lunedì 27 maggio 2019

IL PIFFERAIO

Fantastica, all'indomani della vittoria di Salvini, la vignetta di Altan (sul settimanale L'Espresso).
... Si vede un tipo bizzarro che suona il flauto. E c'è un topolino che lo segue incantato.

Questa sorta di pifferaio magico si lascia andare, nella vignetta, ad una confidenza. E in uno slancio di sincerità ammette (con soddisfazione), come funzionano le cose in politica.
... Infatti dice: "Peggio suono, e più quel cretino mi segue".

domenica 12 maggio 2019

CON CHI STARE

Domanda: nell'Italia che difende la "famiglia naturale" (e odia ogni occupazione abusiva), devo stare con la famiglia rom che ha ottenuto il diritto ad una casa? O devo stare con quei fascistelli che gliela vorrebbe togliere?
... Insomma, potrei mai dar ragione a quelli di Casapound, che abusando del nome di un famoso poeta hanno deciso di togliere la casa ai rom e intanto hanno la loro sede nazionale in un palazzo occupato abusivamente?

giovedì 11 aprile 2019

GRAVE, MICA SERIA

CALATO IL SIPARIO sul Congresso Mondiale delle Famiglie (che si è tenuto a Verona, tra mille polemiche), il sito Dagospia ha pubblicato nell’apposita rubrica una mia ironica lettera. In cui spiegavo la mia soddisfazione per la partecipazione a quell’odioso convegno di una dottoressa parecchio sopra le righe (e ossessionata dagli orifizi, in particolare dagli orifizi anali).
Il testo è al link indicato qui di seguito, la mia lettera è la n° 11.
Clicca qui

AD OGNI MODO, IO MI ERO RIVOLTO A LORO CON QUESTE PAROLE:
Carissimi di Dagospia, alla fine della fiera la Silvana De Mari al Congresso delle Famiglie c'è andata davvero. Hanno fatto parlare (per almeno un quarto d'ora), questa eccentrica signora che ama spiarci tutti attraverso un buco a cui è molto affezionata (sì, proprio quello, il buco del c*lo!).
Mi tranquillizza, e ne sorrido. Perché, insomma, se si sono presi perfino una così, ne deduco che quel teatrino di "sfigati" (secondo Di Maio), e di "fetenti" (secondo il Manifesto), era una cosa grave ma non seria. W l'Italia!
           Natale Pellizzer

sabato 23 marzo 2019

WANNEMARCHI DEL M5S

Mattia Feltri, su "La Stampa", ha voluto scrivere di Wanna Marchi e della figlia Stefania Nobile, per ricordare che chi cerca di fottere il prossimo a volte finisce male.
... Poi, però, si è lanciato in un confronto crudele. In pratica con un finale d'articolo velenosissimo, che diceva:
"Pensate a come è combinata oggi Roma. Fatto? Bene, pensate ora a come sono combinati quelli che ne sono saliti al comando promettendo pozioni miracolose".

sabato 9 marzo 2019

SKIFO

Dai miei profili Facebook, Twitter, e Instagram, il mio pensierino sulla recentissima polemica tra grillini e leghisti ( i primi decisamente contrari alla Tav, diversamente dai secondi che invece la difendono) :
Questo: 
Prima o poi la Storia sbatte in faccia all'Italia ubriaca costi & benefici de 'sto skifo ke è il #governo #LegaM5s di #Salvini e #DiMaio

domenica 17 febbraio 2019

PINCOPALLINO MAI

INSTAGRAM ha cancellato un mio post. Uno dei tanti in cui parlavo della vetrina fascista che avevo visto a 15 metri dal municipio di Asolo (Asolo, in provincia di Treviso, è uno dei borghi più belli d'Italia, è la città "dei cento orizzonti").
... Venerdì 15 c.m. mi è sparita la foto e l'ampia descrizione. Ho cercato sotto il tavolo, e dappertutto. Ho frugato nelle tasche e pure nelle mutande. Ma, niente, il post era scomparso del tutto!

POI, FINALMENTE, ho avuto la soluzione del mistero direttamente dal social, attraverso la spiegazione classica ("non hai rispettato...", eccetera). Per un po' ci sono rimasto male, perché era la prima volta che mi accadeva. Ma giusto una mezz'oretta, ecco, perché poco dopo mi è subito passata, la delusione!
... Uèèèè, non mi metto mica a strillare come fanno in tanti, io! Non grido alla censura (suvvia, siamo seri, che non c'abbiamo più l'età per immaginare complotti e scie kimiche contro di noi!). E, d'altra parte, che m'importa, lo stesso post è ancora - almeno al momento in cui scrivo - visibile su Facebook. Che mi serve più di così?

SIAMO UOMINI di mondo, sappiamo bene come vanno queste cose, e capita pure a molti politici potenti di vedere un loro post cancellato con motivazioni surreali.
... E allora, volendo essere modesto (come sono sempre stato), penserò che mi hanno tagliato perché hanno deciso che sono famoso come quelle onorevoli personcine. Massì, ecchecca**o!

CHE POI, IN FONDO (molto in fondo, lo ammetto), che io sia famoso è la pura verità. Vorrà pur dire qualcosa se il quotidiano veneto "Il Gazzettino" ieri ha descritto il sottoscritto come un personaggio da romanzo che in quel di Asolo "annusa l'aria che sa di gelsomino e laguna, passeggia tra i portici, guarda gli scuri delle case, immaginando incontri e segreti".
... Mi sembra chiara la faccenda, no? Dunque, alla luce di questi lirica meravigliosa, a maggior ragione non mi sprecherò a denunciare nessun baicottaggio (non per un post cancellato, almeno!). E non griderò al regime (come fanno gli imbecilli, gli "webbeti"!).

IN UN MODO o nell'altro so come dire la mia. E sono anche bravino. Poi, se mi rendo conto che mi si può descrivere in modo tanto poetico, ne deduco che - indipendentemente dagli algoritmi di Instagram - anche se non sono (non ancora) una celebrità, resta chiara, limpida, lapalissiana, evidente e pacifica una cosetta.
... Questa: che non sono un pincopallino da tastiera, io. Quello proprio no.

lunedì 28 gennaio 2019

MEMORIA DAY

IERI, 27 GENNAIO 2019, ANCHE AD ASOLO (TREVISO), ERA LA GIORNATA DELLA MEMORIA.
Mi sono alzato prestissimo, ieri mattina, per andare a far colazione in quello che è considerato uno dei più bei borghi d'Italia, la "città dei 100 orizzonti".
Ebbene, arrivato in piazza D'Annunzio, e prima ancora del cappuccino con brioche, mi sono fermato a guardare il muro su cui - ancora oggi - si intravvede l'effigie del Duce. A lungo mi sono chiesto se è lo scarabocchio di qualche vecchio rintronato e rancoroso (uno di quelli con la bava alla bocca che grida "ritorneremo!"). Oppure se è lo sfogo ormonale di qualche giovinastro con la testa rasata e tatuata, che parla a vanvera (uno di quei malati mentali che durante il ventennio venivano rinchiusi in manicomio, e che in democrazia abbiamo il dovere di provare a recuperare).
... No, niente di tutto questo. Recentemente chi abita vicino a quel muro mi ha assicurato che il disegno su quel muro risale all'epoca fascista. E dunque è giusto che resti lì. Perché anche questo può aiutare la MEMORIA.

SUBITO DOPO QUESTA BREVE SOSTA, mi sono spostato poco più in là, a controllare una bizzarra vetrina che è a 15 metri dal Municipio. Ebbene, lì, accanto al patriottico tricolore (ottima scelta!), c'è ancora in bella mostra un albero di Natale. Che alle 8,00, quando sono passato, era ancora intatto e con tutte le sue lucine accese (quando si dice l'attaccamento alla Sacra Tradizione!).
... Fin qui nulla di strano, o quasi, ecco. Poi però ci sarebbero anche alcune bottiglie con la foto di Mussolini, pittoreschi slogan attribuiti a nonno Benito (chissà se realmente pronunciati da lui), e altra paccottiglia fascisteggiante che non si capisce cosa c'entri coi prodotti pubblicizzati (tra le altre mercanzie in vendita: un bidone delle immondizie e un portacenere da esterni).

NON SO QUALE possa essere il messaggio subliminale che il vetrinista, da tempo, vuole lanciare. Preferisco immaginare che si voglia suggerire di buttare nel bidone dell'immondizia (e nella cenere), certa anacronistica nostalgia per il regime mussoliniano. Ovvero, per una dittatura che, sia chiaro, non ha commesso "errori" (come si suol dire), bensì ODIOSI CRIMINI VERSO L'UMANITA' (lo ripeto per i finti tonti: CRIMINI, CRIMINI, CRIMINI).
... Se davvero fosse stato questo l'intento, allora l'idea va apprezzata. In fondo, anche queste gesta dadaiste possono aiutare il dibattito. E soprattutto, come sopra, LA MEMORIA.

DEV'ESSERE PROPRIO COSI'. E comunque, sarò ingenuo, ma mi piace pensare che il creativo in questione, con quelle cianfrusaglie, voglia ricordare a tutti che un tempo l'Italia era governata da un ridicolo tiranno. Da un megalomane pazzoide e vigliacco che magari faceva arrivare in orario i treni (quelli che erano diretti ad Auschwitz).
... Ad Auschwitz, dove venivano scaricate vagonate di italiani (famiglie intere, bambini compresi). Nostri connazionali, tutti costoro, che erano stati arrestati per confiscare i loro beni, e che poi venivano consegnati ai nazisti, che li facevano finire nei forni.

            Natale Pellizzer