Si sapeva che gli innamorati possono contare su San Valentino, ma ora sappiamo che c'è un santo anche per i single (e il loro protettore è nel mitico nord-est, è in Veneto, ed è Sant'Antonio!).
... E chi l'avrebbe mai detto che il Santo di Padova si adopera per risolvere anche di queste incombenze? Chi l'avrebbe mai immaginato che invocandolo si può trovare la morosa o il moroso?
Pare che questa bizzarra superstizione sia nata in Brasile, dove - racconta un certo Padre Joao, attraverso il Corriere della Sera - le ragazze nubili "mettono la statua di Antonio a testa in giù o gli tolgono Gesù Bambino dalle braccia finché non concede loro la grazia di un marito".
... E allora adesso, ispirati da questa minchiata, anche nella basilica padovana (e invitati dal clero locale), i single si incontrano per invocare il miracolo di Sant'Antonio "casamenteiro" (Sant'Antonio che ti "accasa").
Il Corriere riporta l'allucinante testimonianza di una ragazza che ha partecipato a questa festa propiziatrice (in cui si recita la preghiera "si quaeris miracula").
... Si chiama Gaia Galante, ha 37 anni, e sorridendo ci fa capire le spinte ideali (si fa per dire), che stanno alla base di questo patetico pellegrinaggio: "Io rappresento una sfida per Sant'Antonio, sono atea e comunista. Mi ha mandato qui la mia amica Francesca, attivista del Centro sociale Pedro di Padova e compagna di Stefano, il responsabile del Centro sociale Bruno di Trento. Giuro che se trovo marito, mi converto. Ho un carattere dominante, gli uomini scappano. Mia mamma ha voglia di accendere ceri, non mi si piglia nessuno".
Sono un profugo di Splinder. Quando mi hanno annunciato lo sfratto da quella piattaforma, lo ammetto, sono andato in paranoia (perché non sapevo dove mettere in salvo la mia mercanzia). Se non do fastidio, avrei pensato di parcheggiare qua un po' della mia roba. Inoltre, sempre se c'è spazio, avrei anche dell'altro: alcune cosette che ho trovato strada facendo, mentre ero alla ricerca di un nuovo riparo, e naturalmente anche tutte le cianfrusaglie che domani mi venisse in mente di raccogliere
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martedì 25 giugno 2019
domenica 1 maggio 2016
SAVIANO ATEO-DEVOTO
IL QUOTIDIANO "IL MANIFESTO" HA PUBBLICATO LA LETTERA IN CUI HO ESPRESSO IL MIO STUPORE PER QUANTO HA DICHIARATO - SU SAN GENNARO, SANTO CHE PIACE TANTO ANCHE AI MARIUOLI - LO SCRITTORE ROBERTO SAVIANO.
Peraltro, Saviano (che si proclama ateo, ed è sotto scorta per il suo eroico impegno contro la camorra), ha sempre fatto le pulci a Matteuccio Renzi per la sua presunta “narrazione” politica. Ma col suo recente spettacolo “Sanghenapule” Saviano ha anche sostanzialmente celebrato il miracolo “da sceneggiata” del prodigioso sangue.
... Già, il sangue (presunto sangue!), di quel Gennariello pazzerello che si è sempre burlato di una città che pure lo ha ricoperto d’oro. Perché, bisognerà dirlo, il santo si scioglie quando viene trastullato da un porporato, ma non è mai riuscito a far sparire la camorra o almeno n po’ di monnezza. E dunque, com’è possibile che uno come Saviano non colga il pericolo di certa devozione isterica, piagnucolosa, ruffiana, e (per certe recenti polemiche sul “tesoro” del santo) anche parecchio scandalosa?
DAL QUOTIDIANO "IL MANIFESTO"
(venerdì 22-4-2016, rubrica lettere al giornale)
«Gentile Redazione, sarebbe già grave se Saviano spiegasse la devozione a San Gennaro col distacco di un antropologo. Perché lui è la coscienza critica di Napoli, e non può ignorare che quella religiosità sanguinolenta alimenta - fra l’altro - il fatalismo e la superstizione della città. Invece Saviano insiste a parlare -con stima ed affetto!- di questo santo che piace tanto pure ai mariuoli (testuale: «Verso San Gennaro ho una specie di feticismo. Lui capisce talmente tanto che ti ascolta anche quando - disperato - chiedi la grazia per poter rubare».
Ora, da agnostico capisco che lo scrittore (sedicente ateo) considera i credenti dei bambini ingenui a cui dare un buffetto sulla guancia. Ma i Napoletani adulti e vaccinati, davvero gradiscono questi paternalismi? Oggi, mentre la Chiesa condanna la falsa religiosità dei boss (e prova a riappropriarsi di un san Gennaro stralunato e forse mai esistito), Saviano difende chi lo proclama “roba nostra" (mi riferisco - che tristezza! - alla querelle tra il cardinale Sepe e la cosiddetta “deputazione”: un club di parrucconi che ritengono di avere per l'eternità il monopolio sul cosiddetto “tesoro di San Gennaro”)».
Natale Pellizzer
Peraltro, Saviano (che si proclama ateo, ed è sotto scorta per il suo eroico impegno contro la camorra), ha sempre fatto le pulci a Matteuccio Renzi per la sua presunta “narrazione” politica. Ma col suo recente spettacolo “Sanghenapule” Saviano ha anche sostanzialmente celebrato il miracolo “da sceneggiata” del prodigioso sangue.
... Già, il sangue (presunto sangue!), di quel Gennariello pazzerello che si è sempre burlato di una città che pure lo ha ricoperto d’oro. Perché, bisognerà dirlo, il santo si scioglie quando viene trastullato da un porporato, ma non è mai riuscito a far sparire la camorra o almeno n po’ di monnezza. E dunque, com’è possibile che uno come Saviano non colga il pericolo di certa devozione isterica, piagnucolosa, ruffiana, e (per certe recenti polemiche sul “tesoro” del santo) anche parecchio scandalosa?
DAL QUOTIDIANO "IL MANIFESTO"
(venerdì 22-4-2016, rubrica lettere al giornale)
«Gentile Redazione, sarebbe già grave se Saviano spiegasse la devozione a San Gennaro col distacco di un antropologo. Perché lui è la coscienza critica di Napoli, e non può ignorare che quella religiosità sanguinolenta alimenta - fra l’altro - il fatalismo e la superstizione della città. Invece Saviano insiste a parlare -con stima ed affetto!- di questo santo che piace tanto pure ai mariuoli (testuale: «Verso San Gennaro ho una specie di feticismo. Lui capisce talmente tanto che ti ascolta anche quando - disperato - chiedi la grazia per poter rubare».
Ora, da agnostico capisco che lo scrittore (sedicente ateo) considera i credenti dei bambini ingenui a cui dare un buffetto sulla guancia. Ma i Napoletani adulti e vaccinati, davvero gradiscono questi paternalismi? Oggi, mentre la Chiesa condanna la falsa religiosità dei boss (e prova a riappropriarsi di un san Gennaro stralunato e forse mai esistito), Saviano difende chi lo proclama “roba nostra" (mi riferisco - che tristezza! - alla querelle tra il cardinale Sepe e la cosiddetta “deputazione”: un club di parrucconi che ritengono di avere per l'eternità il monopolio sul cosiddetto “tesoro di San Gennaro”)».
Natale Pellizzer
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martedì 9 febbraio 2016
RISPETTO
Parole sante, santissime, quello di Emma Bonino. Intervistata su “Repubblica”, la politica ha dichiarato: «Ho sempre presente Viola, una
signora che all’Associazione Luca Coscioni, cui si era rivolta, chiedeva: “Se
posso dare un rene, perché non posso aiutare mia figlia prestando il mio
utero?”».
… E dopo aver riferito questo episodio,la Bonino ha così concluso il discorso: «Quando ci
si occupa di questioni affettive private serve più rispetto. Bisogna saper
guardare esperienze, dolori, mancanze degli altri senza pontificare».
… E dopo aver riferito questo episodio,
mercoledì 12 agosto 2015
IL LEONE CHE MANGIA IL VANGELO
I leghisti tipo Luca Zaia (governatore del Veneto), e Matteo Salvini (segretario federale del Carroccio), hanno risposto come hanno potuto ai meritati rimproveri dei vescovi (il segretario della Cei Nunzio Galantino li aveva definiti "Piazzisti da quattro soldi che pur di prendere voti, di raccattare voti, dicono cose straordinariamente insulse!").
D'altra parte, anche se la Lega va forte nei sondaggi (ma solo perché parla alla pancia della ‘ggente), non riuscirà mai a conciliare le strombazzate “radici cristiane” (che peraltro difende solo a parole), con l’egoismo e la cattiveria che trasuda quotidianamente nei suoi proclami.
Del resto, Zaia si oppone agli Ogm (che invece Papa Bergoglio non demonizza affatto), per la stessa ragione per cui difende il crocefisso. Ovvero: perché deve apparire difensore del rassicurante “piccolo mondo antico” (che piace tanto agli elettori meno riflessivi e più rancorosi).
Funziona così, purtroppo, in una certa Italia che si proclama cattolica anche se non apre mai il Vangelo (e invece preferisce leggere gli oroscopi, e credere alle Wannemarchi urlanti). Per non parlare dei tanti ignoranti per professione, tipo quell'Adriano Celentano che prima difende il pericoloso metodo Stamina (del ciarlatano Davide Vannoni) e poi strizza l’occhio a Salvini.
... Proprio a proposito di Zaia, Salvini, e Celentano: tempo fa il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia) ha pubblicato una lettera (che ripropongo qui sotto), in cui ho ricordato appunto tutte queste penose contraddizioni
«Cara Dagospia, nel mio Veneto ha stravinto il leghista “dal volto umano” Luca Zaia. Lui, più garbato ma anche più bigotto di Salvini (difende crocefissi, presepi, e referendum indipendentisti, si batte contro Ogm e pillole abortive…), viene da quel partito impresentabile che fino a ieri, qui da noi, inneggiava al “leòn che magna el teròn” (il leone che mangia il terrone). E che invece, oggi, cerca di ruffianarsi il Sud (per meglio fotterlo nuovamente). Peraltro: oggi come ieri tutti costoro insistono a stringere patti con la “Roma ladrona” di Berluska (che assumeva Mangano, salvava il culetto a Ruby Mubarak, ecc.).
Morale: la Polentonia (non solo il Veneto rancoroso, credulone, e superstizioso), ha dimenticato velocemente i diamanti africani, le lauree in Albania, e tutto il resto. Per sognare il ritorno alla Lira (del “piccolo mondo antico”), e per infierire sui Rom (sfruttati da mafia capitale prima, e dalla propaganda del Carroccio dopo). E se perfino il cattolico Adriano Celentano ha dichiarato di “pensare a Salvini” (dopo aver tifato per quell’altro buffone di Grillo, e dopo aver difeso il metodo Stamina del ciarlatano Vannoni), deduco che l’Italia confusa e felice se la merita proprio, ‘sta Lega!»
D'altra parte, anche se la Lega va forte nei sondaggi (ma solo perché parla alla pancia della ‘ggente), non riuscirà mai a conciliare le strombazzate “radici cristiane” (che peraltro difende solo a parole), con l’egoismo e la cattiveria che trasuda quotidianamente nei suoi proclami.
Del resto, Zaia si oppone agli Ogm (che invece Papa Bergoglio non demonizza affatto), per la stessa ragione per cui difende il crocefisso. Ovvero: perché deve apparire difensore del rassicurante “piccolo mondo antico” (che piace tanto agli elettori meno riflessivi e più rancorosi).
Funziona così, purtroppo, in una certa Italia che si proclama cattolica anche se non apre mai il Vangelo (e invece preferisce leggere gli oroscopi, e credere alle Wannemarchi urlanti). Per non parlare dei tanti ignoranti per professione, tipo quell'Adriano Celentano che prima difende il pericoloso metodo Stamina (del ciarlatano Davide Vannoni) e poi strizza l’occhio a Salvini.
... Proprio a proposito di Zaia, Salvini, e Celentano: tempo fa il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia) ha pubblicato una lettera (che ripropongo qui sotto), in cui ho ricordato appunto tutte queste penose contraddizioni
«Cara Dagospia, nel mio Veneto ha stravinto il leghista “dal volto umano” Luca Zaia. Lui, più garbato ma anche più bigotto di Salvini (difende crocefissi, presepi, e referendum indipendentisti, si batte contro Ogm e pillole abortive…), viene da quel partito impresentabile che fino a ieri, qui da noi, inneggiava al “leòn che magna el teròn” (il leone che mangia il terrone). E che invece, oggi, cerca di ruffianarsi il Sud (per meglio fotterlo nuovamente). Peraltro: oggi come ieri tutti costoro insistono a stringere patti con la “Roma ladrona” di Berluska (che assumeva Mangano, salvava il culetto a Ruby Mubarak, ecc.).
Morale: la Polentonia (non solo il Veneto rancoroso, credulone, e superstizioso), ha dimenticato velocemente i diamanti africani, le lauree in Albania, e tutto il resto. Per sognare il ritorno alla Lira (del “piccolo mondo antico”), e per infierire sui Rom (sfruttati da mafia capitale prima, e dalla propaganda del Carroccio dopo). E se perfino il cattolico Adriano Celentano ha dichiarato di “pensare a Salvini” (dopo aver tifato per quell’altro buffone di Grillo, e dopo aver difeso il metodo Stamina del ciarlatano Vannoni), deduco che l’Italia confusa e felice se la merita proprio, ‘sta Lega!»
martedì 23 dicembre 2014
W IL PAPA
Dal mio profilo su Twitter, ho lanciato un cinguettio in onore di Papa Francesco. Che oggi, con un discorso durissimo, ha fatto l'elenco dei malanni spirituali che colpiscono la Curia
Il #Papa:"Mai visto el camion de trasloco dietro a corteo funebre" (Traduco: che ridere el card.#bertone co piede ne la tomba, che trasloca)
Il #Papa:"Mai visto el camion de trasloco dietro a corteo funebre" (Traduco: che ridere el card.#bertone co piede ne la tomba, che trasloca)
domenica 1 settembre 2013
NONNO RENATO
Il sito di Roberto D'Agostino "Dagospia" ha pubblicato una mia lettera (che ripropongo qui di seguito), in cui ho chiesto come è possibile che un famosissimo settimanale cattolico possa annunciare con gioia che Renato Zero è diventato "nonno".
... Perché, accidenti, si da il caso che prima di essere nonni bisogna essere stati padri. A meno di non voler gridare al miracolo, s'intende!
... Perché, accidenti, si da il caso che prima di essere nonni bisogna essere stati padri. A meno di non voler gridare al miracolo, s'intende!
«Cara Redazione di Dagospia, non ci sono più i bigotti di una volta, e "Famiglia Cristiana" ha speso tre pagine per sottolineare che Renato Zero è sempre stato assistito dalla Fede e dall'amore per il prossimo. Sarà anche vero, ma mi confonde l'entusiasmo con cui hanno scritto che l'idolo dei sorcini (certo non per opera dello Spirito Santo), è diventato "nonno". E hanno spiegato con ammirazione che ciò è avvenuto grazie a "quel bene che Renato ha donato a Roberto, il ragazzo cresciuto in un orfanotrofio che ha adottato e che l'ha reso nonno di due nipotine". Mi chiedo: il settimanale sarà misericordioso anche con i poco devoti Elton John e Ricky Martin, quando pure quelli diventeranno nonni?»
Natale Pellizzer
domenica 19 agosto 2012
LA DISGRAZIA CIELLINA
Fino ad un anno fa "Comunione & Liberazione" poteva vantare l'amicizia dei potenti e dei prepotenti (da Andreotti a Berlusconi, passando per Marchionne, Oscar Giannino, e kazzari vari).
… Adesso i ruffiani ciellini tentano di rifarsi una verginità. Ma noi dobbiamo sempre tener presente da dove vengono questi ipocriti. Magari rileggendo (attraverso un mio vecchio post), cosa è successo durante il loro meeting del 2006.
DAL POST "MEETING DA BARZELLETTA" (del 5 settembre 2006)
Adesso, in questo anno di grazia 2006, possiamo ben dirlo: quelli di "Comunione & Liberazione" se ne fregano delle preghiere e della "buona novella". A loro interessa solo la politica (di destra, of course!). E magari anche le barzellette (perfino quelle odiose che racconta il Berluska con le "extension"). Possiamo finalmente fare un bilancio dell'ultimo meeting dei ciellini (la loro annuale ed autoreferenziale passerella). Magari sottolineando con sdegno chi erano gli invitati.
Intanto al tradizionale raduno erano presenti due primedonne: Renato Farina (che in questa 'occazione si è spacciato per amico di papa Wojtyla), e il religiosissimo Julio Andreotti (presente al meeting 21 volte su 27, il prescritto ha sfruttato l'occasione per ribadire la sua contrarietà ai Pacs: e ti pareva!).
Non potava mancare l'applauditissimo Berlusconi, che si è finto kattolicamente libertino (ha esibito la ricresciuta chioma, e si è mostrato pure di culo, ovviamente dopo aver raccontato la solita orribile barzelletta), poi il potentissimo Formigoni (che dicevano avesse fatto voto di castità e povertà: ma per favore!). Quindi il prete esorcista (che vanta la speciale protezione della vergine Maria), la vergine d'ordinanza (poi contestata in malo modo), e l'immancabile attore belloccio (che farà un film sulla Madonna).
Come maestro delle cerimonie hanno reclutato l'eccentrico Oscar Giannino (è passato per ogni dove, poteva mancare a questa festa?). Grande assente, invece, il devoto Antonio Socci (aveva già spiegato che non se la sentiva: il meeting prevedeva troppa politica per i suoi gusti!).
... Morale: tante urla, tante deliziose tartine, tante sciocchezze, tanti elegantissimi infradito. E naturalmente la solita puzza sotto il naso, tipica di chi pensa di aver capito tutto dalla vita.
... Ecco infatti la sua incredibile (e stravagante) difesa dalle accuse: “Confesso, ho dato una mano ai servizi segreti… sono reduce da sette ore di interrogatorio, vorrei raccontarlo, ma è stato segretato... Quando è cominciata la quarta guerra mondiale, scatenata da Bin Laden, la mia ambizione è sempre stata, inconsciamente, quella di Karol Wojtyla: lui morire nei viaggi, io sul fronte, magari in Iraq… alla mia maniera: alé, in battaglia!... Si deve, se c’è in ballo il bene grande della nostra discendenza e tradizione, per difendere questo nostro Paese e la sua civiltà cattolica!”
... Ah, fischi anche per Rutelli (ex radicale, oggi cattolico convinto), e per il sindacalista Epifani (della CGIL).
... E si capisce: un komunista dovevano sopportarlo, perché la Compagnia delle Opere (braccio economico di Cl) è astutamente alleata con le Coop rosse. E ci credo: mica scemi i ciellini! Collaborare con le strutture komuniste aiuta ad avere - anche dove non si è potenti - gli agganci giusti. Perché sul fondamentale questi qui sono tutti d’accordo: bisogna unire l’utile (gli affari), al dilettevole (i soldi che gli affari procurano). Dopodiché, i ciellini sono tutti fanaticamente uniti nel dire no, assolutamente no ai pacs (anche lo zio Andreotti ha stabilito che i “patti civili” sono “stravaganti!”, e questo evidentemente basta e avanza per sentirsi a posto con Dio).
…Che bella frase! Di chi era mai questa meravigliosa perla di saggezza? Ma del Giùs, naturalmente! Di quel mons. Giussani che i ciellini vorrebbero “santo subito”.
... Però, che schifo: il piduista ha spiegato di essere “l’uomo della Provvidenza” (su questo ha chiamato a testimone don Giussani, che per ovvie ragioni non può né confermare né smentire alcunché), e per rendersi simpatico il Cavaliere ha evocato nuovamente il fantasma komunista. Inoltre: è ritornato a cianciare sui presunti brogli elettorali, e ha avuto l’ardire (il divorziato Silvio!), di cianciare sull’Italia che ha da essere “cattolica e degli Italiani”. Per poi - ogni salmi finisce in gloria - dire no alla società multietnica (di nuovo alleluia!).
... E quindi, proprio per questo, gli ha dovuto raccontare (cosa non si fa per amore), la trucidissima barzelletta sul mantello insanguinato di Cappuccetto Rosso. Che poi, naturalmente, ha raccontato anche ai ciellini).
... Proprio così: per il miliardario ipocrita e lazzarone zero fischi: e poi questi bugiardi patentati dicono di non essere schierati!
... Anche divertente, il buon Socci: sul Berlusca sedicente cattolico (e presunto erede di don Sturzo), all'indomani del meeting ha sentenziato: “Berlusconi uomo della provvidenza? Penso che don Giussani non abbia detto nulla di simile!”. Poi, ancora più velenoso: "Certo che il Cavaliere danzante, in veste da Tuareg o con bandana, può far simpatia… ma attenzione a non esagerare! Altrimenti, la distanza tra don Sturzo e don Lurio rischia di ridursi pericolosamente!”.
Diavolo di un Antonio Socci: colpire il cavaliere sul suo punto debole: sa benissimo che don Lurio era un po’ nano (come del resto anche il Berluska, che ne soffre tanto, poverino!)
Pellizzer (con nano-fastidio)
martedì 24 gennaio 2012
TRANS-FUGA VATICANA
EVVIA IL VATICANO CHE OFFENDE I TRANS, EVVIVA IL VATICANO CHE POI CI VA A LETTO, EVVIVA IL VATICANO CHE ... LI INVESTE CON LA FORD FOCUS!
La Chiesa bacchetta (sui Pacs) il Presidente della Camera Bertinotti. Ma subito dopo il Vaticano è costretto ad allontanare Padre Maciel (86 anni, fondatore dei “Legionari di Cristo”, accusato dai suoi ex seminaristi di molestie sessuali!).
... E adesso gira una nuova, divertentissima storiella, tutta da ridere (qui sotto, con fastidio!)
Il prelato si era tolto l’abito talare, che aveva lasciato sul sedile posteriore. E aveva già pronti (ben nascosti), alcuni profilattici.
... Quando ha visto la volante della squadra mobile, si è messo paura (era zona di prostituzione maschile, soprattutto di trans!) e ha tentato una fuga che ha insospettito ancora di più.
Nella confusione ha tamponato tre vetture. A causa dell’urto qualcuno ha dovuto correre al pronto soccorso per farsi medicare, e quindi la cosa è finita sui giornali.
... Il Vaticano, poi, ha contestato che ci fosse stata una colluttazione tra il religioso e le forze dell’ordine. Ma non ha negato i profilattici e tutto il resto!
Rifletteva
sulla difficoltà (non solo la sua, anche quella dei suoi "amici") di
conciliare le assurde teorie kattoliche (niente matrimonio per i preti,
niente sesso al di fuori del matrimonio) con la vita reale di tutti i
giorni?
... Per dire: si rendeva conto che è insulsa la condanna dell’autoerotismo, visto che è un passo fondamentale (negli adolescenti) per un normale sviluppo della sessualità?
... Per dire: si rendeva conto che è insulsa la condanna dell’autoerotismo, visto che è un passo fondamentale (negli adolescenti) per un normale sviluppo della sessualità?
Si sforzava di rimediare agli errori di Santa Romana Chiesa, oppure se ne fregava altamente?
... Semplice ipotesi: sfruttava la veste come paravento dietro al quale scorazzare più facilmente?
Il frate non mostrava alcun senso di colpa quando diceva certe cosette. D’altra parte, lasciava intendere -nella sua predicazione- che le pornostar son da redimere.
... Ma sapeva benissimo che -in realtà- loro fanno per professione quel che lui (di nascosto) faceva “per passione”. C’è differenza?
Logico che molti abbiano pensato che -diversamente dalla maggioranza dei frati- lui faceva il pagliaccio in televisione solo per diventare un personaggio da reality. E in definitiva per poter meglio avvicinare le sue prede.
... E si capisce: un qualunque ragionier Pinco Pallino non potrebbe mai neppure sognare di diventare -come il frate- amico di Luana Borgia!
Molti sono convinti che lo hanno incastrato in questo modo: i suoi avversari avrebbero avvicinato un giovane che, dietro pagamento, lo ha avvicinato, sedotto, e filmato di nascosto.
... Ma è un fatto che Sua Eccellenza, invece di nascondersi dietro a facili moralismi sulla sessualità, si era sempre battuto contro il corrotto “caudillo” locale.
Perciò, a prescindere dai suoi gusti sessuali, il vescovo è stato rimpianto dalla sua comunità . Perchè avevano sempre apprezzato il suo impegno, perfino eroico.
E l’Abbè
Pierre, (in Francia considerato quasi un santo!), lo scorso autunno si è
detto favorevole al matrimonio dei preti. E pure ai Pacs.
Per la cronaca: questo frate cappuccino ha 93 anni. Ma ha spontaneamente dichiarato di aver avuto alcune esperienza sessuali, di cui -dice- non è affatto pentito.
Per la cronaca: questo frate cappuccino ha 93 anni. Ma ha spontaneamente dichiarato di aver avuto alcune esperienza sessuali, di cui -dice- non è affatto pentito.
... Ma magari loro trovano più intelligente fare il contrario. E cioè: lanciare anatemi.
E addirittura (per apparire “normali”), preferiscono fare una battuta scema su quelli che (di notte, s’intende), essi cercano con tanta bramosia.
Mica possono rischiare di perdere il loro bel lavoro!
...
E dunque sputano sul piatto in cui -di notte- mangiano! E di giorno si
fingono tradizionalisti, inflessibili, intransigenti, perfino antichi!
Fanno anche pena, questi ipocriti.
Pensiamoci un attimo: cosa non devono fare, certi preti, pur di mangiare la pagnotta?
... Ma che dico, la pagnotta! Piuttosto: cosa non devono fare per ciucciare -sottobanco- un po’ di carne?
(Il solito dirimpettaio)
ITALIA CROCEFISSA
Marzo 2006: il Consiglio di Stato spiega che il crocefisso nelle scuole è "simbolo di laicità". E quindi resta dov'è.
A parte i soliti quattro gatti (cioè gli atei), l'opinione pubblica applaude con gioia: "Evviva! Che bello! Il crocefisso rimane al suo posto!".
... Bene, con il dovuto rispetto, a questo punto si impongono alcune riflessioni.
... Se non è laico neppure il papa, può esserlo il Cristo dei vangeli rappresentato nel crocefisso?
... Nei paesi civili la croce non è oggetto di devozione (e tantomeno di adorazione), perchè lì non si predica un Cristo morto, ma un Cristo risorto. E in quei Paesi ritengono che non può essere imposto chi -il Gesù dei vangeli- si è sempre e solo proposto.
Può essere credibile un Gesù che mette d'accordo tutti? Non è scandaloso che tanti "atei devoti" difendano il crocefisso con squallide motivazioni? Magari solo in chiave anti-islam? O solo perchè lo considerano un bellissimo sopramobile?
E non bestemmia chi dice che il crocefisso è "arte-cultura-storia-radici-tradizione"?
... Se è per questo: anche il "ratto di Ganimede" è arte e cultura! Invece la Santa Inquisizione è storia e "radici" (e che gran brutte radici!)
E la polenta e il mandolino sono anch'esse antiche tradizioni, ma la fede (per chi ce l'ha) è ben altra cosa!
... Lo fanno per sentirsi giustificati quando si sfruttano a vicenda. E solo per questo ritroveremo il crocefisso anche al seggio elettorale!
... Il crocefisso può dar fastidio agli italiani atei, che non vogliono i loro figli condizionati (a scuola) da idee che -dicono loro- sono "droga".
... Ogni guerra ha avuto il suo simbolo religioso, spesso era proprio la croce. Anche oggi, in Iraq.
... Ammesso che in chiesa Gesù si senta a suo agio!
... Cosa volevasi dimostrare? Che non c'è più religione!
lunedì 2 gennaio 2012
FEDE & PAPPAGALLI
Don Verzé incantava i polli, i cantanti, e pure i professori
(Massimo Cacciari in primis). Don Verzé aveva capito di essere immortale (grazie
allo studio della Bibbia, e attraverso i suoi colloqui con Dio). Don Verzé voleva
farci arrivare fino a 120 anni (Berlusconi fino a 150, affinché potesse mettere a posto l’Italia
“un po’ per volta”). Don Verzé si era fatto la voliera con i pappagalli, e
pure l’aereo (con cui andava in Brasile, dove qualche suo collaboratore dicono cercasse le “ragazzine”).
Don Verzé era circondato da
professionisti di prim’ordine (come no: ad esempio la Minetti, che poi abbiamo rivisto
ai bunga-bunga presidenziali!). Don Verzé è morto di dolore proprio quando la
sua opera andava all’asta (in effetti è molto strano: perché proprio quel
giorno e non quando hanno pubblicato le sue intercettazioni? O quando si è
suicidato il suo vice? O quando è stato costretto a dimettersi? O addirittura quando era stato attaccato per aver offerto una cattedra alla neo-laureata Barbara Berlusconi? O in qualunque
altro giorno in cui, da mesi, stava sulla graticola?).
Don Verzé era un semplice prete, eppure si paragonava a Cristo. E nonostante
tutto quel che si è saputo (e quel che si poteva immaginare), ancora oggi
il filosofo Cacciari sostiene che questo imbonitore “era appassionato di cultura e di
ricerca”!
… Forse tutto questo è la prova che i professori dovrebbero
tornare a scuola (vale anche per l’eccellentissimo Ernesto Galli Della Loggia, sia chiaro).
E forse tutti questi signori dovrebbero rileggersi i vaneggiamenti
dell’immortal sacerdote. Magari l’intervista in cui lui aveva rivelato che due
monsignori, in caso di fallimento del San Raffaele, gli avevano consigliato il
suicidio.
Dall’intervista di Claudio Sabelli Fioretti a don
Luigi Verzé
(pubblicata su "La Stampa")
(pubblicata su "La Stampa")
Ho letto che in curia la consideravano "un maneggione e un affarista col pallino dell'albergatore".
Una volta mi chiamarono a Roma, per sottopormi a un giudizio. Erano due
monsignori di un "sacro dicastero" […]. Sono salito tremante per
quelle scale. Mi hanno fatto un esame di due ore ... Alla fine mi dissero: non
si faccia intimorire dal cardinale Montini. Deve solo temere che la sua opera
faccia fallimento. Io dissi: "E se fallisco?" Uno dei due mi disse:
"Se fallisce, un giorno prima si butti dalla finestra del quarto
piano". L'altro disse: "Meglio che si compri subito una pistola e
prima di fallire si spari". Santa Madre Chiesa! Sacro Dicastero!
Lei ha detto una volta: "Sento che non morirò". Cosa
voleva intendere?
Io sento che non morirò, ma ho una preoccupazione: che cosa farò quando sarò
nell'eternità? Ho il terrore di stufarmi.
Lei vuole fare arrivare l'uomo a 120 anni.
Lei vuole fare arrivare l'uomo a 120 anni.
Matusalemme quanti anni ha vissuto?
Crede veramente che Matusalemme sia vissuto 969 anni?
Poi le generazioni si sono stabilizzate sui 120 anni di media. Noi possiamo
tornare a questa media. La scienza ci aiuterà.
Ma non è vero che vivevano 120 anni!
Io credo a quello che è scritto. E' ispirazione di Dio.
Parliamo dei 120 anni.
E' scientificamente provato che si può arrivare a un'età media di 120 anni.
Siamo arrivati alla mappatura del genoma. Io leggo il suo genoma anche quando è
bambino. Sono 30 mila geni e se vedo una mutazione di geni, allora vado a
cercare il perché" […]. Silvio Berlusconi mi ha chiesto di farlo campare fino a 150 anni.
Lui pensa che arrivando a 150 anni metterà a posto l'Italia.
Ma se non ce l'ha fatta finora...
Un po' per volta.
Fermo restando che lei non muore prima dei 150 anni, come vuole
morire?
Ho un patto con Gesù. Non l'ho mai detto a nessuno.
Ottima occasione per dirlo a me.
Una volta ho detto al Signore: "Basta Signore, sono troppo vecchio".
Cinque anni fa.
E lui?
Mi ha detto: "Comportati come uno che ha vent'anni. Il tempo è mio".
Lei che cosa avrebbe risposto?
Non ho queste conversazioni.
Io ho risposto: va bene.
Io ho risposto: va bene.
domenica 18 dicembre 2011
FURFANTI
Pensiero stupendo, pensiero ateo, lasciatoci dal grande Christopher Hitchens (1949-2011).
... Su Vanity Fair ha spiegato che quando aveva saputo di avere un cancro si era chiesto: «Veramente non potrò assistere al matrimonio dei miei figli? Né potrò scrivere il necrologio di vecchi furfanti come Kissinger e Ratzinger?».
domenica 11 dicembre 2011
TUTTI PRIVILEGIATI
Checché ne dica l'eccentrico Oscar Giannino, Santa Romana Chiesa non paga l’Ici (ma anche i sindacati fanno i furbi, e bisogna aggiungere che alle sovvenzioni non rinunciano né i giornali né i radicali).
Oscar Giannino e il cattolico “Avvenire” si sforzano di negare i privilegi della Chiesa sull’Ici. Dal che se ne deduce che questi cianciano di economia (l’eccentrico giornalista), e di etica (il quotidiano dei vescovi). Ma non sanno far di conto, soprattutto non sanno fare i conti con la loro coscienza.
… D’altra parte, che non si potesse snobbare la questione dell’Ici lo ha capito anche il cardinal Bagnasco, che infatti si è detto disponibile a discutere sulla questione (e a quel punto Mario Staderini, segretario del Partito Radicale, ha dichiarato: «Al cardinale vorrei ricordare che c’è poco da discutere e puntualizzare. Una legge italiana non deve essere certo contrattata con la Cei!»).
Oscar Giannino di coraggio ne ha parecchio. Lo si capisce da come si veste, ma soprattutto dalle posizioni che prende. Per dire: all’indomani del devastante terremoto in Giappone ha scritto su “Il Messaggero” un editoriale dal titolo “Test superato: nucleare sicuro, è la prova del nove”. Che si sbagliasse lo si è capito solo dopo, ma intanto lui l’aveva già sparata la sua colorata mazzata!
Pure Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”, ha sprezzo del ridicolo. Visto che ha negato le furbate della Chiesa difendendo le presunte “attività solidali e culturali svolte senza l’obiettivo di guadagnarci”.
… Già, ma il problema è capire quali sono le “attività” che – sempre secondo Santa Romana Chiesa – sarebbero completamente gratuite. Perché il clero cattolico si fa pagare di tutto e di più, vuoi con le elemosine dei poveracci, vuoi vendendo l’indulgenza ai potenti. E perché loro il tempio lo hanno sempre profanato (nei giorni pari si travestono da sacerdoti, nei dispari fanno i mercanti.).
Inoltre: con la scusa di proteggere quelli che chiamano i “principi non negoziabili” , questi ipocriti si sono sempre inciuciati al principe di turno (volutamente mischiando quel che bisogna “dare a Cesare”, e quel che “è di Dio”).
Inoltre: con la scusa di proteggere quelli che chiamano i “principi non negoziabili” , questi ipocriti si sono sempre inciuciati al principe di turno (volutamente mischiando quel che bisogna “dare a Cesare”, e quel che “è di Dio”).
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Inoltre: dedico questo post ai direttori dei quotidiani “Manifesto” e “Liberazione” (che in questo momento di sacrifici hanno firmato un appello assieme ad “Avvenire” per vedersi ancora riconosciuto il finanziamento pubblico). E infine, lo dedico ai valorosi Radicali, che tanto hanno fatto per farci conoscere i privilegi della Chiesa e dei sindacati (ma che intanto non vogliono rinunciare alle sovvenzioni dello Stato alla loro radio: ma che bravi anche loro!).
sabato 10 dicembre 2011
UN PASSO INDIETRO
La Chiesa decida unilateralmente di pagare l’ICI su ogni attività commerciale e sconfessi l’arrogante editoriale del direttore dell’Avvenire. E' quanto chiede l'associazione “Noi Siamo Chiesa”, che auspica una mobilitazione dal basso del mondo cattolico.
Dal comunicato di Vittorio Bellavite
[ portavoce nazionale di “Noi Siamo Chiesa” ]
[ portavoce nazionale di “Noi Siamo Chiesa” ]
“La questione dell’ICI non pagata dalla Chiesa si è abbastanza chiarita per le informazioni date da molti media. Così le riassumo: esiste, in base a una legislazione sostanzialmente bipartisan, la possibilità per tante attività commerciali gestite da enti ecclesiastici di non pagare l’ICI quando esse siano collegate ad iniziative ecclesiali, caritative, di culto o altro. Pagano l’ICI invece attività 'esclusivamente' commerciali. Questa normativa ha dato vita a controversie faticose e interminabili: chi stabilisce l’esistenza del 'collegamento'? E perché questa esenzione? [...].
'Noi Siamo Chiesa' ripete ancora una volta che i vertici ecclesiastici non dovrebbero vergognarsi di fare un passo indietro e di risolvere la questione dichiarando unilateralmente che tutte le strutture ecclesiastiche che godono o che potrebbero godere del 'collegamento' abbandonino ogni contenzioso e paghino l’ICI per qualsiasi attività commerciale da esse dipendente (si intende ovviamente che resterebbe l’esenzione per le attività veramente di culto e altre attività non profit). Sarebbe un passo in avanti nella direzione di una Chiesa orientata a maggiore sobrietà e che inizia a rinunciare a qualcosa del molto che riceve in Italia dalle istituzioni per favorire una maggiore disponibilità ad ascoltare il proprio vero messaggio, quello del Vangelo, presso un’area di opinione infastidita (o disgustata) dall’ incalzare da queste pretese clericali.
Tutto ciò premesso, dall’interno di questa nostra Chiesa, diciamo ad alta voce, e 'annunciandolo dai tetti' (Matteo 10,27), che nel mondo cattolico si deve mettere in moto un movimento di base che, ispirandosi al Concilio, convinca e costringa le strutture ecclesiastiche a smantellare le barricate e a dimostrare concretamente, anche a partire da questa questione dell’ICI, di essere anch’esse partecipi delle difficoltà e dei sacrifici che incontrano in questi tempi tanti del nostro popolo”.
(9 dicembre 2011)
lunedì 5 dicembre 2011
MISSIONE MAFIOSA
Diavolo di un don Verzé. E' amico di Silvio Berluska, ma anche di Vendola (per la serie "o Franza o Spagna purché se magna").
... Don Verzé, il prete con la “coscienza accogliente”, il sacerdote “in missione mafiosa per conto di Dio” (perché le vie del Signore sono infinite!).
... Don Verzé, il prete con la “coscienza accogliente”, il sacerdote “in missione mafiosa per conto di Dio” (perché le vie del Signore sono infinite!).
A proposito di don Verzé (e a proposito delle incredibili intercettazioni che lo hanno inguaiato definitivamente), ecco come ha descritto il sacerdote (sul quotidiano “Il Fatto Quotidiano”) Lidia Ravera: «Lui non cessa di incensare la sua umile persona. Avrebbe “donato una sanità dignitosa ai poveri”. Con una bancarotta da 1,5 miliardi di euro, una condanna per abusivismo edilizio e il suicidio del suo braccio destro sulla coscienza? Non importa, Certi preti hanno coscienze accoglienti».
Altro pensiero stupendo. Quello di Francesco Merlo. Che sul quotidiano “La Repubblica” ha descritto il prete con queste fulminanti parole:
«Don Verzé non parla come un Marcinkus alle prese con la volatilità della finanza ma come un capobastone, un campiere che controlla il territorio: “la Moratti, l’ho convinta io a fare il sindaco”, “il cardinale Tettamanzi l’ho fatto venire io a Milano”, e Formigoni, che il faccendiere di don Verzé ospita nel suo yacht, è sotto controllo perché “l’abbiamo salvato noi”. E Berlusconi “dono di Dio” è “legatissimo alla famiglia”, anche se, “ha fatto qualche giro di valzer”.
Ecco: Dio non si cura del sesso quando si fanno affari. Perché appunto il verbo si è fatto carne. Ma non bisogna credere che don Verzé sia un ateo mascherato e che tutti quei suoi libri di dottrina siano solo copertura. E’ al contrario un devoto in missione mafiosa per conto di Dio perché le vie della provvidenza sono infinite e se c’è la necessità di un attentato, beh, Dio non è certo un moralista. Don Verzé è come quei preti medievali che, convinti di essere illuminati dalla grazia , commettevano in nome di Dio ogni nefandezza, vivevano a statuto speciale, in sospensione dei peccati, in deroga».
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