: essere “una cattolica sventuratamente incensurata”.
... Ah, fischi anche per Rutelli (ex radicale, oggi cattolico convinto), e per il sindacalista Epifani (della CGIL)
.

 A dirigere le danze, in quel di Rimini, c’era un maestro delle cerimonie d'eccezione: quello stravagante di  Oscar Giannino. Sotto la sua direzione artistica si son viste tante pacche sulle spalle, e si è scoperto che oggi è devoto a Cl perfino Alessandro Preziosi (il belloccio ha annunciato una fiction su Medjugorje: alleluia!).


 
In teoria i ciellini non sono schierati politicamente. Lo ribadiscono ogni anno. Tra loro -assicurano- ci sarebbe anche chi vota a sinistra (sul serio? E chi? Davvero vogliono darla a bere?). Ma la realtà è diversa, e questi vanno tutti a destra, benché in ordine sparso e senza dare nell'occhio. Infatti erano tutti d’accordo nel fingere di dialogare col povero Bersani (che chiamavano confidenzialmente Pierluigi, per illuderlo meglio, poverino!).
... E si capisce: un komunista dovevano sopportarlo, perché la Compagnia delle Opere (braccio economico di Cl) è astutamente alleata con le Coop rosse. E ci credo: mica scemi i ciellini! Collaborare con le strutture komuniste aiuta ad avere - anche dove non si è potenti - gli agganci giusti.
Perché sul fondamentale questi qui sono tutti d’accordo: bisogna unire l’utile (gli affari), al dilettevole (i soldi che gli affari procurano). Dopodiché, i ciellini sono tutti fanaticamente uniti nel dire no, assolutamente no ai pacs (anche lo zio Andreotti ha stabilito che i “patti civili” sono “stravaganti!”, e questo evidentemente basta e avanza per sentirsi a posto con Dio).

 L
ogico, invece, che su tutte le altre brutture (guerra, cattive compagnie, spionaggi, inciuci, scandali vari…) i ciellini possono anche scendere a qualche compromesso (massì, che sarà mai!). Ed è ovvio che tutto questo loro lo fanno per amore del vangelo. Nel nome del Dio di don Giussani (fondatore di Cl, per gli amici Giùs).

  Il titolo che è stato dato a questa “festa in maschera”? Era così lungo che bisognava prendere fiato prima di leggerlo! Ecco l’incredibile solfa: ”La ragione è esigenza di infinito, e culmina nel sospiro e nel presentimento che questo infinito si manifesti”.
…Che bella frase! Di chi era mai questa meravigliosa perla di saggezza? Ma del Giùs, naturalmente! Di quel mons. Giussani che i ciellini vorrebbero “santo subito”.


  Ma insomma, oltre a tutti questi meravigliosi effetti speciali, ci sarà stata qualche dolente nota? Ecco, sì, diciamo che purtroppo sono state poche le preghiere (e questo davvero non depone a favore di chi dovrebbe annunciare la buona novella!). Evidentemente non c’era proprio tempo per le avemarie. Evidentemente erano tutti occupati ad ascoltare il “Vangelo secondo Silvio” (ma certo, il vangelo secondo Silvio, perché era stato invitato pure il cavaliere, peraltro applauditissimo da quella platea di sedicenti kattolici).
... Però, che schifo: il piduista ha spiegato di essere “l’uomo della Provvidenza” (su questo ha chiamato a testimone don Giussani, che per ovvie ragioni non può né confermare né smentire alcunché), e per rendersi simpatico il Cavaliere ha evocato nuovamente il fantasma komunista. Inoltre: è ritornato a cianciare sui presunti brogli elettorali, e ha avuto l’ardire (il divorziato Silvio!), di cianciare sull’Italia che ha da essere “cattolica e degli Italiani”. Per poi - ogni salmi finisce in gloria - dire no alla società multietnica (di nuovo alleluia!).


  E sulla questione Iraq, di grazia? Ebbene: Berlusca ha sostenuto di aver provato a convincere Bush a non dichiarare guerra. Purtroppo - chissà come mai - non c'è riuscito. Anzi, alla fine ha dovuto desistere perché dopo un’ora e venti di discussione con l'amico George, Silviuccio aveva capito che stava “compromettendo l’amore che ognuno portava all’altro” (nientemeno!)
... E quindi, proprio per questo, gli ha dovuto raccontare
(cosa non si fa per amore), la trucidissima barzelletta sul mantello insanguinato di Cappuccetto Rosso. Che poi, naturalmente, ha raccontato anche ai ciellini).
 
  Accidenti, però, questi ipocriti hanno applaudito tutto quel che usciva dalla bocca sporcacciona del cavaliere. Si son bevuti tutto: la sua (fasulla) chioma, il sondaggio che darebbe vincente la Cdl,
il mantello insanguinato di cappucceto rosso. Hanno creduto a tutte le balle che ha raccontato il kazzaro. Gi hanno dedicato perfino le magliette (“Silvio forever”), un “po-po-po” , e il tradizionale “chi non salta Komunista è”.
... Proprio così: per il miliardario ipocrita e lazzarone zero fischi: e poi questi bugiardi patentati dicono di non essere schierati!


  U
ltimo glorioso capitolo: l'assenza del ciellino Antonio Socci, che aveva protestato prima ancora che si aprissero le danze. Infatti, il giornalista aveva già avvertito che sarebbe rimasto a casa (per la troppa politica, ha spiegato!).
... Anche divertente, il buon Socci: sul Berlusca sedicente cattolico (e presunto erede di don Sturzo), all'indomani del meeting ha sentenziato: “Berlusconi uomo
della provvidenza? Penso che don Giussani non abbia detto nulla di simile!”. Poi, ancora più velenoso: "Certo che il Cavaliere danzante, in veste da Tuareg o con bandana, può far simpatia… ma attenzione a non esagerare! Altrimenti, la distanza tra don Sturzo e don Lurio rischia di ridursi pericolosamente!”.
Diavolo di un Antonio Socci: colpire il cavaliere sul suo punto debole: sa benissimo che don Lurio era un po’ nano (come del resto anche il Berluska, che ne soffre tanto, poverino!)

                        
Pellizzer (con nano-fastidio)

mercoledì 18 gennaio 2012

A bordo, cazzo!

A proposito del naufragio della Concordia. Ovvero, la tragedia di una nave che affoga e che sembra la parobola dell'Italia berlusconiana confusa e felice. Pensiero stupendo, questo, di Marco Travaglio, che sul l quotidiano "Il Fatto" ha scritto: "Del capitano Schettino sappiamo tutto e forse, si spera, anche troppo. Ma non era mica solo, sulla nave. Invece è come se lo fosse: se il comandante impazzisce, o si ubriaca, o picchia la testa, non c'è niente da fare. Nessun controllo, nessuna valvola di salvaguardia. Un uomo solo al comando, con potere di vita e di morte su tutti gli altri. E, se dà via di matto o semplicemente si fa gli affari suoi, peggio per noi. Vi ricorda qualcosa?".

lunedì 2 gennaio 2012

FEDE & PAPPAGALLI

Don Verzé incantava i polli, i cantanti, e pure i professori (Massimo Cacciari in primis). Don Verzé aveva capito di essere immortale (grazie allo studio della Bibbia, e attraverso i suoi colloqui con Dio). Don Verzé voleva farci arrivare fino a 120 anni (Berlusconi fino a 150, affinché potesse mettere a posto l’Italia “un po’ per volta”). Don Verzé si era fatto la voliera con i pappagalli, e pure l’aereo (con cui andava in Brasile, dove qualche suo collaboratore dicono cercasse le “ragazzine”). 


Don Verzé era circondato da professionisti di prim’ordine (come no: ad esempio la Minetti, che poi abbiamo rivisto ai bunga-bunga presidenziali!). Don Verzé è morto di dolore proprio quando la sua opera andava all’asta (in effetti è molto strano: perché proprio quel giorno e non quando hanno pubblicato le sue intercettazioni? O quando si è suicidato il suo vice? O quando è stato costretto a dimettersi? O addirittura quando era stato attaccato per aver offerto una cattedra alla neo-laureata Barbara Berlusconi? O in qualunque altro giorno in cui, da mesi, stava sulla graticola?).

Don Verzé era un semplice prete, eppure si paragonava a Cristo. E nonostante tutto quel che si è saputo (e quel che si poteva immaginare), ancora oggi il filosofo Cacciari sostiene che questo imbonitore “era appassionato di cultura e di ricerca”!
… Forse tutto questo è la prova che i professori dovrebbero tornare a scuola (vale anche per l’eccellentissimo Ernesto Galli Della Loggia, sia chiaro). E forse tutti questi signori dovrebbero rileggersi i vaneggiamenti dell’immortal sacerdote. Magari l’intervista in cui lui aveva rivelato che due monsignori, in caso di fallimento del San Raffaele, gli avevano consigliato il suicidio.    




Dall’intervista di Claudio Sabelli Fioretti a don Luigi Verzé 
(pubblicata su "La Stampa")  

Ho letto che in curia la consideravano "un maneggione e un affarista col pallino dell'albergatore".
Una volta mi chiamarono a Roma, per sottopormi a un giudizio. Erano due monsignori di un "sacro dicastero" […]. Sono salito tremante per quelle scale. Mi hanno fatto un esame di due ore ... Alla fine mi dissero: non si faccia intimorire dal cardinale Montini. Deve solo temere che la sua opera faccia fallimento. Io dissi: "E se fallisco?" Uno dei due mi disse: "Se fallisce, un giorno prima si butti dalla finestra del quarto piano". L'altro disse: "Meglio che si compri subito una pistola e prima di fallire si spari". Santa Madre Chiesa! Sacro Dicastero!
 Lei ha detto una volta: "Sento che non morirò". Cosa voleva intendere?
Io sento che non morirò, ma ho una preoccupazione: che cosa farò quando sarò nell'eternità? Ho il terrore di stufarmi. 
  Lei vuole fare arrivare l'uomo a 120 anni.
Matusalemme quanti anni ha vissuto?
 Crede veramente che Matusalemme sia vissuto 969 anni?
Poi le generazioni si sono stabilizzate sui 120 anni di media. Noi possiamo tornare a questa media. La scienza ci aiuterà.
 Ma non è vero che vivevano 120 anni!
Io credo a quello che è scritto. E' ispirazione di Dio.
 Parliamo dei 120 anni.
E' scientificamente provato che si può arrivare a un'età media di 120 anni. Siamo arrivati alla mappatura del genoma. Io leggo il suo genoma anche quando è bambino. Sono 30 mila geni e se vedo una mutazione di geni, allora vado a cercare il perché" […].  Silvio Berlusconi mi ha chiesto di farlo campare fino a 150 anni. Lui pensa che arrivando a 150 anni metterà a posto l'Italia.
 Ma se non ce l'ha fatta finora...
Un po' per volta.
 Fermo restando che lei non muore prima dei 150 anni, come vuole morire?
Ho un patto con Gesù. Non l'ho mai detto a nessuno.
 Ottima occasione per dirlo a me.
Una volta ho detto al Signore: "Basta Signore, sono troppo vecchio". Cinque anni fa.
 E lui?
Mi ha detto: "Comportati come uno che ha vent'anni. Il tempo è mio". Lei che cosa avrebbe risposto?
 Non ho queste conversazioni.
Io ho risposto: va bene.

sabato 31 dicembre 2011

LE STELLE CI IMBROGLIANO


Come da tradizione, alla fine di ogni anno il "Cicap" dimostra la stupidità di oroscopi e oroscopari. A tal fine passa in rassegna tutte le previsioni astrologiche che erano state fatte un anno fa, e puntualmente quelle si rivelano delle perfette minchiate. 
... In questo modo questi studiosi smascherano tutti quei maghi e maghetti (dalla sensitiva Teodora Stefanova al divino Otelma), che ci fanno perdere tanto tempo prezioso. 



“Gi astrologi continuano a sbagliare”
Dal sito del Cicap ( http://www.cicap.org )
  «Segnali di ripresa rispetto al 2011», «la ripresa economica si intravede… da giugno a dicembre», «annata di tendenziale espansione per USA, Cina e India nel primo semestre, e per Germania ed Europa in generale nel secondo semestre», «a partire dalla primavera l'economia conoscerà un netto miglioramento». L’ottimismo è una caratteristica quasi costante delle previsioni astrologiche, come queste pubblicate su Astra a gennaio 2011 e sull’Almanacco di Barbanera; molto meno lo è azzeccare quello che poi succederà davvero […].
Com’è ormai tradizione, anche quest’anno il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) ha raccolto e verificato le previsioni relative all’anno appena trascorso, fatte dai più noti astrologi e veggenti italiani.Parlando di politica, italiana e internazionale: Mauro Iacoboni sul Sole 24 ore aveva previsto nuove elezioni tra giugno ed i primi di luglio, grazie alla separazione della Lega. Anche il Divino Otelma aveva apparentemente previsto elezioni, con il dettaglio che la legge elettorale sarebbe stata più o meno la stessa; ma il linguaggio criptico («La pugna cartacea 2011 … non scioglierà il Nodo Gordiano») rende incerta l’interpretazione. Luciano Sampietro, interprete di Nostradamus, aveva previsto la caduta del Re del Marocco, che invece è stato uno dei paesi immuni dalla “primavera araba”.
  L’Almanacco di Barbanera è un profluvio di previsioni, per lo più sbagliate: «novità positive riguarderanno la magistratura, l'istituzione matrimoniale, ma anche le coppie di fatto saranno oggetto di leggi dalla loro parte», che non sembrano esserci state (anche il Divino Otelma aveva previsto l’istituzione dei DICO nel 2011); il 21 maggio «Giove entra nel Toro e, incoraggiando i consumi (soprattutto quelli di massa) incrementa la produzione. In Italia e più in generale in Europa si assiste a un consistente rafforzamento della moneta comunitaria». Per luglio-agosto «in Italia l'economia, trainata dal settore degli investimenti immobiliari, sarà protagonista di una netta ripresa». Per novembre la previsione è che «anche la situazione economica continua a manifestare una ripresa consistente. Il motore saranno gli Stati Uniti che trascineranno con sé buona parte dell’Europa, Italia inclusa» [...].

  I
l Divino Otelma, tra molte previsioni che avrebbe potuto fare chiunque o scontatamente vere (come i due grandi classici
«nuovi gravi scandali coinvolgeranno esponenti del Palazzo» e «scosse telluriche nel Giugno e Settembre ma di modesta incidenza», non passa giorno senza che in Italia ci sia qualche piccolo terremoto senza conseguenze) ha previsto più volte elezioni verso l’ultimo periodo dell’anno, e un attentato (non mortale) al primo ministro inglese.

La sensitiva Teodora Stefanova, fedelissima di Canale 5, attraverso le confidenze dell’alieno Unilsan ha visto nel 2011 l’anno della rinascita di Berlusconi, grazie all’alleanza con Casini e Rutelli a maggio. Il PdL avrebbe cambiato nome, Saviano e Montezemolo sarebbero entrati in politica, sarebbe iniziata la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, sarebbero stati risolti tutti i problemi a L’Aquila e la “monnezza” sarebbe sparita entro gennaio 2011 dalle strade di Napoli [...].

mercoledì 28 dicembre 2011

SIAMO SERI, PER FAVORE!

Tutto il mondo civile lo pensa: ce lo meritiamo, noi italiani, il governo “lacrime e sangue”. Ci meritiamo le supposte di SuperMario, perché fino a ieri votavano per Zorro e per Superman. Salvo accorgerci (sempre dopo, troppo tardi!), che quelli non esistono affatto, se non nella nostra testolina superstiziosa e cialtrona.



"Siamo seri, per favore!"
(a cura di Nicoer Tobamor)

Tutto il mondo ce lo ripete: noi italiani siamo simpatici, buffi, giocherelloni, e spiritosi.
… Ma questi, sia chiaro, non sono complimenti, sono offese. E infatti (controllare per credere), noi cerchiamo di essere seri solo quando ci sposiamo in chiesa, quando leggiamo l’oroscopo, quando parliamo degli Ufo, quando dobbiamo difendere la nostra squadra del cuore. Perché in ogni altro momento ritorniamo subito cialtroni (soprattutto quando andiamo a votare, quando dobbiamo parcheggiare, quando dobbiamo chiedere la ricevuta, quando dobbiamo pagare le tasse, quando parliamo di politica, o quando dobbiamo spettegolare sulla collega…).

L’economista Jean-Paul Fitoussi era stato chiaro e ci aveva avvertito: «Italiani, non esiste Zorro! Non esiste Superman!».
Che era un modo come un altro per farci capire che dobbiamo smetterla di credere agli “uomini della Provvidenza”, o a chi promette i miracoli. Casomai dobbiamo scegliere politici seri, e se non ne esistono dobbiamo cercarne di nuovi.
... Naturale, perché se il problema è politico, lo possono risolvere solo i politici. Visto e considerato che se fosse vero quel che dicono i qualunquisti (ovvero che i politici “sono tutti uguali”), a quel punto ci rimarrebbe solo Padre Pio (per chi ci crede, ovviamente, e noi abbiamo detto che i miracoli non esistono, n’è vero?).

 

Un lato positivo, del governo di SuperMario Monti, c’è. Perché il suo programma “lacrime e sangue” costringe gli italiani a fare i conti con la loro storia. Una storia che tutto il mondo conosce: siamo pastasciuttari, mammoni, ipocriti, senza senso dello stato e senza rispetto per le regole. Ci affidiamo alle madonne che piangono, alle wannemarchi, e a tutti quelli che promettono di fare prodigi. Salvo accorgerci (ma troppo tardi) che quelle erano tutte minchiate.
... Adesso siamo ritornati (almeno per un po’!), coi piedi per terra. Più avanti, magari, daremo tutta la colpa al governo ladro. Poi, vedi mai, ci riproveremo col piduista. Tanto, noi italiani abbiamo la memoria corta.

martedì 27 dicembre 2011

LA DROGA DI SIGNORINI



Ma insomma, qualcuno dica ad Alfonso Signorini che l’epoca dei “bunga-bunga” presidenziali è passata. E’ passato il tempo in cui lui poteva permettersi di colpevolizzare D’Alema per la sciarpina di cachemire. E, in fondo, qualcosa vorrà pur dire se anche il programma “Kalispera” stavolta ha faticato a decollare!
… Ma tu guarda se è possibile che il cicisbeo, invece,  continui a pontificare anche sugli atteggiamenti e sulle beghe dei partecipanti al “Grande Fratello”. Come se non potesse occuparsi d’altro. Come se non avesse niente da dire, casomai, sui comportamenti e sulle meschinità della corte che lui frequenta anche adesso. Come se lui non dovesse, piuttosto, chiederci scusa per essere stato il gran cerimoniere del piduista.

E invece niente, Signorini continua a gigioneggiare atteggiandosi a bravo ragazzo. E continua a fare la morale agli altri (ma sempre ai poveretti, o a chi non conta una cippa, o ai politici avversari del piduista, sia chiaro!). 

... Pretendeva addirittura, il gran ruffiano,  che Kiran (un partecipante del “Gieffe” con un passato di tossicodipendenze), spiegasse agli italiani che la droga fa schifo. Come se non fosse chiaro che il ragazzo ne parlava come di una esperienza dolorosa che per fortuna è riuscito a superare.

D'altra parte, io chiederei a Signorini (amico di Berluska), una cosa: dicesse chiaro e tondo che anche la cocaina di Tarantini (altro amico di Berluska), faceva schifo. 

... E magari dica, l'Alfonso cinquettante, che faceva schifo anche il suo capo. Faceva schifo quando quello diceva che "i ristoranti sono pieni", che gli italiani "sono tutti benestanti", e che il fascismo è stata una "democrazia minore". Per non parlare di tutto il resto, visto che ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta!

domenica 18 dicembre 2011

FURFANTI

Pensiero stupendo, pensiero ateo, lasciatoci dal grande Christopher Hitchens (1949-2011). 
... Su Vanity Fair ha spiegato che quando aveva saputo di avere un cancro si era chiesto: «Veramente non potrò assistere al matrimonio dei miei figli? Né potrò scrivere il necrologio di vecchi furfanti come Kissinger e Ratzinger?».

domenica 11 dicembre 2011

TUTTI PRIVILEGIATI

Checché ne dica l'eccentrico Oscar Giannino, Santa Romana Chiesa non paga l’Ici (ma anche i sindacati fanno i furbi, e bisogna aggiungere che alle sovvenzioni non rinunciano né i giornali né i radicali).



Oscar Giannino e il cattolico “Avvenire”  si sforzano di negare i privilegi della Chiesa sull’Ici. Dal che se ne deduce che questi cianciano di economia (l’eccentrico giornalista), e di etica (il quotidiano dei vescovi). Ma non sanno far di conto, soprattutto non sanno fare i conti con la loro coscienza.
… D’altra parte, che non si potesse snobbare la questione dell’Ici lo ha capito anche il cardinal Bagnasco, che infatti si è detto disponibile a discutere sulla questione (e a quel punto Mario Staderini, segretario del Partito Radicale, ha dichiarato: «Al cardinale vorrei ricordare che c’è poco da discutere e puntualizzare. Una legge italiana non deve essere certo contrattata con la Cei!»).

O
scar Giannino di coraggio ne ha parecchio. Lo si capisce da come si veste, ma soprattutto dalle posizioni che prende. Per dire: all’indomani del devastante terremoto in Giappone ha scritto su “Il Messaggero” un editoriale dal titolo “Test superato: nucleare sicuro, è la prova del nove”. Che si sbagliasse lo si è capito solo dopo, ma intanto lui l’aveva già sparata la sua colorata mazzata!
Pure Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”, ha sprezzo del ridicolo. Visto che ha negato le furbate della Chiesa difendendo le presunte “attività solidali e culturali svolte senza l’obiettivo di guadagnarci”.
… Già, ma il problema è capire quali sono le “attività” che – sempre secondo Santa Romana Chiesa – sarebbero completamente gratuite. Perché il clero cattolico si fa pagare di tutto e di più, vuoi con le elemosine dei poveracci, vuoi vendendo l’indulgenza ai potenti. E perché loro il tempio lo hanno sempre profanato (nei giorni pari si travestono da sacerdoti, nei dispari fanno i mercanti.).
Inoltre: con la scusa di proteggere quelli che chiamano i “principi non negoziabili” , questi ipocriti si sono sempre inciuciati al principe di turno (volutamente mischiando quel che bisogna “dare a Cesare”, e quel che “è di Dio”).


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Dedico questo post prima di tutto a don Verzé, lui sa perché (fa pure rima). Poi lo dedico a Massimo Gramellini, che su “La Stampa” ha tirato in ballo i sindacati e i loro innegabili privilegi scrivendo: «La vecchina che va nella sede più vicina del sindacato a lamentarsi che le hanno congelato la pensione e raddoppiato l’imposta sulla casa, è al corrente che per quella sede il sindacato non paga l’Ici?». 
Inoltre: dedico questo post ai direttori dei quotidiani “Manifesto” e “Liberazione” (che in questo momento di sacrifici hanno firmato un appello assieme ad “Avvenire” per vedersi ancora riconosciuto il finanziamento pubblico). E infine, lo dedico ai valorosi Radicali, che tanto hanno fatto per farci conoscere i privilegi della Chiesa e dei sindacati (ma che intanto non vogliono rinunciare alle sovvenzioni dello Stato alla loro radio: ma che bravi anche loro!).

sabato 10 dicembre 2011

VIVI E LASCIA VIVERE

Il momento è catartico e la cattolicissima Susanna Tamaro ha fatto il suo cattolicissimo "coming out" (stile "vivi e lascia vivere"). In parole (evangelicamente) povere la fanciulla ha dichiarato che la Chiesa è ricca e dovrebbe pagare l'Ici. Per poi precisare: sono a favore delle unioni civili, vivo con una donna, ma non sono lesbica.
... E qualcuno, a questo punto, dica amen!


La cattolica Susanna Tamaro ha fatto una sorta di devotissimo “coming out”. A Radio 24 (durante la trasmissione “Non ci sono più le mezze stagioni”), ha dichiarato: «Sono cattolica ma trovo più che giusto che la Chiesa paghi l'Ici sulle proprietà che non hanno un utilizzo filantropico. Anche perché, anche solo a Roma ha un patrimonio immobiliare pazzesco...». 
E poi, per rispondere al vecchio pettegolezzo, ha aggiunto: «Io vivo da anni con una donna. Ma è un rapporto di profonda amicizia. Non ho un rapporto gay, anche se sarebbe un successone, un vero scoop se lo fosse. Tuttavia penso che debba esserci una legislazione che tuteli le persone che convivono, al di là del loro sesso. Sono per le unioni civili […]. Ognuno deve poter vivere liberamente e legittimamente con chi vuole. Tutelato da una serie di diritti. E' una questione di civiltà».

UN PASSO INDIETRO

La Chiesa decida unilateralmente di pagare l’ICI su ogni attività commerciale e sconfessi l’arrogante editoriale del direttore dell’Avvenire. E' quanto chiede l'associazione “Noi Siamo Chiesa”, che auspica una mobilitazione dal basso del mondo cattolico.
 
Dal comunicato di Vittorio Bellavite
[ portavoce nazionale di “Noi Siamo Chiesa”
]

“La questione dell’ICI non pagata dalla Chiesa si è abbastanza chiarita per le informazioni date da molti media. Così le riassumo: esiste, in base a una legislazione sostanzialmente bipartisan, la possibilità per tante attività commerciali gestite da enti ecclesiastici di non pagare l’ICI quando esse siano collegate ad iniziative ecclesiali, caritative, di culto o altro. Pagano l’ICI invece attività 'esclusivamente' commerciali. Questa normativa ha dato vita a controversie faticose e interminabili: chi stabilisce l’esistenza del 'collegamento'? E perché questa esenzione? [...].
'Noi Siamo Chiesa' ripete ancora una volta che i vertici ecclesiastici non dovrebbero vergognarsi di fare un passo indietro e di risolvere la questione dichiarando unilateralmente che tutte le strutture ecclesiastiche che godono o che potrebbero godere del 'collegamento' abbandonino ogni contenzioso e paghino l’ICI per qualsiasi attività commerciale da esse dipendente (si intende ovviamente che resterebbe l’esenzione per le attività veramente di culto e altre attività non profit). Sarebbe un passo in avanti nella direzione di una Chiesa orientata a maggiore sobrietà e che inizia a rinunciare a qualcosa del molto che riceve in Italia dalle istituzioni per favorire una maggiore disponibilità ad ascoltare il proprio vero messaggio, quello del Vangelo, presso un’area di opinione infastidita (o disgustata) dall’ incalzare da queste pretese clericali.

Tutto ciò premesso, dall’interno di questa nostra Chiesa, diciamo ad alta voce, e 'annunciandolo dai tetti' (Matteo 10,27), che nel mondo cattolico si deve mettere in moto un movimento di base che, ispirandosi al Concilio, convinca e costringa le strutture ecclesiastiche a smantellare le barricate e a dimostrare concretamente, anche a partire da questa questione dell’ICI, di essere anch’esse partecipi delle difficoltà e dei sacrifici che incontrano in questi tempi tanti del nostro popolo”.

   (9 dicembre 2011)

lunedì 5 dicembre 2011

MISSIONE MAFIOSA

Diavolo di un don Verzé. E' amico di Silvio Berluska, ma anche di Vendola (per la serie "o Franza o Spagna purché se magna"). 
... Don Verzé, il prete con la “coscienza accogliente”, il sacerdote “in missione mafiosa per conto di Dio” (perché le vie del Signore sono infinite!).



A proposito di don Verzé (e a proposito delle incredibili intercettazioni che lo hanno inguaiato definitivamente), ecco come ha descritto il sacerdote (sul quotidiano “Il Fatto Quotidiano”) Lidia Ravera: «Lui non cessa di incensare la sua umile persona. Avrebbe “donato una sanità dignitosa ai poveri”. Con una bancarotta da 1,5 miliardi di euro, una condanna per abusivismo edilizio e il suicidio del suo braccio destro sulla coscienza? Non importa, Certi preti hanno coscienze accoglienti».

Altro pensiero stupendo. Quello di Francesco Merlo. Che sul quotidiano “La Repubblica” ha descritto il prete con queste fulminanti parole:
«Don Verzé  non parla come un Marcinkus alle prese con la volatilità della finanza ma come un capobastone, un campiere  che controlla il territorio: “la Moratti, l’ho convinta io a fare il sindaco”, “il cardinale Tettamanzi l’ho fatto venire io a Milano”,  e Formigoni, che il faccendiere di don Verzé  ospita nel suo yacht, è sotto controllo perché “l’abbiamo salvato noi”. E Berlusconi  “dono di Dio” è  “legatissimo alla famiglia”, anche se, “ha fatto qualche giro di valzer”.
Ecco: Dio non si cura del sesso quando si fanno affari. Perché appunto il verbo si è fatto carne. Ma non bisogna credere che don Verzé sia un ateo mascherato e che tutti quei suoi libri di dottrina siano solo copertura. E’ al contrario un devoto in missione mafiosa per conto di Dio perché le vie della provvidenza sono infinite e se c’è la necessità di un attentato, beh, Dio non è certo un moralista. Don Verzé è come quei preti medievali che, convinti di essere illuminati dalla grazia , commettevano in nome di Dio ogni nefandezza, vivevano a statuto speciale, in sospensione dei peccati,  in deroga».