Si sapeva che gli innamorati possono contare su San Valentino, ma ora sappiamo che c'è un santo anche per i single (e il loro protettore è nel mitico nord-est, è in Veneto, ed è Sant'Antonio!).
... E chi l'avrebbe mai detto che il Santo di Padova si adopera per risolvere anche di queste incombenze? Chi l'avrebbe mai immaginato che invocandolo si può trovare la morosa o il moroso?
Pare che questa bizzarra superstizione sia nata in Brasile, dove - racconta un certo Padre Joao, attraverso il Corriere della Sera - le ragazze nubili "mettono la statua di Antonio a testa in giù o gli tolgono Gesù Bambino dalle braccia finché non concede loro la grazia di un marito".
... E allora adesso, ispirati da questa minchiata, anche nella basilica padovana (e invitati dal clero locale), i single si incontrano per invocare il miracolo di Sant'Antonio "casamenteiro" (Sant'Antonio che ti "accasa").
Il Corriere riporta l'allucinante testimonianza di una ragazza che ha partecipato a questa festa propiziatrice (in cui si recita la preghiera "si quaeris miracula").
... Si chiama Gaia Galante, ha 37 anni, e sorridendo ci fa capire le spinte ideali (si fa per dire), che stanno alla base di questo patetico pellegrinaggio: "Io rappresento una sfida per Sant'Antonio, sono atea e comunista. Mi ha mandato qui la mia amica Francesca, attivista del Centro sociale Pedro di Padova e compagna di Stefano, il responsabile del Centro sociale Bruno di Trento. Giuro che se trovo marito, mi converto. Ho un carattere dominante, gli uomini scappano. Mia mamma ha voglia di accendere ceri, non mi si piglia nessuno".
Sono un profugo di Splinder. Quando mi hanno annunciato lo sfratto da quella piattaforma, lo ammetto, sono andato in paranoia (perché non sapevo dove mettere in salvo la mia mercanzia). Se non do fastidio, avrei pensato di parcheggiare qua un po' della mia roba. Inoltre, sempre se c'è spazio, avrei anche dell'altro: alcune cosette che ho trovato strada facendo, mentre ero alla ricerca di un nuovo riparo, e naturalmente anche tutte le cianfrusaglie che domani mi venisse in mente di raccogliere
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martedì 25 giugno 2019
domenica 1 maggio 2016
SAVIANO ATEO-DEVOTO
IL QUOTIDIANO "IL MANIFESTO" HA PUBBLICATO LA LETTERA IN CUI HO ESPRESSO IL MIO STUPORE PER QUANTO HA DICHIARATO - SU SAN GENNARO, SANTO CHE PIACE TANTO ANCHE AI MARIUOLI - LO SCRITTORE ROBERTO SAVIANO.
Peraltro, Saviano (che si proclama ateo, ed è sotto scorta per il suo eroico impegno contro la camorra), ha sempre fatto le pulci a Matteuccio Renzi per la sua presunta “narrazione” politica. Ma col suo recente spettacolo “Sanghenapule” Saviano ha anche sostanzialmente celebrato il miracolo “da sceneggiata” del prodigioso sangue.
... Già, il sangue (presunto sangue!), di quel Gennariello pazzerello che si è sempre burlato di una città che pure lo ha ricoperto d’oro. Perché, bisognerà dirlo, il santo si scioglie quando viene trastullato da un porporato, ma non è mai riuscito a far sparire la camorra o almeno n po’ di monnezza. E dunque, com’è possibile che uno come Saviano non colga il pericolo di certa devozione isterica, piagnucolosa, ruffiana, e (per certe recenti polemiche sul “tesoro” del santo) anche parecchio scandalosa?
DAL QUOTIDIANO "IL MANIFESTO"
(venerdì 22-4-2016, rubrica lettere al giornale)
«Gentile Redazione, sarebbe già grave se Saviano spiegasse la devozione a San Gennaro col distacco di un antropologo. Perché lui è la coscienza critica di Napoli, e non può ignorare che quella religiosità sanguinolenta alimenta - fra l’altro - il fatalismo e la superstizione della città. Invece Saviano insiste a parlare -con stima ed affetto!- di questo santo che piace tanto pure ai mariuoli (testuale: «Verso San Gennaro ho una specie di feticismo. Lui capisce talmente tanto che ti ascolta anche quando - disperato - chiedi la grazia per poter rubare».
Ora, da agnostico capisco che lo scrittore (sedicente ateo) considera i credenti dei bambini ingenui a cui dare un buffetto sulla guancia. Ma i Napoletani adulti e vaccinati, davvero gradiscono questi paternalismi? Oggi, mentre la Chiesa condanna la falsa religiosità dei boss (e prova a riappropriarsi di un san Gennaro stralunato e forse mai esistito), Saviano difende chi lo proclama “roba nostra" (mi riferisco - che tristezza! - alla querelle tra il cardinale Sepe e la cosiddetta “deputazione”: un club di parrucconi che ritengono di avere per l'eternità il monopolio sul cosiddetto “tesoro di San Gennaro”)».
Natale Pellizzer
Peraltro, Saviano (che si proclama ateo, ed è sotto scorta per il suo eroico impegno contro la camorra), ha sempre fatto le pulci a Matteuccio Renzi per la sua presunta “narrazione” politica. Ma col suo recente spettacolo “Sanghenapule” Saviano ha anche sostanzialmente celebrato il miracolo “da sceneggiata” del prodigioso sangue.
... Già, il sangue (presunto sangue!), di quel Gennariello pazzerello che si è sempre burlato di una città che pure lo ha ricoperto d’oro. Perché, bisognerà dirlo, il santo si scioglie quando viene trastullato da un porporato, ma non è mai riuscito a far sparire la camorra o almeno n po’ di monnezza. E dunque, com’è possibile che uno come Saviano non colga il pericolo di certa devozione isterica, piagnucolosa, ruffiana, e (per certe recenti polemiche sul “tesoro” del santo) anche parecchio scandalosa?
DAL QUOTIDIANO "IL MANIFESTO"
(venerdì 22-4-2016, rubrica lettere al giornale)
«Gentile Redazione, sarebbe già grave se Saviano spiegasse la devozione a San Gennaro col distacco di un antropologo. Perché lui è la coscienza critica di Napoli, e non può ignorare che quella religiosità sanguinolenta alimenta - fra l’altro - il fatalismo e la superstizione della città. Invece Saviano insiste a parlare -con stima ed affetto!- di questo santo che piace tanto pure ai mariuoli (testuale: «Verso San Gennaro ho una specie di feticismo. Lui capisce talmente tanto che ti ascolta anche quando - disperato - chiedi la grazia per poter rubare».
Ora, da agnostico capisco che lo scrittore (sedicente ateo) considera i credenti dei bambini ingenui a cui dare un buffetto sulla guancia. Ma i Napoletani adulti e vaccinati, davvero gradiscono questi paternalismi? Oggi, mentre la Chiesa condanna la falsa religiosità dei boss (e prova a riappropriarsi di un san Gennaro stralunato e forse mai esistito), Saviano difende chi lo proclama “roba nostra" (mi riferisco - che tristezza! - alla querelle tra il cardinale Sepe e la cosiddetta “deputazione”: un club di parrucconi che ritengono di avere per l'eternità il monopolio sul cosiddetto “tesoro di San Gennaro”)».
Natale Pellizzer
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martedì 9 febbraio 2016
RISPETTO
Parole sante, santissime, quello di Emma Bonino. Intervistata su “Repubblica”, la politica ha dichiarato: «Ho sempre presente Viola, una
signora che all’Associazione Luca Coscioni, cui si era rivolta, chiedeva: “Se
posso dare un rene, perché non posso aiutare mia figlia prestando il mio
utero?”».
… E dopo aver riferito questo episodio,la Bonino ha così concluso il discorso: «Quando ci
si occupa di questioni affettive private serve più rispetto. Bisogna saper
guardare esperienze, dolori, mancanze degli altri senza pontificare».
… E dopo aver riferito questo episodio,
martedì 1 settembre 2015
ELENA DEI CAMERATI
Il quotidiano veneto “Il Gazzettino” ha pubblicato nei giorni scorsi la lettera (qui sotto), in cui mi dicevo d’accordo con quanti, nel Partito Democratico, hanno chiesto le dimissioni della consigliera regionale all’Istruzione Elena Donazzan.
... La faccenda è nota: la Donazzan aveva raccontato su Facebook di essere stata derubata dai “marocchini di merda” (e fin qui, passi!), ma subito dopo, per il linguaggio usato (“da caserma”, secondo Alessandra Moretti), ha nuovamente lasciato trasparire le sue idee fascisteggianti. Che sono assolutamente inconciliabili con chi dovrebbe credere alla Democrazia (visto che ci campa sopra, peraltro a nostre spese).
_______________________________________
«Molti rivelano le loro inconfessabili passioni quando sono ubriachi. O quando sono arrabbiati. L’assessore all’istruzione Elena Donazzan ha ragione: se un marocchino mi ruba la bicicletta, è un “marocchino di m.”. E io aggiungo che un italiano che mi imbroglia è un “italiano di m.”. Ma la Donazzan – che evidentemente ha potuto identificare chi l’ha derubata, perché è certa delle sue origini magrebine – adesso denunci il “pericolo pubblico”, facendo nome e cognome. E subito dopo, però, si dimetta. Perché tirando in ballo i suoi amici “camerati” (che considera baluardi di giustizia), ha ribadito ancora una volta che il suo cuore rimpiange altre epoche a altre (odiose) politiche. Non si può sputare nel piatto in cui si mangia. Non si può rappresentare la Democrazia (e mangiarci sopra, a nostre spese), se pubblicamente la si snobba e intimamente la si disprezza».
Natale Pellizzer
... La faccenda è nota: la Donazzan aveva raccontato su Facebook di essere stata derubata dai “marocchini di merda” (e fin qui, passi!), ma subito dopo, per il linguaggio usato (“da caserma”, secondo Alessandra Moretti), ha nuovamente lasciato trasparire le sue idee fascisteggianti. Che sono assolutamente inconciliabili con chi dovrebbe credere alla Democrazia (visto che ci campa sopra, peraltro a nostre spese).
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«Molti rivelano le loro inconfessabili passioni quando sono ubriachi. O quando sono arrabbiati. L’assessore all’istruzione Elena Donazzan ha ragione: se un marocchino mi ruba la bicicletta, è un “marocchino di m.”. E io aggiungo che un italiano che mi imbroglia è un “italiano di m.”. Ma la Donazzan – che evidentemente ha potuto identificare chi l’ha derubata, perché è certa delle sue origini magrebine – adesso denunci il “pericolo pubblico”, facendo nome e cognome. E subito dopo, però, si dimetta. Perché tirando in ballo i suoi amici “camerati” (che considera baluardi di giustizia), ha ribadito ancora una volta che il suo cuore rimpiange altre epoche a altre (odiose) politiche. Non si può sputare nel piatto in cui si mangia. Non si può rappresentare la Democrazia (e mangiarci sopra, a nostre spese), se pubblicamente la si snobba e intimamente la si disprezza».
Natale Pellizzer
mercoledì 12 agosto 2015
IL LEONE CHE MANGIA IL VANGELO
I leghisti tipo Luca Zaia (governatore del Veneto), e Matteo Salvini (segretario federale del Carroccio), hanno risposto come hanno potuto ai meritati rimproveri dei vescovi (il segretario della Cei Nunzio Galantino li aveva definiti "Piazzisti da quattro soldi che pur di prendere voti, di raccattare voti, dicono cose straordinariamente insulse!").
D'altra parte, anche se la Lega va forte nei sondaggi (ma solo perché parla alla pancia della ‘ggente), non riuscirà mai a conciliare le strombazzate “radici cristiane” (che peraltro difende solo a parole), con l’egoismo e la cattiveria che trasuda quotidianamente nei suoi proclami.
Del resto, Zaia si oppone agli Ogm (che invece Papa Bergoglio non demonizza affatto), per la stessa ragione per cui difende il crocefisso. Ovvero: perché deve apparire difensore del rassicurante “piccolo mondo antico” (che piace tanto agli elettori meno riflessivi e più rancorosi).
Funziona così, purtroppo, in una certa Italia che si proclama cattolica anche se non apre mai il Vangelo (e invece preferisce leggere gli oroscopi, e credere alle Wannemarchi urlanti). Per non parlare dei tanti ignoranti per professione, tipo quell'Adriano Celentano che prima difende il pericoloso metodo Stamina (del ciarlatano Davide Vannoni) e poi strizza l’occhio a Salvini.
... Proprio a proposito di Zaia, Salvini, e Celentano: tempo fa il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia) ha pubblicato una lettera (che ripropongo qui sotto), in cui ho ricordato appunto tutte queste penose contraddizioni
«Cara Dagospia, nel mio Veneto ha stravinto il leghista “dal volto umano” Luca Zaia. Lui, più garbato ma anche più bigotto di Salvini (difende crocefissi, presepi, e referendum indipendentisti, si batte contro Ogm e pillole abortive…), viene da quel partito impresentabile che fino a ieri, qui da noi, inneggiava al “leòn che magna el teròn” (il leone che mangia il terrone). E che invece, oggi, cerca di ruffianarsi il Sud (per meglio fotterlo nuovamente). Peraltro: oggi come ieri tutti costoro insistono a stringere patti con la “Roma ladrona” di Berluska (che assumeva Mangano, salvava il culetto a Ruby Mubarak, ecc.).
Morale: la Polentonia (non solo il Veneto rancoroso, credulone, e superstizioso), ha dimenticato velocemente i diamanti africani, le lauree in Albania, e tutto il resto. Per sognare il ritorno alla Lira (del “piccolo mondo antico”), e per infierire sui Rom (sfruttati da mafia capitale prima, e dalla propaganda del Carroccio dopo). E se perfino il cattolico Adriano Celentano ha dichiarato di “pensare a Salvini” (dopo aver tifato per quell’altro buffone di Grillo, e dopo aver difeso il metodo Stamina del ciarlatano Vannoni), deduco che l’Italia confusa e felice se la merita proprio, ‘sta Lega!»
D'altra parte, anche se la Lega va forte nei sondaggi (ma solo perché parla alla pancia della ‘ggente), non riuscirà mai a conciliare le strombazzate “radici cristiane” (che peraltro difende solo a parole), con l’egoismo e la cattiveria che trasuda quotidianamente nei suoi proclami.
Del resto, Zaia si oppone agli Ogm (che invece Papa Bergoglio non demonizza affatto), per la stessa ragione per cui difende il crocefisso. Ovvero: perché deve apparire difensore del rassicurante “piccolo mondo antico” (che piace tanto agli elettori meno riflessivi e più rancorosi).
Funziona così, purtroppo, in una certa Italia che si proclama cattolica anche se non apre mai il Vangelo (e invece preferisce leggere gli oroscopi, e credere alle Wannemarchi urlanti). Per non parlare dei tanti ignoranti per professione, tipo quell'Adriano Celentano che prima difende il pericoloso metodo Stamina (del ciarlatano Davide Vannoni) e poi strizza l’occhio a Salvini.
... Proprio a proposito di Zaia, Salvini, e Celentano: tempo fa il sito di Roberto D’Agostino (Dagospia) ha pubblicato una lettera (che ripropongo qui sotto), in cui ho ricordato appunto tutte queste penose contraddizioni
«Cara Dagospia, nel mio Veneto ha stravinto il leghista “dal volto umano” Luca Zaia. Lui, più garbato ma anche più bigotto di Salvini (difende crocefissi, presepi, e referendum indipendentisti, si batte contro Ogm e pillole abortive…), viene da quel partito impresentabile che fino a ieri, qui da noi, inneggiava al “leòn che magna el teròn” (il leone che mangia il terrone). E che invece, oggi, cerca di ruffianarsi il Sud (per meglio fotterlo nuovamente). Peraltro: oggi come ieri tutti costoro insistono a stringere patti con la “Roma ladrona” di Berluska (che assumeva Mangano, salvava il culetto a Ruby Mubarak, ecc.).
Morale: la Polentonia (non solo il Veneto rancoroso, credulone, e superstizioso), ha dimenticato velocemente i diamanti africani, le lauree in Albania, e tutto il resto. Per sognare il ritorno alla Lira (del “piccolo mondo antico”), e per infierire sui Rom (sfruttati da mafia capitale prima, e dalla propaganda del Carroccio dopo). E se perfino il cattolico Adriano Celentano ha dichiarato di “pensare a Salvini” (dopo aver tifato per quell’altro buffone di Grillo, e dopo aver difeso il metodo Stamina del ciarlatano Vannoni), deduco che l’Italia confusa e felice se la merita proprio, ‘sta Lega!»
martedì 23 dicembre 2014
W IL PAPA
Dal mio profilo su Twitter, ho lanciato un cinguettio in onore di Papa Francesco. Che oggi, con un discorso durissimo, ha fatto l'elenco dei malanni spirituali che colpiscono la Curia
Il #Papa:"Mai visto el camion de trasloco dietro a corteo funebre" (Traduco: che ridere el card.#bertone co piede ne la tomba, che trasloca)
Il #Papa:"Mai visto el camion de trasloco dietro a corteo funebre" (Traduco: che ridere el card.#bertone co piede ne la tomba, che trasloca)
lunedì 11 agosto 2014
GRAN PUTIN-ATA
Il giornale della mia parrocchia ha lasciato intendere che Vladimir Putin è - magari a sua insaputa - uno strumento di Dio. In un articolo hanno spiegato, infatti, che è proprio grazie a questo ex agente del Kgb - ma anche grazie ai digiuni e alle preghiere che la Madonna di Fatima ci aveva chiesto - se la Russia si sta infine convertendo. Fra l'altro: realizzando in questo modo la profezia mariana: alleluia!
Tutto ciò sarebbe dimostrato da molti indizi: intanto quello sta diventando un Paese, dice il bollettino, che rispetta i Sacri Valori (anche per le leggi che va stabilendo). Per cui lì, diversamente che “nel nostro occidente”, si pongono dei freni ad aborto, eutanasia, rivendicazioni gay, eccetera. E poi perché - conseguentemente a tutto ciò - la Russia sta diventando una “potenza sul piano sia politico sia economico” in cui si vedono “i primi risultati della lotta alla corruzione” (… domanda: ma li leggono i giornali, questi qui? Sanno cosa sta succedendo?).
Una teoria, questa del Vlady inconsapevole “Defensor Fidei”, che potrebbe essere scambiata per una barzelletta (se non fosse che - considerando l’attualità - fa piangere, più che ridere). Insomma: una tesi bizzarra e sconclusionata che, almeno cristianamente parlando, è anche una gran putin-ata!
Ad ogni modo: recentemente il sito di Roberto D’Agostino (www.dagospia.com),ha pubblicato la lettera in cui ho raccontato di questa buffonata di articolo. Naturalmente la ripropongo qui, ma prima voglio pubblicare i punti più scabrosi di quel che avevano sostenuto.
Dall’articolo “Rinasce la Grande Russia?”
«… Mentre da noi in un occidente, così occhiuto e guardingo nel difendere la laicità dello stato, sarebbe impensabile vedere un capo di stato assistere pubblicamente ai riti del Natale o della Pasqua, non così [avviene] nella Russia di oggi dove presidente e primo ministro non si fanno specie di partecipare alle solennità religiose senza che alcuno gridi allo scandalo per la violazione della laicità delle istituzioni. Ma c’è di più. Se il nostro occidente (si vedano le prese di posizione, anche recenti, delle istituzioni UE), cerca di accreditare aborto, suicidio più o meno liberamente richiesto o – come si suol dire – assistito, matrimoni tra persone dello stesso sesso come diritti e conquiste di civiltà, la Russia, giustamente preoccupata per il drammatico calo della popolazione emerso dopo decenni di aborto indiscriminato (siamo nell’ordine di un milione di non nati all’anno a partire dal 1920), sta ponendo limiti di carattere normativo […]. Probabilmente, anche in virtù di questo recupero oggi la Russia, in particolare nella cosiddetta era di Putin, si sta accreditando come potenza sul piano sia politico sia economico. Lo stesso livello materiale di vita della popolazione, per quanto rimangano ancora sacche di povertà e grossi problemi da risolvere, è in questi anni notevolmente migliorato, mentre si vedono i primi risultati della lotta alla corruzione […]. Guardando alla situazione della Russia odierna non possiamo non riandare con il pensiero a quanto disse la Vergine a Fatima su questo grande paese allora sconvolto dalla rivoluzione bolscevica, e cioè che con la preghiera e il digiuno “la Russia si convertirà e alla fine il mio cuore immacolato trionferà”. Il cristiano, alla luce della fede, può scorgere negli eventi russi di questi ultimi decenni l’inverarsi di quella profezia…».
Dalla rubrica lettere del sito Dagospia:
«La mia parrocchia è addolorata per l'oltraggio a due capitelli mariani. Ho scoperto tutto ciò leggendo il loro bollettino, dove il parroco se n'è lamentato. Tuttavia, girando pagina ho dovuto notare un articolo che poneva una domanda - considerando l'attualità - altrettanto sconcertante. Questa: "Rinasce la Santa Russia?". E lì si spiegava che Putin sta realizzando - anche grazie alle preghiere e ai digiuni chiesti dalla Madonna di Fatima - il disegno di Dio. Ovvero: la cosiddetta "conversione della Russia".
Da agnostico non so dire se esiste una "Madre Celeste", se c'è sarà stanca di essere tirata per il Velo! Ma ricordo agli intolleranti che siamo nell'era Bergoglio, perciò è anacronistico sfruttare il Cattolicesimo per proporre una idea antidemocratica della Disciplina, della Morale, e della Tradizione. A maggior ragione se si spacciano per "difensori della Fede" certi prepotenti che piacciono più per il (presunto) lato machista, che per la loro (falsa) difesa dei Valori Supremi».
(Natale Pellizzer)
domenica 19 agosto 2012
LA DISGRAZIA CIELLINA
Fino ad un anno fa "Comunione & Liberazione" poteva vantare l'amicizia dei potenti e dei prepotenti (da Andreotti a Berlusconi, passando per Marchionne, Oscar Giannino, e kazzari vari).
… Adesso i ruffiani ciellini tentano di rifarsi una verginità. Ma noi dobbiamo sempre tener presente da dove vengono questi ipocriti. Magari rileggendo (attraverso un mio vecchio post), cosa è successo durante il loro meeting del 2006.
DAL POST "MEETING DA BARZELLETTA" (del 5 settembre 2006)
Adesso, in questo anno di grazia 2006, possiamo ben dirlo: quelli di "Comunione & Liberazione" se ne fregano delle preghiere e della "buona novella". A loro interessa solo la politica (di destra, of course!). E magari anche le barzellette (perfino quelle odiose che racconta il Berluska con le "extension"). Possiamo finalmente fare un bilancio dell'ultimo meeting dei ciellini (la loro annuale ed autoreferenziale passerella). Magari sottolineando con sdegno chi erano gli invitati.
Intanto al tradizionale raduno erano presenti due primedonne: Renato Farina (che in questa 'occazione si è spacciato per amico di papa Wojtyla), e il religiosissimo Julio Andreotti (presente al meeting 21 volte su 27, il prescritto ha sfruttato l'occasione per ribadire la sua contrarietà ai Pacs: e ti pareva!).
Non potava mancare l'applauditissimo Berlusconi, che si è finto kattolicamente libertino (ha esibito la ricresciuta chioma, e si è mostrato pure di culo, ovviamente dopo aver raccontato la solita orribile barzelletta), poi il potentissimo Formigoni (che dicevano avesse fatto voto di castità e povertà: ma per favore!). Quindi il prete esorcista (che vanta la speciale protezione della vergine Maria), la vergine d'ordinanza (poi contestata in malo modo), e l'immancabile attore belloccio (che farà un film sulla Madonna).
Come maestro delle cerimonie hanno reclutato l'eccentrico Oscar Giannino (è passato per ogni dove, poteva mancare a questa festa?). Grande assente, invece, il devoto Antonio Socci (aveva già spiegato che non se la sentiva: il meeting prevedeva troppa politica per i suoi gusti!).
... Morale: tante urla, tante deliziose tartine, tante sciocchezze, tanti elegantissimi infradito. E naturalmente la solita puzza sotto il naso, tipica di chi pensa di aver capito tutto dalla vita.
... Ecco infatti la sua incredibile (e stravagante) difesa dalle accuse: “Confesso, ho dato una mano ai servizi segreti… sono reduce da sette ore di interrogatorio, vorrei raccontarlo, ma è stato segretato... Quando è cominciata la quarta guerra mondiale, scatenata da Bin Laden, la mia ambizione è sempre stata, inconsciamente, quella di Karol Wojtyla: lui morire nei viaggi, io sul fronte, magari in Iraq… alla mia maniera: alé, in battaglia!... Si deve, se c’è in ballo il bene grande della nostra discendenza e tradizione, per difendere questo nostro Paese e la sua civiltà cattolica!”
... Ah, fischi anche per Rutelli (ex radicale, oggi cattolico convinto), e per il sindacalista Epifani (della CGIL).
... E si capisce: un komunista dovevano sopportarlo, perché la Compagnia delle Opere (braccio economico di Cl) è astutamente alleata con le Coop rosse. E ci credo: mica scemi i ciellini! Collaborare con le strutture komuniste aiuta ad avere - anche dove non si è potenti - gli agganci giusti. Perché sul fondamentale questi qui sono tutti d’accordo: bisogna unire l’utile (gli affari), al dilettevole (i soldi che gli affari procurano). Dopodiché, i ciellini sono tutti fanaticamente uniti nel dire no, assolutamente no ai pacs (anche lo zio Andreotti ha stabilito che i “patti civili” sono “stravaganti!”, e questo evidentemente basta e avanza per sentirsi a posto con Dio).
…Che bella frase! Di chi era mai questa meravigliosa perla di saggezza? Ma del Giùs, naturalmente! Di quel mons. Giussani che i ciellini vorrebbero “santo subito”.
... Però, che schifo: il piduista ha spiegato di essere “l’uomo della Provvidenza” (su questo ha chiamato a testimone don Giussani, che per ovvie ragioni non può né confermare né smentire alcunché), e per rendersi simpatico il Cavaliere ha evocato nuovamente il fantasma komunista. Inoltre: è ritornato a cianciare sui presunti brogli elettorali, e ha avuto l’ardire (il divorziato Silvio!), di cianciare sull’Italia che ha da essere “cattolica e degli Italiani”. Per poi - ogni salmi finisce in gloria - dire no alla società multietnica (di nuovo alleluia!).
... E quindi, proprio per questo, gli ha dovuto raccontare (cosa non si fa per amore), la trucidissima barzelletta sul mantello insanguinato di Cappuccetto Rosso. Che poi, naturalmente, ha raccontato anche ai ciellini).
... Proprio così: per il miliardario ipocrita e lazzarone zero fischi: e poi questi bugiardi patentati dicono di non essere schierati!
... Anche divertente, il buon Socci: sul Berlusca sedicente cattolico (e presunto erede di don Sturzo), all'indomani del meeting ha sentenziato: “Berlusconi uomo della provvidenza? Penso che don Giussani non abbia detto nulla di simile!”. Poi, ancora più velenoso: "Certo che il Cavaliere danzante, in veste da Tuareg o con bandana, può far simpatia… ma attenzione a non esagerare! Altrimenti, la distanza tra don Sturzo e don Lurio rischia di ridursi pericolosamente!”.
Diavolo di un Antonio Socci: colpire il cavaliere sul suo punto debole: sa benissimo che don Lurio era un po’ nano (come del resto anche il Berluska, che ne soffre tanto, poverino!)
Pellizzer (con nano-fastidio)
martedì 24 gennaio 2012
ITALIA CROCEFISSA
Marzo 2006: il Consiglio di Stato spiega che il crocefisso nelle scuole è "simbolo di laicità". E quindi resta dov'è.
A parte i soliti quattro gatti (cioè gli atei), l'opinione pubblica applaude con gioia: "Evviva! Che bello! Il crocefisso rimane al suo posto!".
... Bene, con il dovuto rispetto, a questo punto si impongono alcune riflessioni.
... Se non è laico neppure il papa, può esserlo il Cristo dei vangeli rappresentato nel crocefisso?
... Nei paesi civili la croce non è oggetto di devozione (e tantomeno di adorazione), perchè lì non si predica un Cristo morto, ma un Cristo risorto. E in quei Paesi ritengono che non può essere imposto chi -il Gesù dei vangeli- si è sempre e solo proposto.
Può essere credibile un Gesù che mette d'accordo tutti? Non è scandaloso che tanti "atei devoti" difendano il crocefisso con squallide motivazioni? Magari solo in chiave anti-islam? O solo perchè lo considerano un bellissimo sopramobile?
E non bestemmia chi dice che il crocefisso è "arte-cultura-storia-radici-tradizione"?
... Se è per questo: anche il "ratto di Ganimede" è arte e cultura! Invece la Santa Inquisizione è storia e "radici" (e che gran brutte radici!)
E la polenta e il mandolino sono anch'esse antiche tradizioni, ma la fede (per chi ce l'ha) è ben altra cosa!
... Lo fanno per sentirsi giustificati quando si sfruttano a vicenda. E solo per questo ritroveremo il crocefisso anche al seggio elettorale!
... Il crocefisso può dar fastidio agli italiani atei, che non vogliono i loro figli condizionati (a scuola) da idee che -dicono loro- sono "droga".
... Ogni guerra ha avuto il suo simbolo religioso, spesso era proprio la croce. Anche oggi, in Iraq.
... Ammesso che in chiesa Gesù si senta a suo agio!
... Cosa volevasi dimostrare? Che non c'è più religione!
lunedì 2 gennaio 2012
FEDE & PAPPAGALLI
Don Verzé incantava i polli, i cantanti, e pure i professori
(Massimo Cacciari in primis). Don Verzé aveva capito di essere immortale (grazie
allo studio della Bibbia, e attraverso i suoi colloqui con Dio). Don Verzé voleva
farci arrivare fino a 120 anni (Berlusconi fino a 150, affinché potesse mettere a posto l’Italia
“un po’ per volta”). Don Verzé si era fatto la voliera con i pappagalli, e
pure l’aereo (con cui andava in Brasile, dove qualche suo collaboratore dicono cercasse le “ragazzine”).
Don Verzé era circondato da
professionisti di prim’ordine (come no: ad esempio la Minetti, che poi abbiamo rivisto
ai bunga-bunga presidenziali!). Don Verzé è morto di dolore proprio quando la
sua opera andava all’asta (in effetti è molto strano: perché proprio quel
giorno e non quando hanno pubblicato le sue intercettazioni? O quando si è
suicidato il suo vice? O quando è stato costretto a dimettersi? O addirittura quando era stato attaccato per aver offerto una cattedra alla neo-laureata Barbara Berlusconi? O in qualunque
altro giorno in cui, da mesi, stava sulla graticola?).
Don Verzé era un semplice prete, eppure si paragonava a Cristo. E nonostante
tutto quel che si è saputo (e quel che si poteva immaginare), ancora oggi
il filosofo Cacciari sostiene che questo imbonitore “era appassionato di cultura e di
ricerca”!
… Forse tutto questo è la prova che i professori dovrebbero
tornare a scuola (vale anche per l’eccellentissimo Ernesto Galli Della Loggia, sia chiaro).
E forse tutti questi signori dovrebbero rileggersi i vaneggiamenti
dell’immortal sacerdote. Magari l’intervista in cui lui aveva rivelato che due
monsignori, in caso di fallimento del San Raffaele, gli avevano consigliato il
suicidio.
Dall’intervista di Claudio Sabelli Fioretti a don
Luigi Verzé
(pubblicata su "La Stampa")
(pubblicata su "La Stampa")
Ho letto che in curia la consideravano "un maneggione e un affarista col pallino dell'albergatore".
Una volta mi chiamarono a Roma, per sottopormi a un giudizio. Erano due
monsignori di un "sacro dicastero" […]. Sono salito tremante per
quelle scale. Mi hanno fatto un esame di due ore ... Alla fine mi dissero: non
si faccia intimorire dal cardinale Montini. Deve solo temere che la sua opera
faccia fallimento. Io dissi: "E se fallisco?" Uno dei due mi disse:
"Se fallisce, un giorno prima si butti dalla finestra del quarto
piano". L'altro disse: "Meglio che si compri subito una pistola e
prima di fallire si spari". Santa Madre Chiesa! Sacro Dicastero!
Lei ha detto una volta: "Sento che non morirò". Cosa
voleva intendere?
Io sento che non morirò, ma ho una preoccupazione: che cosa farò quando sarò
nell'eternità? Ho il terrore di stufarmi.
Lei vuole fare arrivare l'uomo a 120 anni.
Lei vuole fare arrivare l'uomo a 120 anni.
Matusalemme quanti anni ha vissuto?
Crede veramente che Matusalemme sia vissuto 969 anni?
Poi le generazioni si sono stabilizzate sui 120 anni di media. Noi possiamo
tornare a questa media. La scienza ci aiuterà.
Ma non è vero che vivevano 120 anni!
Io credo a quello che è scritto. E' ispirazione di Dio.
Parliamo dei 120 anni.
E' scientificamente provato che si può arrivare a un'età media di 120 anni.
Siamo arrivati alla mappatura del genoma. Io leggo il suo genoma anche quando è
bambino. Sono 30 mila geni e se vedo una mutazione di geni, allora vado a
cercare il perché" […]. Silvio Berlusconi mi ha chiesto di farlo campare fino a 150 anni.
Lui pensa che arrivando a 150 anni metterà a posto l'Italia.
Ma se non ce l'ha fatta finora...
Un po' per volta.
Fermo restando che lei non muore prima dei 150 anni, come vuole
morire?
Ho un patto con Gesù. Non l'ho mai detto a nessuno.
Ottima occasione per dirlo a me.
Una volta ho detto al Signore: "Basta Signore, sono troppo vecchio".
Cinque anni fa.
E lui?
Mi ha detto: "Comportati come uno che ha vent'anni. Il tempo è mio".
Lei che cosa avrebbe risposto?
Non ho queste conversazioni.
Io ho risposto: va bene.
Io ho risposto: va bene.
sabato 31 dicembre 2011
LE STELLE CI IMBROGLIANO
Come da tradizione, alla fine di ogni anno il "Cicap" dimostra la stupidità di oroscopi e oroscopari. A tal fine passa in rassegna tutte le previsioni astrologiche che erano state fatte un anno fa, e puntualmente quelle si rivelano delle perfette minchiate.
... In questo modo questi studiosi smascherano tutti quei maghi e maghetti (dalla sensitiva Teodora Stefanova al divino Otelma), che ci fanno perdere tanto tempo prezioso.
... In questo modo questi studiosi smascherano tutti quei maghi e maghetti (dalla sensitiva Teodora Stefanova al divino Otelma), che ci fanno perdere tanto tempo prezioso.
“Gi astrologi continuano a sbagliare”
Dal sito del Cicap ( http://www.cicap.org )
Dal sito del Cicap ( http://www.cicap.org )
«Segnali di ripresa rispetto al
2011», «la ripresa economica si intravede… da giugno a dicembre», «annata di
tendenziale espansione per USA, Cina e India nel primo semestre, e per Germania
ed Europa in generale nel secondo semestre», «a partire dalla primavera
l'economia conoscerà un netto miglioramento». L’ottimismo è una caratteristica
quasi costante delle previsioni astrologiche, come queste pubblicate su Astra a
gennaio 2011 e sull’Almanacco di Barbanera; molto meno lo è azzeccare quello
che poi succederà davvero […].
Com’è ormai
tradizione, anche quest’anno il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle
Affermazioni sul Paranormale) ha raccolto e verificato le previsioni relative
all’anno appena trascorso, fatte dai più noti astrologi e veggenti italiani.Parlando
di politica, italiana e internazionale: Mauro Iacoboni sul Sole 24 ore
aveva previsto nuove elezioni tra giugno ed i primi di luglio, grazie alla
separazione della Lega. Anche il Divino Otelma aveva apparentemente previsto
elezioni, con il dettaglio che la legge elettorale sarebbe stata più o meno la
stessa; ma il linguaggio criptico («La pugna cartacea 2011 … non scioglierà
il Nodo Gordiano») rende incerta l’interpretazione. Luciano Sampietro,
interprete di Nostradamus, aveva previsto la caduta del Re del Marocco, che
invece è stato uno dei paesi immuni dalla “primavera araba”.
L’Almanacco di
Barbanera è un profluvio di previsioni, per lo più sbagliate: «novità
positive riguarderanno la magistratura, l'istituzione matrimoniale, ma anche le
coppie di fatto saranno oggetto di leggi dalla loro parte», che non
sembrano esserci state (anche il Divino Otelma aveva previsto l’istituzione dei
DICO nel 2011); il 21 maggio «Giove entra nel Toro e, incoraggiando i
consumi (soprattutto quelli di massa) incrementa la produzione. In Italia e più in generale in Europa si
assiste a un consistente rafforzamento della moneta comunitaria». Per luglio-agosto «in Italia
l'economia, trainata dal settore degli investimenti immobiliari, sarà
protagonista di una netta ripresa». Per novembre la previsione è che «anche
la situazione economica continua a manifestare una ripresa consistente. Il
motore saranno gli Stati Uniti che trascineranno con sé buona parte
dell’Europa, Italia inclusa» [...].
Il Divino Otelma, tra molte previsioni che avrebbe potuto fare chiunque
o scontatamente vere (come i due grandi classici «nuovi gravi scandali
coinvolgeranno esponenti del Palazzo» e «scosse telluriche nel Giugno e
Settembre ma di modesta incidenza», non passa giorno senza che in Italia ci
sia qualche piccolo terremoto senza conseguenze) ha previsto più volte elezioni
verso l’ultimo periodo dell’anno, e un attentato (non mortale) al primo
ministro inglese.
La sensitiva Teodora Stefanova, fedelissima di Canale 5, attraverso le
confidenze dell’alieno Unilsan ha visto nel 2011 l’anno della rinascita di
Berlusconi, grazie all’alleanza con Casini e Rutelli a maggio. Il PdL avrebbe
cambiato nome, Saviano e Montezemolo sarebbero entrati in politica, sarebbe
iniziata la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, sarebbero stati
risolti tutti i problemi a L’Aquila e la “monnezza” sarebbe sparita entro
gennaio 2011 dalle strade di Napoli [...].
domenica 18 dicembre 2011
FURFANTI
Pensiero stupendo, pensiero ateo, lasciatoci dal grande Christopher Hitchens (1949-2011).
... Su Vanity Fair ha spiegato che quando aveva saputo di avere un cancro si era chiesto: «Veramente non potrò assistere al matrimonio dei miei figli? Né potrò scrivere il necrologio di vecchi furfanti come Kissinger e Ratzinger?».
domenica 11 dicembre 2011
TUTTI PRIVILEGIATI
Checché ne dica l'eccentrico Oscar Giannino, Santa Romana Chiesa non paga l’Ici (ma anche i sindacati fanno i furbi, e bisogna aggiungere che alle sovvenzioni non rinunciano né i giornali né i radicali).
Oscar Giannino e il cattolico “Avvenire” si sforzano di negare i privilegi della Chiesa sull’Ici. Dal che se ne deduce che questi cianciano di economia (l’eccentrico giornalista), e di etica (il quotidiano dei vescovi). Ma non sanno far di conto, soprattutto non sanno fare i conti con la loro coscienza.
… D’altra parte, che non si potesse snobbare la questione dell’Ici lo ha capito anche il cardinal Bagnasco, che infatti si è detto disponibile a discutere sulla questione (e a quel punto Mario Staderini, segretario del Partito Radicale, ha dichiarato: «Al cardinale vorrei ricordare che c’è poco da discutere e puntualizzare. Una legge italiana non deve essere certo contrattata con la Cei!»).
Oscar Giannino di coraggio ne ha parecchio. Lo si capisce da come si veste, ma soprattutto dalle posizioni che prende. Per dire: all’indomani del devastante terremoto in Giappone ha scritto su “Il Messaggero” un editoriale dal titolo “Test superato: nucleare sicuro, è la prova del nove”. Che si sbagliasse lo si è capito solo dopo, ma intanto lui l’aveva già sparata la sua colorata mazzata!
Pure Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”, ha sprezzo del ridicolo. Visto che ha negato le furbate della Chiesa difendendo le presunte “attività solidali e culturali svolte senza l’obiettivo di guadagnarci”.
… Già, ma il problema è capire quali sono le “attività” che – sempre secondo Santa Romana Chiesa – sarebbero completamente gratuite. Perché il clero cattolico si fa pagare di tutto e di più, vuoi con le elemosine dei poveracci, vuoi vendendo l’indulgenza ai potenti. E perché loro il tempio lo hanno sempre profanato (nei giorni pari si travestono da sacerdoti, nei dispari fanno i mercanti.).
Inoltre: con la scusa di proteggere quelli che chiamano i “principi non negoziabili” , questi ipocriti si sono sempre inciuciati al principe di turno (volutamente mischiando quel che bisogna “dare a Cesare”, e quel che “è di Dio”).
Inoltre: con la scusa di proteggere quelli che chiamano i “principi non negoziabili” , questi ipocriti si sono sempre inciuciati al principe di turno (volutamente mischiando quel che bisogna “dare a Cesare”, e quel che “è di Dio”).
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Inoltre: dedico questo post ai direttori dei quotidiani “Manifesto” e “Liberazione” (che in questo momento di sacrifici hanno firmato un appello assieme ad “Avvenire” per vedersi ancora riconosciuto il finanziamento pubblico). E infine, lo dedico ai valorosi Radicali, che tanto hanno fatto per farci conoscere i privilegi della Chiesa e dei sindacati (ma che intanto non vogliono rinunciare alle sovvenzioni dello Stato alla loro radio: ma che bravi anche loro!).
lunedì 5 dicembre 2011
MISSIONE MAFIOSA
Diavolo di un don Verzé. E' amico di Silvio Berluska, ma anche di Vendola (per la serie "o Franza o Spagna purché se magna").
... Don Verzé, il prete con la “coscienza accogliente”, il sacerdote “in missione mafiosa per conto di Dio” (perché le vie del Signore sono infinite!).
... Don Verzé, il prete con la “coscienza accogliente”, il sacerdote “in missione mafiosa per conto di Dio” (perché le vie del Signore sono infinite!).
A proposito di don Verzé (e a proposito delle incredibili intercettazioni che lo hanno inguaiato definitivamente), ecco come ha descritto il sacerdote (sul quotidiano “Il Fatto Quotidiano”) Lidia Ravera: «Lui non cessa di incensare la sua umile persona. Avrebbe “donato una sanità dignitosa ai poveri”. Con una bancarotta da 1,5 miliardi di euro, una condanna per abusivismo edilizio e il suicidio del suo braccio destro sulla coscienza? Non importa, Certi preti hanno coscienze accoglienti».
Altro pensiero stupendo. Quello di Francesco Merlo. Che sul quotidiano “La Repubblica” ha descritto il prete con queste fulminanti parole:
«Don Verzé non parla come un Marcinkus alle prese con la volatilità della finanza ma come un capobastone, un campiere che controlla il territorio: “la Moratti, l’ho convinta io a fare il sindaco”, “il cardinale Tettamanzi l’ho fatto venire io a Milano”, e Formigoni, che il faccendiere di don Verzé ospita nel suo yacht, è sotto controllo perché “l’abbiamo salvato noi”. E Berlusconi “dono di Dio” è “legatissimo alla famiglia”, anche se, “ha fatto qualche giro di valzer”.
Ecco: Dio non si cura del sesso quando si fanno affari. Perché appunto il verbo si è fatto carne. Ma non bisogna credere che don Verzé sia un ateo mascherato e che tutti quei suoi libri di dottrina siano solo copertura. E’ al contrario un devoto in missione mafiosa per conto di Dio perché le vie della provvidenza sono infinite e se c’è la necessità di un attentato, beh, Dio non è certo un moralista. Don Verzé è come quei preti medievali che, convinti di essere illuminati dalla grazia , commettevano in nome di Dio ogni nefandezza, vivevano a statuto speciale, in sospensione dei peccati, in deroga».
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