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martedì 25 giugno 2019

CASAMENTEIRO

Si sapeva che gli innamorati possono contare su San Valentino, ma ora sappiamo che c'è un santo anche per i single (e il loro protettore è nel mitico nord-est, è in Veneto, ed è Sant'Antonio!). 
... E chi l'avrebbe mai detto che il Santo di Padova si adopera per risolvere anche di queste incombenze? Chi l'avrebbe mai immaginato che invocandolo si può trovare la morosa o il moroso?

Pare che questa bizzarra superstizione sia nata in Brasile, dove - racconta un certo Padre Joao, attraverso il Corriere della Sera - le ragazze nubili "mettono la statua di Antonio a testa in giù o gli tolgono Gesù Bambino dalle braccia finché non concede loro la grazia di un marito".
... E allora adesso, ispirati da questa minchiata, anche nella basilica padovana (e invitati dal clero locale), i single si incontrano per invocare il miracolo di Sant'Antonio "casamenteiro" (Sant'Antonio che ti "accasa").

Il Corriere riporta l'allucinante testimonianza di una ragazza che ha partecipato a questa festa propiziatrice (in cui si recita la preghiera "si quaeris miracula").
... Si chiama Gaia Galante, ha 37 anni, e sorridendo ci fa capire le spinte ideali (si fa per dire), che stanno alla base di questo patetico pellegrinaggio: "Io rappresento una sfida per Sant'Antonio, sono atea e comunista. Mi ha mandato qui la mia amica Francesca, attivista del Centro sociale Pedro di Padova e compagna di Stefano, il responsabile del Centro sociale Bruno di Trento. Giuro che se trovo marito, mi converto. Ho un carattere dominante, gli uomini scappano. Mia mamma ha voglia di accendere ceri, non mi si piglia nessuno".

domenica 1 maggio 2016

SAVIANO ATEO-DEVOTO

IL QUOTIDIANO "IL MANIFESTO" HA PUBBLICATO LA LETTERA IN CUI HO ESPRESSO IL MIO STUPORE PER QUANTO HA DICHIARATO - SU SAN GENNARO, SANTO CHE PIACE TANTO ANCHE AI MARIUOLI - LO SCRITTORE ROBERTO SAVIANO.
Peraltro, Saviano (che si proclama ateo, ed è sotto scorta per il suo eroico impegno contro la camorra), ha sempre fatto le pulci a Matteuccio Renzi per la sua presunta “narrazione” politica. Ma col suo recente spettacolo “Sanghenapule” Saviano ha anche sostanzialmente celebrato il miracolo “da sceneggiata” del prodigioso sangue.
... Già, il sangue (presunto sangue!), di quel Gennariello pazzerello che si è sempre burlato di una città che pure lo ha ricoperto d’oro. Perché, bisognerà dirlo, il santo si scioglie quando viene trastullato da un porporato, ma non è mai riuscito a far sparire la camorra o almeno n po’ di monnezza. E dunque, com’è possibile che uno come Saviano non colga il pericolo di certa devozione isterica, piagnucolosa, ruffiana, e (per certe recenti polemiche sul “tesoro” del santo) anche parecchio scandalosa?


    DAL QUOTIDIANO "IL MANIFESTO"
    (venerdì 22-4-2016, rubrica lettere al giornale)

 «Gentile Redazione, sarebbe già grave se Saviano spiegasse la devozione a San Gennaro col distacco di un antropologo. Perché lui è la coscienza critica di Napoli, e non può ignorare che quella religiosità sanguinolenta alimenta - fra l’altro - il fatalismo e la superstizione della città. Invece Saviano insiste a parlare -con stima ed affetto!- di questo santo che piace tanto pure ai mariuoli (testuale: «Verso San Gennaro ho una specie di feticismo. Lui capisce talmente tanto che ti ascolta anche quando - disperato - chiedi la grazia per poter rubare».
Ora, da agnostico capisco che lo scrittore (sedicente ateo) considera i credenti dei bambini ingenui a cui dare un buffetto sulla guancia. Ma i Napoletani adulti e vaccinati, davvero gradiscono questi paternalismi? Oggi, mentre la Chiesa condanna la falsa religiosità dei boss (e prova a riappropriarsi di un san Gennaro stralunato e forse mai esistito), Saviano difende chi lo proclama “roba nostra" (mi riferisco - che tristezza! - alla querelle tra il cardinale Sepe e la cosiddetta “deputazione”: un club di parrucconi che ritengono di avere per l'eternità il monopolio sul cosiddetto “tesoro di San Gennaro”)».
    Natale Pellizzer

martedì 9 febbraio 2016

RISPETTO

Parole sante, santissime, quello di Emma Bonino. Intervistata su “Repubblica”, la politica ha dichiarato: «Ho sempre presente Viola, una signora che all’Associazione Luca Coscioni, cui si era rivolta, chiedeva: “Se posso dare un rene, perché non posso aiutare mia figlia prestando il mio utero?”».
… E dopo aver riferito questo episodio, la Bonino ha così concluso il discorso: «Quando ci si occupa di questioni affettive private serve più rispetto. Bisogna saper guardare esperienze, dolori, mancanze degli altri senza pontificare».

martedì 1 settembre 2015

ELENA DEI CAMERATI

Il quotidiano veneto “Il Gazzettino” ha pubblicato nei giorni scorsi la lettera (qui sotto), in cui mi dicevo d’accordo con quanti, nel Partito Democratico, hanno chiesto le dimissioni della consigliera regionale all’Istruzione Elena Donazzan.
... La faccenda è nota: la Donazzan aveva raccontato su Facebook di essere stata derubata dai “marocchini di merda” (e fin qui, passi!), ma subito dopo, per il linguaggio usato (“da caserma”, secondo Alessandra Moretti), ha nuovamente lasciato trasparire le sue idee fascisteggianti. Che sono assolutamente inconciliabili con chi dovrebbe credere alla Democrazia (visto che ci campa sopra, peraltro a nostre spese).

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«Molti rivelano le loro inconfessabili passioni quando sono ubriachi. O quando sono arrabbiati. L’assessore all’istruzione Elena Donazzan ha ragione: se un marocchino mi ruba la bicicletta, è un “marocchino di m.”. E io aggiungo che un italiano che mi imbroglia è un “italiano di m.”. Ma la Donazzan – che evidentemente ha potuto identificare chi l’ha derubata, perché è certa delle sue origini magrebine – adesso denunci il “pericolo pubblico”, facendo nome e cognome. E subito dopo, però, si dimetta. Perché tirando in ballo i suoi amici “camerati” (che considera baluardi di giustizia), ha ribadito ancora una volta che il suo cuore rimpiange altre epoche a altre (odiose) politiche. Non si può sputare nel piatto in cui si mangia. Non si può rappresentare la Democrazia (e mangiarci sopra, a nostre spese), se pubblicamente la si snobba e intimamente la si disprezza».
        Natale Pellizzer

mercoledì 12 agosto 2015

IL LEONE CHE MANGIA IL VANGELO

I leghisti tipo Luca Zaia (governatore del Veneto), e Matteo Salvini (segretario federale del Carroccio), hanno risposto come hanno potuto ai meritati rimproveri dei vescovi (il segretario della Cei Nunzio Galantino li aveva definiti "Piazzisti da quattro soldi che pur di prendere voti, di raccattare voti, dicono cose straordinariamente insulse!").
D'altra parte, anche se la Lega va forte nei sondaggi (ma solo perché parla alla pancia della ‘ggente), non riuscirà mai a conciliare le strombazzate “radici cristiane” (che peraltro difende solo a parole), con l’egoismo e la cattiveria che trasuda quotidianamente nei suoi proclami.
Del resto, Zaia si oppone agli Ogm (che invece Papa Bergoglio non demonizza affatto), per la stessa ragione per cui difende il crocefisso. Ovvero: perché deve apparire difensore del rassicurante “piccolo mondo antico” (che piace tanto agli elettori meno riflessivi e più rancorosi).
Funziona così, purtroppo, in una certa Italia che si proclama cattolica anche se non apre mai il Vangelo (e invece preferisce leggere gli oroscopi, e credere alle Wannemarchi urlanti). Per non parlare dei tanti ignoranti per professione, tipo quell'Adriano Celentano che prima difende il pericoloso metodo Stamina (del ciarlatano Davide Vannoni) e poi strizza l’occhio a Salvini.
... Proprio a proposito di Zaia, Salvini, e Celentano: tempo fa il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia) ha pubblicato una lettera (che ripropongo qui sotto), in cui ho ricordato appunto tutte queste penose contraddizioni


«Cara Dagospia, nel mio Veneto ha stravinto il leghista “dal volto umano” Luca Zaia. Lui, più garbato ma anche più bigotto di Salvini (difende crocefissi, presepi, e referendum indipendentisti, si batte contro Ogm e pillole abortive…), viene da quel partito impresentabile che fino a ieri, qui da noi, inneggiava al “leòn che magna el teròn” (il leone che mangia il terrone). E che invece, oggi, cerca di ruffianarsi il Sud (per meglio fotterlo nuovamente). Peraltro: oggi come ieri tutti costoro insistono a stringere patti con la “Roma ladrona” di Berluska (che assumeva Mangano, salvava il culetto a Ruby Mubarak, ecc.).
Morale: la Polentonia (non solo il Veneto rancoroso, credulone, e superstizioso), ha dimenticato velocemente i diamanti africani, le lauree in Albania, e tutto il resto. Per sognare il ritorno alla Lira (del “piccolo mondo antico”), e per infierire sui Rom (sfruttati da mafia capitale prima, e dalla propaganda del Carroccio dopo). E se perfino il cattolico Adriano Celentano ha dichiarato di “pensare a Salvini” (dopo aver tifato per quell’altro buffone di Grillo, e dopo aver difeso il metodo Stamina del ciarlatano Vannoni), deduco che l’Italia confusa e felice se la merita proprio, ‘sta Lega!»

        Natale Pellizzer

La lettera, in originale, è la n° 30 a QUESTO LINK

martedì 23 dicembre 2014

W IL PAPA

Dal mio profilo su Twitter, ho lanciato un cinguettio in onore di Papa Francesco. Che oggi, con un discorso durissimo, ha fatto l'elenco dei malanni spirituali che colpiscono la Curia

Il #Papa:"Mai visto el camion de trasloco dietro a corteo funebre" (Traduco: che ridere el card.#bertone co piede ne la tomba, che trasloca)

lunedì 11 agosto 2014

GRAN PUTIN-ATA


Il giornale della mia parrocchia ha lasciato intendere che Vladimir Putin è - magari a sua insaputa - uno strumento di Dio. In un articolo hanno spiegato, infatti, che è proprio grazie a questo ex agente del Kgb - ma anche grazie ai digiuni e alle preghiere che la Madonna di Fatima ci aveva chiesto - se la Russia si sta infine convertendo. Fra l'altro: realizzando in questo modo la profezia mariana: alleluia! 

Tutto ciò sarebbe dimostrato da molti indizi: intanto
quello sta diventando un Paese, dice il bollettino, che rispetta i Sacri Valori (anche per le leggi che va stabilendo). Per cui lì, diversamente che “nel nostro occidente”, si pongono dei freni ad aborto, eutanasia, rivendicazioni gay, eccetera. E poi perché - conseguentemente a tutto ciò - la Russia sta diventando una “potenza sul piano sia politico sia economico” in cui si vedono i primi risultati della lotta alla corruzione” (… domanda: ma li leggono i giornali, questi qui? Sanno cosa sta succedendo?).


Una teoria, questa del Vlady inconsapevole “Defensor Fidei”, che potrebbe essere scambiata per una barzelletta (se non fosse che - considerando l’attualità - fa piangere, più che ridere). Insomma: una tesi bizzarra e sconclusionata che, almeno cristianamente parlando, è anche una gran putin-ata!
  
Ad ogni modo: recentemente il sito di Roberto D’Agostino (www.dagospia.com),ha pubblicato la lettera in cui ho raccontato di questa buffonata di articolo. Naturalmente la ripropongo qui, ma prima voglio pubblicare i punti più scabrosi di quel che avevano sostenuto.



     
Dall’articolo “Rinasce la Grande Russia?”
«… Mentre da noi in un occidente, così occhiuto e guardingo nel difendere la laicità dello stato, sarebbe impensabile vedere un capo di stato assistere pubblicamente ai riti del Natale o della Pasqua, non così [avviene] nella Russia di oggi dove presidente e primo ministro non si fanno specie di partecipare alle solennità religiose senza che alcuno gridi allo scandalo per la violazione della laicità delle istituzioni. Ma c’è di più. Se il nostro occidente (si vedano le prese di posizione, anche recenti, delle istituzioni UE), cerca di accreditare aborto, suicidio più o meno liberamente richiesto o – come si suol dire – assistito, matrimoni tra persone dello stesso sesso come diritti e conquiste di civiltà, la Russia, giustamente preoccupata per il drammatico calo della popolazione emerso dopo decenni di aborto indiscriminato (siamo nell’ordine di un milione di non nati all’anno a partire dal 1920), sta ponendo limiti di carattere normativo […]. Probabilmente, anche in virtù di questo recupero oggi la Russia, in particolare nella cosiddetta era di Putin, si sta accreditando come potenza sul piano sia politico sia economico. Lo stesso livello materiale di vita della popolazione, per quanto rimangano ancora sacche di povertà e grossi problemi da risolvere, è in questi anni notevolmente migliorato, mentre si vedono i primi risultati della lotta alla corruzione […]. Guardando alla situazione della Russia odierna non possiamo non riandare con il pensiero a quanto disse la Vergine a Fatima su questo grande paese allora sconvolto dalla rivoluzione bolscevica, e cioè che con la preghiera e il digiuno “la Russia si convertirà e alla fine il mio cuore immacolato trionferà”. Il cristiano, alla luce della fede, può scorgere negli eventi russi di questi ultimi decenni l’inverarsi di quella profezia…».



      Dalla rubrica lettere del sito Dagospia:
«La mia parrocchia è addolorata per l'oltraggio a due capitelli mariani. Ho scoperto tutto ciò leggendo il loro bollettino, dove il parroco se n'è lamentato. Tuttavia, girando pagina ho dovuto notare un articolo che poneva una domanda - considerando l'attualità - altrettanto sconcertante. Questa: "Rinasce la Santa Russia?". E lì si spiegava che Putin sta realizzando - anche grazie alle preghiere e ai digiuni chiesti dalla Madonna di Fatima - il disegno di Dio. Ovvero: la cosiddetta "conversione della Russia".
Da agnostico non so dire se esiste una "Madre Celeste", se c'è sarà stanca di essere tirata per il Velo! Ma ricordo agli intolleranti che siamo nell'era Bergoglio, perciò è anacronistico sfruttare il Cattolicesimo per proporre una idea antidemocratica della Disciplina, della Morale, e della Tradizione. A maggior ragione se si spacciano per "difensori della Fede" certi prepotenti che piacciono più per il (presunto) lato machista, che per la loro (falsa) difesa dei Valori Supremi».
      (Natale Pellizzer)

domenica 19 agosto 2012

LA DISGRAZIA CIELLINA

Fino ad un anno fa "Comunione & Liberazione" poteva vantare l'amicizia dei potenti e dei prepotenti (da Andreotti a Berlusconi, passando per Marchionne, Oscar Giannino, e kazzari vari).
Adesso i ruffiani ciellini tentano di rifarsi una verginità. Ma noi dobbiamo sempre tener presente da dove vengono questi ipocriti. Magari rileggendo (attraverso un mio vecchio post), cosa è successo durante il loro meeting del 2006.


                DAL POST "MEETING DA BARZELLETTA" (del 5 settembre 2006)


Adesso, in questo anno di grazia 2006, possiamo ben dirlo: quelli di "Comunione & Liberazione" se ne fregano delle preghiere e della "buona novella". A loro interessa solo la politica (di destra, of course!). E magari anche le  barzellette (perfino quelle odiose che racconta il Berluska con le "extension"). Possiamo finalmente fare un bilancio dell'ultimo meeting dei ciellini (la loro annuale ed autoreferenziale passerella). Magari sottolineando con sdegno chi erano gli invitati.
Intanto al tradizionale raduno erano presenti due primedonne: Renato Farina (che in questa 'occazione si è spacciato per amico di papa Wojtyla), e il religiosissimo Julio Andreotti (presente al meeting 21 volte su 27, il prescritto ha sfruttato l'occasione per ribadire la sua contrarietà ai Pacs: e ti pareva!).
Non potava mancare l'applauditissimo Berlusconi, che si è finto kattolicamente libertino (ha esibito la ricresciuta chioma, e si è mostrato pure di culo, ovviamente dopo aver raccontato la solita orribile barzelletta), poi il potentissimo Formigoni (che dicevano avesse fatto voto di castità e povertà: ma per favore!). Quindi
il prete esorcista (che vanta la speciale protezione della vergine Maria), la vergine d'ordinanza (poi contestata in malo modo), e l'immancabile attore belloccio (che farà un film sulla Madonna).
Come maestro delle cerimonie  hanno reclutato l'eccentrico Oscar Giannino (è passato per ogni dove, poteva mancare a questa festa?). Grande assente, invece, il devoto Antonio Socci (aveva già spiegato che non se la sentiva: il meeting prevedeva troppa politica per i suoi gusti!).
... Morale: tante urla, tante deliziose tartine, tante sciocchezze, tanti elegantissimi infradito. E naturalmente la solita puzza sotto il naso, tipica di chi pensa di aver capito tutto dalla vita.



 
Sul palco, dunque, anche la spia dei servizi segreti (Renato Farina, nome in codice “betulla”). Massì, proprio lui che ha preso i soldi dal Sismi (per la cronaca: il Sismi attualmente è implicato in un rapimento). Perché si è scoperto anche questo: che il Farina (ciellino doc) veniva mandato a spiare i magistrati che indagavano su questa brutta storia, sebbene adesso lui si difende dicendo (pensa un pò tu cosa s'è inventato), di essersi sporcato le mani perché… "é cominciata la quarta guerra mondiale!”.
... Ecco infatti la sua incredibile (e stravagante) difesa dalle accuse: “Confesso, ho dato una mano ai servizi segreti… sono reduce da sette ore di interrogatorio, vorrei raccontarlo, ma è stato segretato... Quando è cominciata la quarta guerra mondiale, scatenata da Bin Laden, la mia ambizione è sempre stata, inconsciamente, quella di Karol Wojtyla: lui morire nei viaggi, io sul fronte, magari in Iraq… alla mia maniera: alé, in battaglia!... Si deve, se c’è in ballo il bene grande della nostra discendenza e tradizione,  per difendere questo nostro Paese e la sua civiltà cattolica!”


 Si può dire che l’umile agente “betulla” fosse stato amico di Wojtyla? Ebbene, ecco (quando nessuno ancora immaginava fosse una spia) le sue parole precise sul pontefice: Sono stato 30 volte sul suo aereo con lui, qualche volta mi ha chiamato nella sua cabina… c’è stata una profonda commistione… so che lui apprezzava i miei articoli. Mi hanno detto che una volta si è commosso per i miei resoconti di viaggio… Una volta mi disse, stringendomi il polso: ‘amico mio, abbiamo lo stesso compito!’. Voleva dire: portare Cristo nel mondo!…”.

Per la cronaca: Renato Farina è contrario ai pacs, ma forma una bellissima “coppia di fatto” con il Direttore di Libero (Vittorio Feltri). Non per niente Feltri ha definito l’agente “betulla” come il suo “moglio”. E quindi ne consegue che il Direttore di “Libero” è il marito (o marita?) di Renato.


  Al meeting dei ciellini era ospite pure un prete esorcista (padre Gabriele Amorth). L'esorciccio ha assicurato che Papa Karol ha scacciato tre demoni, e ha spiegato che anche Papa Ratzinger è molto interessato a questi riti. Poi ha raccontato della sua terribile lotta con Lucifero, che avrebbe più volte cercato di buttarlo giù dal letto (lui dice che è riuscito a salvare la pelle pregando la Madonna: il demonio avrebbe ceduto per primo - ha detto sempre il prete - perché “sono troppo protetto da Maria!”.

Non è tutto, la passerella è solo iniziata. Allora: al “party” c’erano anche tante vergini “per finta”, ma una lo era per davvero. Ebbene, da non crederci: è stata insultata proprio quella (la Paola Binetti, dell’Opus Dei!) . Le hanno urlato di tutto: "Giuda! Venduta!. La poveretta -spiegò Travaglio- aveva un solo torto: essere “una cattolica sventuratamente incensurata”.
... Ah, fischi anche per Rutelli (ex radicale, oggi cattolico convinto), e per il sindacalista Epifani (della CGIL)
.

 A dirigere le danze, in quel di Rimini, c’era un maestro delle cerimonie d'eccezione: quello stravagante di  Oscar Giannino. Sotto la sua direzione artistica si son viste tante pacche sulle spalle, e si è scoperto che oggi è devoto a Cl perfino Alessandro Preziosi (il belloccio ha annunciato una fiction su Medjugorje: alleluia!).


 
In teoria i ciellini non sono schierati politicamente. Lo ribadiscono ogni anno. Tra loro -assicurano- ci sarebbe anche chi vota a sinistra (sul serio? E chi? Davvero vogliono darla a bere?). Ma la realtà è diversa, e questi vanno tutti a destra, benché in ordine sparso e senza dare nell'occhio. Infatti erano tutti d’accordo nel fingere di dialogare col povero Bersani (che chiamavano confidenzialmente Pierluigi, per illuderlo meglio, poverino!).
... E si capisce: un komunista dovevano sopportarlo, perché la Compagnia delle Opere (braccio economico di Cl) è astutamente alleata con le Coop rosse. E ci credo: mica scemi i ciellini! Collaborare con le strutture komuniste aiuta ad avere - anche dove non si è potenti - gli agganci giusti.
Perché sul fondamentale questi qui sono tutti d’accordo: bisogna unire l’utile (gli affari), al dilettevole (i soldi che gli affari procurano). Dopodiché, i ciellini sono tutti fanaticamente uniti nel dire no, assolutamente no ai pacs (anche lo zio Andreotti ha stabilito che i “patti civili” sono “stravaganti!”, e questo evidentemente basta e avanza per sentirsi a posto con Dio).

 L
ogico, invece, che su tutte le altre brutture (guerra, cattive compagnie, spionaggi, inciuci, scandali vari…) i ciellini possono anche scendere a qualche compromesso (massì, che sarà mai!). Ed è ovvio che tutto questo loro lo fanno per amore del vangelo. Nel nome del Dio di don Giussani (fondatore di Cl, per gli amici Giùs).

  Il titolo che è stato dato a questa “festa in maschera”? Era così lungo che bisognava prendere fiato prima di leggerlo! Ecco l’incredibile solfa: ”La ragione è esigenza di infinito, e culmina nel sospiro e nel presentimento che questo infinito si manifesti”.
…Che bella frase! Di chi era mai questa meravigliosa perla di saggezza? Ma del Giùs, naturalmente! Di quel mons. Giussani che i ciellini vorrebbero “santo subito”.


  Ma insomma, oltre a tutti questi meravigliosi effetti speciali, ci sarà stata qualche dolente nota? Ecco, sì, diciamo che purtroppo sono state poche le preghiere (e questo davvero non depone a favore di chi dovrebbe annunciare la buona novella!). Evidentemente non c’era proprio tempo per le avemarie. Evidentemente erano tutti occupati ad ascoltare il “Vangelo secondo Silvio” (ma certo, il vangelo secondo Silvio, perché era stato invitato pure il cavaliere, peraltro applauditissimo da quella platea di sedicenti kattolici).
... Però, che schifo: il piduista ha spiegato di essere “l’uomo della Provvidenza” (su questo ha chiamato a testimone don Giussani, che per ovvie ragioni non può né confermare né smentire alcunché), e per rendersi simpatico il Cavaliere ha evocato nuovamente il fantasma komunista. Inoltre: è ritornato a cianciare sui presunti brogli elettorali, e ha avuto l’ardire (il divorziato Silvio!), di cianciare sull’Italia che ha da essere “cattolica e degli Italiani”. Per poi - ogni salmi finisce in gloria - dire no alla società multietnica (di nuovo alleluia!).


  E sulla questione Iraq, di grazia? Ebbene: Berlusca ha sostenuto di aver provato a convincere Bush a non dichiarare guerra. Purtroppo - chissà come mai - non c'è riuscito. Anzi, alla fine ha dovuto desistere perché dopo un’ora e venti di discussione con l'amico George, Silviuccio aveva capito che stava “compromettendo l’amore che ognuno portava all’altro” (nientemeno!)
... E quindi, proprio per questo, gli ha dovuto raccontare
(cosa non si fa per amore), la trucidissima barzelletta sul mantello insanguinato di Cappuccetto Rosso. Che poi, naturalmente, ha raccontato anche ai ciellini).
 
  Accidenti, però, questi ipocriti hanno applaudito tutto quel che usciva dalla bocca sporcacciona del cavaliere. Si son bevuti tutto: la sua (fasulla) chioma, il sondaggio che darebbe vincente la Cdl,
il mantello insanguinato di cappucceto rosso. Hanno creduto a tutte le balle che ha raccontato il kazzaro. Gi hanno dedicato perfino le magliette (“Silvio forever”), un “po-po-po” , e il tradizionale “chi non salta Komunista è”.
... Proprio così: per il miliardario ipocrita e lazzarone zero fischi: e poi questi bugiardi patentati dicono di non essere schierati!


  U
ltimo glorioso capitolo: l'assenza del ciellino Antonio Socci, che aveva protestato prima ancora che si aprissero le danze. Infatti, il giornalista aveva già avvertito che sarebbe rimasto a casa (per la troppa politica, ha spiegato!).
... Anche divertente, il buon Socci: sul Berlusca sedicente cattolico (e presunto erede di don Sturzo), all'indomani del meeting ha sentenziato: “Berlusconi uomo
della provvidenza? Penso che don Giussani non abbia detto nulla di simile!”. Poi, ancora più velenoso: "Certo che il Cavaliere danzante, in veste da Tuareg o con bandana, può far simpatia… ma attenzione a non esagerare! Altrimenti, la distanza tra don Sturzo e don Lurio rischia di ridursi pericolosamente!”.
Diavolo di un Antonio Socci: colpire il cavaliere sul suo punto debole: sa benissimo che don Lurio era un po’ nano (come del resto anche il Berluska, che ne soffre tanto, poverino!)

                        
Pellizzer (con nano-fastidio)

martedì 24 gennaio 2012

ITALIA CROCEFISSA




Dai mei vecchi post su "Splinder"
"ITALIA CROCEFISSA"
(di giovedì 2 marzo 2006)


Marzo 2006: il Consiglio di Stato spiega che il crocefisso nelle scuole è "simbolo di laicità". E quindi resta dov'è.
A parte i soliti quattro gatti (cioè gli atei), l'opinione pubblica applaude con gioia: "Evviva! Che bello! Il crocefisso rimane al suo posto!".

... Bene, con il dovuto rispetto, a questo punto si impongono alcune riflessioni.



  Il crocefisso può essere considerato ( non sempre, come vedremo), simbolo di pace, di amore, di fratellanza. Ma mai di laicità!
... Se non è laico neppure il papa, può esserlo il Cristo dei vangeli rappresentato nel crocefisso?

  Nei paesi civili, diversamente che da noi, il crocefisso (la croce con il Cristo morto) è simbolo -non l'unico, né il più importante- della fede. Ma viene esposto con discrezione, e non nei luoghi dello stato (non sui muri dei palazzi che, di fatto, appartengono a tutti  e perciò devono essere "neutrali".
... Nei paesi civili la croce non è oggetto di devozione (e tantomeno di adorazione), perchè lì non si predica un Cristo morto, ma un Cristo risorto. E in quei Paesi ritengono che non può essere imposto chi -il Gesù dei vangeli- si è sempre e solo proposto.

  Un Cristo "laicizzato" è un Cristo omologato, privato della sua carica "eversiva".
Può essere credibile un Gesù che mette d'accordo tutti? Non è scandaloso che tanti "atei devoti" difendano il crocefisso con squallide motivazioni? Magari solo in chiave anti-islam? O solo perchè lo considerano un bellissimo sopramobile?
E non bestemmia chi dice che il crocefisso è "arte-cultura-storia-radici-tradizione"?
... Se è per questo: anche il "ratto di Ganimede" è arte e cultura! Invece la Santa Inquisizione è storia e "radici" (e che gran brutte radici!)
E la polenta e il mandolino  sono anch'esse antiche tradizioni, ma la fede (per chi ce l'ha) è ben altra cosa!


  Il Gesù dei vangeli si scontrò con l'ordine costituito, cioè con il clero inciuciato allo stato. E invece oggi il Gesù del crocefisso viene imposto dalle autorità  (civili e religiose) per sentirsi autorizzati nelle loro politiche (magari giuste, magari sporche!).
... Lo fanno per sentirsi giustificati quando si sfruttano a vicenda. E solo per questo ritroveremo il crocefisso anche al seggio elettorale!

  Il crocefisso può turbare molti italiani che han cambiato religione, e che non credono che Gesù è morto in croce (testimoni di Geova, islamici, ecc.).
... Il crocefisso può dar fastidio agli italiani atei, che non vogliono i loro figli condizionati (a scuola) da idee che -dicono loro- sono "droga".

  Alzando al cielo il crocefisso, che sono stati zittiti, umiliati, torturati, arsi vivi i nostri padri. O i padri dei nostri padri.
... Ogni guerra ha avuto il suo simbolo religioso, spesso era proprio la croce. Anche oggi, in Iraq.

  Il Vaticano stesso dovrebbe togliere il crocefisso dal muro "di Cesare" (cioè dello stato)... per riportarlo sull'altare "di Dio"!
... Ammesso che in chiesa Gesù si senta a suo agio!

  Infine, la triste realtà: oggi come ieri clero e stato si inciuciano. E chiedono al Cristo della croce di far loro -come si suol dire- "da palo".
... Cosa volevasi dimostrare? Che non c'è più religione!

lunedì 2 gennaio 2012

FEDE & PAPPAGALLI

Don Verzé incantava i polli, i cantanti, e pure i professori (Massimo Cacciari in primis). Don Verzé aveva capito di essere immortale (grazie allo studio della Bibbia, e attraverso i suoi colloqui con Dio). Don Verzé voleva farci arrivare fino a 120 anni (Berlusconi fino a 150, affinché potesse mettere a posto l’Italia “un po’ per volta”). Don Verzé si era fatto la voliera con i pappagalli, e pure l’aereo (con cui andava in Brasile, dove qualche suo collaboratore dicono cercasse le “ragazzine”). 


Don Verzé era circondato da professionisti di prim’ordine (come no: ad esempio la Minetti, che poi abbiamo rivisto ai bunga-bunga presidenziali!). Don Verzé è morto di dolore proprio quando la sua opera andava all’asta (in effetti è molto strano: perché proprio quel giorno e non quando hanno pubblicato le sue intercettazioni? O quando si è suicidato il suo vice? O quando è stato costretto a dimettersi? O addirittura quando era stato attaccato per aver offerto una cattedra alla neo-laureata Barbara Berlusconi? O in qualunque altro giorno in cui, da mesi, stava sulla graticola?).

Don Verzé era un semplice prete, eppure si paragonava a Cristo. E nonostante tutto quel che si è saputo (e quel che si poteva immaginare), ancora oggi il filosofo Cacciari sostiene che questo imbonitore “era appassionato di cultura e di ricerca”!
… Forse tutto questo è la prova che i professori dovrebbero tornare a scuola (vale anche per l’eccellentissimo Ernesto Galli Della Loggia, sia chiaro). E forse tutti questi signori dovrebbero rileggersi i vaneggiamenti dell’immortal sacerdote. Magari l’intervista in cui lui aveva rivelato che due monsignori, in caso di fallimento del San Raffaele, gli avevano consigliato il suicidio.    




Dall’intervista di Claudio Sabelli Fioretti a don Luigi Verzé 
(pubblicata su "La Stampa")  

Ho letto che in curia la consideravano "un maneggione e un affarista col pallino dell'albergatore".
Una volta mi chiamarono a Roma, per sottopormi a un giudizio. Erano due monsignori di un "sacro dicastero" […]. Sono salito tremante per quelle scale. Mi hanno fatto un esame di due ore ... Alla fine mi dissero: non si faccia intimorire dal cardinale Montini. Deve solo temere che la sua opera faccia fallimento. Io dissi: "E se fallisco?" Uno dei due mi disse: "Se fallisce, un giorno prima si butti dalla finestra del quarto piano". L'altro disse: "Meglio che si compri subito una pistola e prima di fallire si spari". Santa Madre Chiesa! Sacro Dicastero!
 Lei ha detto una volta: "Sento che non morirò". Cosa voleva intendere?
Io sento che non morirò, ma ho una preoccupazione: che cosa farò quando sarò nell'eternità? Ho il terrore di stufarmi. 
  Lei vuole fare arrivare l'uomo a 120 anni.
Matusalemme quanti anni ha vissuto?
 Crede veramente che Matusalemme sia vissuto 969 anni?
Poi le generazioni si sono stabilizzate sui 120 anni di media. Noi possiamo tornare a questa media. La scienza ci aiuterà.
 Ma non è vero che vivevano 120 anni!
Io credo a quello che è scritto. E' ispirazione di Dio.
 Parliamo dei 120 anni.
E' scientificamente provato che si può arrivare a un'età media di 120 anni. Siamo arrivati alla mappatura del genoma. Io leggo il suo genoma anche quando è bambino. Sono 30 mila geni e se vedo una mutazione di geni, allora vado a cercare il perché" […].  Silvio Berlusconi mi ha chiesto di farlo campare fino a 150 anni. Lui pensa che arrivando a 150 anni metterà a posto l'Italia.
 Ma se non ce l'ha fatta finora...
Un po' per volta.
 Fermo restando che lei non muore prima dei 150 anni, come vuole morire?
Ho un patto con Gesù. Non l'ho mai detto a nessuno.
 Ottima occasione per dirlo a me.
Una volta ho detto al Signore: "Basta Signore, sono troppo vecchio". Cinque anni fa.
 E lui?
Mi ha detto: "Comportati come uno che ha vent'anni. Il tempo è mio". Lei che cosa avrebbe risposto?
 Non ho queste conversazioni.
Io ho risposto: va bene.

sabato 31 dicembre 2011

LE STELLE CI IMBROGLIANO


Come da tradizione, alla fine di ogni anno il "Cicap" dimostra la stupidità di oroscopi e oroscopari. A tal fine passa in rassegna tutte le previsioni astrologiche che erano state fatte un anno fa, e puntualmente quelle si rivelano delle perfette minchiate. 
... In questo modo questi studiosi smascherano tutti quei maghi e maghetti (dalla sensitiva Teodora Stefanova al divino Otelma), che ci fanno perdere tanto tempo prezioso. 



“Gi astrologi continuano a sbagliare”
Dal sito del Cicap ( http://www.cicap.org )
  «Segnali di ripresa rispetto al 2011», «la ripresa economica si intravede… da giugno a dicembre», «annata di tendenziale espansione per USA, Cina e India nel primo semestre, e per Germania ed Europa in generale nel secondo semestre», «a partire dalla primavera l'economia conoscerà un netto miglioramento». L’ottimismo è una caratteristica quasi costante delle previsioni astrologiche, come queste pubblicate su Astra a gennaio 2011 e sull’Almanacco di Barbanera; molto meno lo è azzeccare quello che poi succederà davvero […].
Com’è ormai tradizione, anche quest’anno il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) ha raccolto e verificato le previsioni relative all’anno appena trascorso, fatte dai più noti astrologi e veggenti italiani.Parlando di politica, italiana e internazionale: Mauro Iacoboni sul Sole 24 ore aveva previsto nuove elezioni tra giugno ed i primi di luglio, grazie alla separazione della Lega. Anche il Divino Otelma aveva apparentemente previsto elezioni, con il dettaglio che la legge elettorale sarebbe stata più o meno la stessa; ma il linguaggio criptico («La pugna cartacea 2011 … non scioglierà il Nodo Gordiano») rende incerta l’interpretazione. Luciano Sampietro, interprete di Nostradamus, aveva previsto la caduta del Re del Marocco, che invece è stato uno dei paesi immuni dalla “primavera araba”.
  L’Almanacco di Barbanera è un profluvio di previsioni, per lo più sbagliate: «novità positive riguarderanno la magistratura, l'istituzione matrimoniale, ma anche le coppie di fatto saranno oggetto di leggi dalla loro parte», che non sembrano esserci state (anche il Divino Otelma aveva previsto l’istituzione dei DICO nel 2011); il 21 maggio «Giove entra nel Toro e, incoraggiando i consumi (soprattutto quelli di massa) incrementa la produzione. In Italia e più in generale in Europa si assiste a un consistente rafforzamento della moneta comunitaria». Per luglio-agosto «in Italia l'economia, trainata dal settore degli investimenti immobiliari, sarà protagonista di una netta ripresa». Per novembre la previsione è che «anche la situazione economica continua a manifestare una ripresa consistente. Il motore saranno gli Stati Uniti che trascineranno con sé buona parte dell’Europa, Italia inclusa» [...].

  I
l Divino Otelma, tra molte previsioni che avrebbe potuto fare chiunque o scontatamente vere (come i due grandi classici
«nuovi gravi scandali coinvolgeranno esponenti del Palazzo» e «scosse telluriche nel Giugno e Settembre ma di modesta incidenza», non passa giorno senza che in Italia ci sia qualche piccolo terremoto senza conseguenze) ha previsto più volte elezioni verso l’ultimo periodo dell’anno, e un attentato (non mortale) al primo ministro inglese.

La sensitiva Teodora Stefanova, fedelissima di Canale 5, attraverso le confidenze dell’alieno Unilsan ha visto nel 2011 l’anno della rinascita di Berlusconi, grazie all’alleanza con Casini e Rutelli a maggio. Il PdL avrebbe cambiato nome, Saviano e Montezemolo sarebbero entrati in politica, sarebbe iniziata la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, sarebbero stati risolti tutti i problemi a L’Aquila e la “monnezza” sarebbe sparita entro gennaio 2011 dalle strade di Napoli [...].

domenica 18 dicembre 2011

FURFANTI

Pensiero stupendo, pensiero ateo, lasciatoci dal grande Christopher Hitchens (1949-2011). 
... Su Vanity Fair ha spiegato che quando aveva saputo di avere un cancro si era chiesto: «Veramente non potrò assistere al matrimonio dei miei figli? Né potrò scrivere il necrologio di vecchi furfanti come Kissinger e Ratzinger?».

domenica 11 dicembre 2011

TUTTI PRIVILEGIATI

Checché ne dica l'eccentrico Oscar Giannino, Santa Romana Chiesa non paga l’Ici (ma anche i sindacati fanno i furbi, e bisogna aggiungere che alle sovvenzioni non rinunciano né i giornali né i radicali).



Oscar Giannino e il cattolico “Avvenire”  si sforzano di negare i privilegi della Chiesa sull’Ici. Dal che se ne deduce che questi cianciano di economia (l’eccentrico giornalista), e di etica (il quotidiano dei vescovi). Ma non sanno far di conto, soprattutto non sanno fare i conti con la loro coscienza.
… D’altra parte, che non si potesse snobbare la questione dell’Ici lo ha capito anche il cardinal Bagnasco, che infatti si è detto disponibile a discutere sulla questione (e a quel punto Mario Staderini, segretario del Partito Radicale, ha dichiarato: «Al cardinale vorrei ricordare che c’è poco da discutere e puntualizzare. Una legge italiana non deve essere certo contrattata con la Cei!»).

O
scar Giannino di coraggio ne ha parecchio. Lo si capisce da come si veste, ma soprattutto dalle posizioni che prende. Per dire: all’indomani del devastante terremoto in Giappone ha scritto su “Il Messaggero” un editoriale dal titolo “Test superato: nucleare sicuro, è la prova del nove”. Che si sbagliasse lo si è capito solo dopo, ma intanto lui l’aveva già sparata la sua colorata mazzata!
Pure Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”, ha sprezzo del ridicolo. Visto che ha negato le furbate della Chiesa difendendo le presunte “attività solidali e culturali svolte senza l’obiettivo di guadagnarci”.
… Già, ma il problema è capire quali sono le “attività” che – sempre secondo Santa Romana Chiesa – sarebbero completamente gratuite. Perché il clero cattolico si fa pagare di tutto e di più, vuoi con le elemosine dei poveracci, vuoi vendendo l’indulgenza ai potenti. E perché loro il tempio lo hanno sempre profanato (nei giorni pari si travestono da sacerdoti, nei dispari fanno i mercanti.).
Inoltre: con la scusa di proteggere quelli che chiamano i “principi non negoziabili” , questi ipocriti si sono sempre inciuciati al principe di turno (volutamente mischiando quel che bisogna “dare a Cesare”, e quel che “è di Dio”).


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Dedico questo post prima di tutto a don Verzé, lui sa perché (fa pure rima). Poi lo dedico a Massimo Gramellini, che su “La Stampa” ha tirato in ballo i sindacati e i loro innegabili privilegi scrivendo: «La vecchina che va nella sede più vicina del sindacato a lamentarsi che le hanno congelato la pensione e raddoppiato l’imposta sulla casa, è al corrente che per quella sede il sindacato non paga l’Ici?»
Inoltre: dedico questo post ai direttori dei quotidiani “Manifesto” e “Liberazione” (che in questo momento di sacrifici hanno firmato un appello assieme ad “Avvenire” per vedersi ancora riconosciuto il finanziamento pubblico). E infine, lo dedico ai valorosi Radicali, che tanto hanno fatto per farci conoscere i privilegi della Chiesa e dei sindacati (ma che intanto non vogliono rinunciare alle sovvenzioni dello Stato alla loro radio: ma che bravi anche loro!).

lunedì 5 dicembre 2011

MISSIONE MAFIOSA

Diavolo di un don Verzé. E' amico di Silvio Berluska, ma anche di Vendola (per la serie "o Franza o Spagna purché se magna"). 
... Don Verzé, il prete con la “coscienza accogliente”, il sacerdote “in missione mafiosa per conto di Dio” (perché le vie del Signore sono infinite!).



A proposito di don Verzé (e a proposito delle incredibili intercettazioni che lo hanno inguaiato definitivamente), ecco come ha descritto il sacerdote (sul quotidiano “Il Fatto Quotidiano”) Lidia Ravera: «Lui non cessa di incensare la sua umile persona. Avrebbe “donato una sanità dignitosa ai poveri”. Con una bancarotta da 1,5 miliardi di euro, una condanna per abusivismo edilizio e il suicidio del suo braccio destro sulla coscienza? Non importa, Certi preti hanno coscienze accoglienti».

Altro pensiero stupendo. Quello di Francesco Merlo. Che sul quotidiano “La Repubblica” ha descritto il prete con queste fulminanti parole:
«Don Verzé  non parla come un Marcinkus alle prese con la volatilità della finanza ma come un capobastone, un campiere  che controlla il territorio: “la Moratti, l’ho convinta io a fare il sindaco”, “il cardinale Tettamanzi l’ho fatto venire io a Milano”,  e Formigoni, che il faccendiere di don Verzé  ospita nel suo yacht, è sotto controllo perché “l’abbiamo salvato noi”. E Berlusconi  “dono di Dio” è  “legatissimo alla famiglia”, anche se, “ha fatto qualche giro di valzer”.
Ecco: Dio non si cura del sesso quando si fanno affari. Perché appunto il verbo si è fatto carne. Ma non bisogna credere che don Verzé sia un ateo mascherato e che tutti quei suoi libri di dottrina siano solo copertura. E’ al contrario un devoto in missione mafiosa per conto di Dio perché le vie della provvidenza sono infinite e se c’è la necessità di un attentato, beh, Dio non è certo un moralista. Don Verzé è come quei preti medievali che, convinti di essere illuminati dalla grazia , commettevano in nome di Dio ogni nefandezza, vivevano a statuto speciale, in sospensione dei peccati,  in deroga».