mercoledì 22 luglio 2026

Bologna, slogan contro la Polizia (unica ad aiutare Fakir)

Su Fakir, Repubblica scrive: “Erano 40 giorni che chiedeva aiuto. Delirava. Non era in sé. Si isolava spesso, allontanava anche la famiglia. In casa non sapevano come aiutarlo. Ma non l’hanno abbandonato ed era lui a non volerli attorno… Un centro di salute mentale gli aveva prescritto delle medicine, ma non le stava prendendo”.
Ordunque, il sindaco, la Cgil, l’Anpi, la nipote di Fakir, subito hanno chiesto “verità”. E hanno manifestato prima ancora dell’autopsia. Una verità la posso già dare io: quella mattina non c’era nessuno che aiutasse concretamente Fakir, nessuno! E chiamare a raccolta questi “nessuno”, come ha fatto il sindaco, è servito solo ad alimentare i sospetti sugli unici che lo hanno soccorso cercando di tranquillizzarlo. E proprio a loro si è gridato poi “assassini”.
Lo dico ai “nessuno” di cui sopra: se c’è una verità nascosta dovreste dircela voi. Magari spiegandoci dove eravate quando Fakir chiedeva aiuto
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