Dal mio profilo su Twitter:
Al piccolo Matteo (#Salvini) piace giocare a battaglia navale (coi #migranti) o kazzeggiare (con la #ruspa). Coi puzzoni e coi giocattoli si diverte tanto, ma quando deve affrontare i problemi veri (ad es. la monnezza della camorra) si incupisce e torna quel bullo dispettoso ke è
Sono un profugo di Splinder. Quando mi hanno annunciato lo sfratto da quella piattaforma, lo ammetto, sono andato in paranoia (perché non sapevo dove mettere in salvo la mia mercanzia). Se non do fastidio, avrei pensato di parcheggiare qua un po' della mia roba. Inoltre, sempre se c'è spazio, avrei anche dell'altro: alcune cosette che ho trovato strada facendo, mentre ero alla ricerca di un nuovo riparo, e naturalmente anche tutte le cianfrusaglie che domani mi venisse in mente di raccogliere
sabato 17 novembre 2018
lunedì 13 agosto 2018
UNA SCOREGGINA
IL SITO DAGOSPIA ha pubblicato nell’apposita rubrica la mia pernacchia contro Salvini (che su Twitter, e ovunque, ne spara una al giorno). Ultima, in ordine di tempo: la proposta di reintrodurre la leva obbligatoria, per educare i giovani al dovere (mentre contemporaneamente vuole che le vaccinazioni siano volontarie? Ma porcazza di una...!).
LA MIA LETTERA, cliccando su questo link, è la n°8 . Nella stessa ho accennato ai “figli di Ricky”, e alludevo a Ricky Martin (nella fretta mi era scivolato via il cognome del cantante).
Comunque, il testo pubblicato è precisamente questo:
ALLA REDAZIONE DI DAGOSPIA
Al twittarolo Salvini vorrei ricordare che le cose serie non si risolvono coi (peraltro già superati dall’uccellino) 140 caratteri. E’ vicepremier accidenti, se non sa cosa dire eviti di fare cip-cip a cazzo, oppure si spieghi per esteso. Esempio: se “genitore 1 e 2” fa schifo, chi devono chiamare “mamma e papà” i figli di Ricky? Se alcuni vaccini fanno male, può precisare quali? Se è contro l’obbligo vaccinale, perché non rende “volontario” anche il pagamento delle tasse? Invece alla ministra Trenta suggerisco di chiamare le cose col loro nome: la proposta di reintrodurre la naja (obbligatoria quella, vero?) non è affatto una “idea romantica”, ma una scoreggina ferragostana sfuggita al Ministro della Paura (per distrarci dal disastro in cui rischia di portarci questo governo).
Natale Pellizzer
LA MIA LETTERA, cliccando su questo link, è la n°8 . Nella stessa ho accennato ai “figli di Ricky”, e alludevo a Ricky Martin (nella fretta mi era scivolato via il cognome del cantante).
Comunque, il testo pubblicato è precisamente questo:
ALLA REDAZIONE DI DAGOSPIA
Al twittarolo Salvini vorrei ricordare che le cose serie non si risolvono coi (peraltro già superati dall’uccellino) 140 caratteri. E’ vicepremier accidenti, se non sa cosa dire eviti di fare cip-cip a cazzo, oppure si spieghi per esteso. Esempio: se “genitore 1 e 2” fa schifo, chi devono chiamare “mamma e papà” i figli di Ricky? Se alcuni vaccini fanno male, può precisare quali? Se è contro l’obbligo vaccinale, perché non rende “volontario” anche il pagamento delle tasse? Invece alla ministra Trenta suggerisco di chiamare le cose col loro nome: la proposta di reintrodurre la naja (obbligatoria quella, vero?) non è affatto una “idea romantica”, ma una scoreggina ferragostana sfuggita al Ministro della Paura (per distrarci dal disastro in cui rischia di portarci questo governo).
Natale Pellizzer
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domenica 1 luglio 2018
L'INGANNO SUI MIGRANTI
IL QUOTIDIANO VENETO "IL GAZZETTINO" ha pubblicato, due volte nella stessa settimana, il mio sfogo contro la Lega di Salvini (i politici “ruspanti nel senso della ruspa” che ci distraggono dai problemi veri parlando di “pacchia” e ci prendono pure per i fondelli sottolineando che lo fanno con tono “garbato”).
LA MIA LETTERA è stata una prima volta (senza una frase particolarmente polemica), presentata con questo titolo sobrio: “Gli inganni sui migranti”. E una seconda volta, invece, è stata pubblicata tale e quale, rispettando la mia sottile ironia (con questo più azzeccato titolo: “Una carriera sugli inganni”).
QUELLA CHE SEGUE adesso è appunto l’ultima versione, quella integrale.
Alla Redazione de “Il Gazzettino”I politici ruspanti (nel senso della ruspa) dicevano che era la sinistra (anzi, i “comunisti”) a chiamare i migranti. Per trasformarli in fedeli elettori. Io dico (“garbatamente”, come mi ha insegnato a fare Salvini) che la colpa è di chi ancora rilancia l’equivoco tam-tam sui “35 euro al dì” (che regolarmente finiscono in italiane tasche). Dio strafulmini (garbatamente, certo), i quotidiani che in data 14 giugno c.a. hanno così titolato: “Salvini taglia la mancia ai profughi da 35 a 20 euro”. I disperati che lasciano tutto e corrono qui per gustare i saldi della (fantomatica) “pacchia”, non vedranno né i 35 né i 20 euro. E, rabbiosi, si trasformeranno in fantasmi (se va bene), o in criminali (più probabile!). Complimenti a chi, con questi inganni, sé costruito una splendida carriera. Natale Pellizzer
mercoledì 23 maggio 2018
PAESE DA BARZELLETTA
ALL’INDOMANI DELL’ADUNATA NAZIONALE DEGLI ALPINI (che quest’anno si è tenuta a Trento), il sito Dagospia ha pubblicato nell’apposita rubrica la lettera in cui esprimevo alcune mie osservazioni. Il testo è al link indicato qui sotto, la mia lettera (citata anche nel titolo), è la n° 20.
CLICCA QUI
AD OGNI MODO, IO MI SONO RIVOLTO A LORO CON QUESTE PAROLE:
"Cara Dagospia, riflettano i tanti che si indignano (giustamente), per i sabotaggi agli alpini, ma non mostrano la stessa rabbia per chi offende le forze dell’ordine (ad esempio chiamando questi servitori della Patria “sbirri”). Che dire, poi, se gli stessi considerano quasi “fisiologica” la morte – poniamo durante uno scontro a fuoco – di un carabiniere? Oppure non mostrano comprensione per un agente che – nella foga di un inseguimento – uccide per sbaglio un delinquente?
La verità è che troppe volte l’italiano medio(cre) è una simpatica canaglia. Detesta le regole e dunque vuole considerare i rappresentanti dell’arma personaggi da barzelletta. Invece gli alpini gli stanno simpatici perché preferisce vederne solo l’aspetto goliardico e per certi versi dissacrante".
Natale Pellizzer
CLICCA QUI
AD OGNI MODO, IO MI SONO RIVOLTO A LORO CON QUESTE PAROLE:
"Cara Dagospia, riflettano i tanti che si indignano (giustamente), per i sabotaggi agli alpini, ma non mostrano la stessa rabbia per chi offende le forze dell’ordine (ad esempio chiamando questi servitori della Patria “sbirri”). Che dire, poi, se gli stessi considerano quasi “fisiologica” la morte – poniamo durante uno scontro a fuoco – di un carabiniere? Oppure non mostrano comprensione per un agente che – nella foga di un inseguimento – uccide per sbaglio un delinquente?
La verità è che troppe volte l’italiano medio(cre) è una simpatica canaglia. Detesta le regole e dunque vuole considerare i rappresentanti dell’arma personaggi da barzelletta. Invece gli alpini gli stanno simpatici perché preferisce vederne solo l’aspetto goliardico e per certi versi dissacrante".
Natale Pellizzer
domenica 15 ottobre 2017
IL GRILLO PREGIUDICATO
Il sito di Roberto D'Agostino (Dagospia), ha pubblicato (nell'apposita rubrica), la lettera in cui spiegavo che i pentastellati sono gli ultimi a poter giudicare i capi degli altri partiti. Per il semplice motivo che Beppe Grillo è un pregiudicato come tanti altri politici.
Alla Redazione di Dagospia
Cosa? Per colpire il Berlusca i grillini volevano stabilire che i partiti non possono essere guidati da chi è incandidabile? Suvvia, pure Grillo è incandidabile - salvo contraddire le precedenti sue regole - in quanto condannato in via definitiva per omicidio colposo plurimo! Sarà per evitare che glielo si rinfacci che il padre-padrone ha annunciato l'ennesimo "passo di lato"? Natale Pellizzer
La lettera è la n°1 a questo link
Alla Redazione di Dagospia
Cosa? Per colpire il Berlusca i grillini volevano stabilire che i partiti non possono essere guidati da chi è incandidabile? Suvvia, pure Grillo è incandidabile - salvo contraddire le precedenti sue regole - in quanto condannato in via definitiva per omicidio colposo plurimo! Sarà per evitare che glielo si rinfacci che il padre-padrone ha annunciato l'ennesimo "passo di lato"? Natale Pellizzer
La lettera è la n°1 a questo link
sabato 16 settembre 2017
IL TEATRO DELLE ONG
IL QUOTIDIANO "IL FATTO" ha pubblicato (il 13 agosto scorso) la lettera in cui ho espresso tutta la mia allergia alle Ong che hanno contestato il codice Minniti. Il giornale l'ha titolata così : "La questione migranti è diventata una commedia", e in quella mia lettera ho potuto spiegare cosa penso di certi esaltati che si inventano addirittura di voler cambiare il mondo (e che ovviamente pretendono di trasformarlo secondo i loro personalissimi gusti, perché questi se ne fregano del voto che il popolo ha democraticamente espresso!).
INSOMMA, IN QUELL'OCCASIONE ho cercato di esporre in poche righe il mio giudizio su tutti quegli sprovveduti che - per vanità e senza nessuna capacità - si improvvisano, nei casi migliori, "eroi per caso" (creando ancora più problemi di quelli che immaginano di poter risolvere, e pretendendo di scaricare qui da noi tanti disperati che gettano i documenti per meglio fingersi minorenni e in fuga dalla guerra). Peraltro, così facendo, ci obbligano a gestire da soli questo tsunami umano (dove ovviamente ci può essere di tutto, anche qualche fanatico rabbioso che notoriamente dice: "Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo, poi grazie alle nostre leggi teocratiche vi sottometteremo!").
SE NON AVESSERO nulla da nascondere, le Ong che hanno contestato Minniti non farebbero così tanti capricci. E invece, pensa un po', questi vanno a prendere i migranti e se ne disfano subito dopo confidando su quel sistema politico e democratico che loro intimamente disprezzano. Li accompagnano a casa nostra, e poi noi dobbiamo pensare a tutto il resto, t'è capì?
... E pretendono che li si lasci fare, perché non vogliono che qualcuno possa controllare - opportunamente armato - la commedia che loro hanno messo in scena magari con la complicità degli scafisti (come suggerirebbero alcuni indizi).
L'ACCOGLIENZA DEI MIGRANTI è cosa seria. Stiamo parlando di un fenomeno biblico che va governato con regole precise, anche perché le persone non sono sacchi di patate che si possono spostare a nostro piacere. Morale: se le suddette Ong con relativi volontari a pagamento non sono in grado di dare una sistemazione a tutta questa gente, evitino di incoraggiare i viaggi della speranza (che assicurano tutti gli onori per loro e tutti gli oneri per noi). E se vogliono davvero cambiare in meglio le cose, allora imparino che ciò può avvenire solo attraverso quel metodo democratico che prevede politica, partiti, elezioni, voti (non coi deliri buonisti che scatenano le peggiori reazioni razziste e xenofobe!).
FRA L'ALTRO, NON SI ARRABBINO, questi signori, se le donazioni sono diminuite enormemente. Purtroppo gli italiani hanno già capito da qualche tempo - grazie a Mafia Capitale - che la miseria "frutta più della droga". Vale ovviamente anche nel caso dei migranti. Inoltre, in questi giorni un quotidiano di destra ha sottolineato con ironia che "Le Ong scoprono i lager libici che ci sono sempre stati". Aggiungendo subito dopo che "ora fa gioco denunciarli per attaccare il governo!".
... Peraltro, nello stesso articolo il giornalista ha giustamente sottolineato che le navi di Msf e delle altre Ong prima del codice Minniti erano "la vera calamita capace d'innescare i traffici iniziati a miglia di chilometri di distanza".
SI RASSEGNINO, INSOMMA, le Ong che fanno politica spacciandola per filantropia (proprio perché fanno politica contestano Minniti!). Si arrendano all'evidenza, perché anche la loro "missione" e le loro isteriche accuse al governo Gentiloni (che avrebbe fatto riaprire i lager libici), sono solo una discutibile "narrazione".
... Proprio per questo nella mia lettera a "Il Fatto" ho voluto spiegare quella che personalmente considero tutta una penosa messinscena. E l'ho fatto, fra l'altro, con queste parole: "Li conosciamo: orfani delle ideologie, decidono di salvare l'universo intero e partono per il mondo senza conoscere usi e costumi [...]. Cianciano sulla fantomatica legge del mare che obbligherebbe ad accogliere senza precauzioni. Ma questo teatro dell'assurdo deve finire, lo dicono finalmente anche i vescovi. Nell'attesa, the show must go on".
Natale Pellizzer
INSOMMA, IN QUELL'OCCASIONE ho cercato di esporre in poche righe il mio giudizio su tutti quegli sprovveduti che - per vanità e senza nessuna capacità - si improvvisano, nei casi migliori, "eroi per caso" (creando ancora più problemi di quelli che immaginano di poter risolvere, e pretendendo di scaricare qui da noi tanti disperati che gettano i documenti per meglio fingersi minorenni e in fuga dalla guerra). Peraltro, così facendo, ci obbligano a gestire da soli questo tsunami umano (dove ovviamente ci può essere di tutto, anche qualche fanatico rabbioso che notoriamente dice: "Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo, poi grazie alle nostre leggi teocratiche vi sottometteremo!").
SE NON AVESSERO nulla da nascondere, le Ong che hanno contestato Minniti non farebbero così tanti capricci. E invece, pensa un po', questi vanno a prendere i migranti e se ne disfano subito dopo confidando su quel sistema politico e democratico che loro intimamente disprezzano. Li accompagnano a casa nostra, e poi noi dobbiamo pensare a tutto il resto, t'è capì?
... E pretendono che li si lasci fare, perché non vogliono che qualcuno possa controllare - opportunamente armato - la commedia che loro hanno messo in scena magari con la complicità degli scafisti (come suggerirebbero alcuni indizi).
L'ACCOGLIENZA DEI MIGRANTI è cosa seria. Stiamo parlando di un fenomeno biblico che va governato con regole precise, anche perché le persone non sono sacchi di patate che si possono spostare a nostro piacere. Morale: se le suddette Ong con relativi volontari a pagamento non sono in grado di dare una sistemazione a tutta questa gente, evitino di incoraggiare i viaggi della speranza (che assicurano tutti gli onori per loro e tutti gli oneri per noi). E se vogliono davvero cambiare in meglio le cose, allora imparino che ciò può avvenire solo attraverso quel metodo democratico che prevede politica, partiti, elezioni, voti (non coi deliri buonisti che scatenano le peggiori reazioni razziste e xenofobe!).
FRA L'ALTRO, NON SI ARRABBINO, questi signori, se le donazioni sono diminuite enormemente. Purtroppo gli italiani hanno già capito da qualche tempo - grazie a Mafia Capitale - che la miseria "frutta più della droga". Vale ovviamente anche nel caso dei migranti. Inoltre, in questi giorni un quotidiano di destra ha sottolineato con ironia che "Le Ong scoprono i lager libici che ci sono sempre stati". Aggiungendo subito dopo che "ora fa gioco denunciarli per attaccare il governo!".
... Peraltro, nello stesso articolo il giornalista ha giustamente sottolineato che le navi di Msf e delle altre Ong prima del codice Minniti erano "la vera calamita capace d'innescare i traffici iniziati a miglia di chilometri di distanza".
SI RASSEGNINO, INSOMMA, le Ong che fanno politica spacciandola per filantropia (proprio perché fanno politica contestano Minniti!). Si arrendano all'evidenza, perché anche la loro "missione" e le loro isteriche accuse al governo Gentiloni (che avrebbe fatto riaprire i lager libici), sono solo una discutibile "narrazione".
... Proprio per questo nella mia lettera a "Il Fatto" ho voluto spiegare quella che personalmente considero tutta una penosa messinscena. E l'ho fatto, fra l'altro, con queste parole: "Li conosciamo: orfani delle ideologie, decidono di salvare l'universo intero e partono per il mondo senza conoscere usi e costumi [...]. Cianciano sulla fantomatica legge del mare che obbligherebbe ad accogliere senza precauzioni. Ma questo teatro dell'assurdo deve finire, lo dicono finalmente anche i vescovi. Nell'attesa, the show must go on".
Natale Pellizzer
domenica 27 agosto 2017
GIOCO DELLE PARTI
IL QUOTIDIANO VENETO “Il Gazzettino” ha pubblicato la lettera in cui ho spiegato che i migranti sono una pacchia soprattutto per chi dice di volerli cacciare.
... Ovvero: per i politici “della ruspa” (ad esempio Salvini, cresciuto grazie alla cricca di Bossi & Friends). E poi per tutti quegli italiani invasati e spiritati che – nelle fiaccolate e nei talk-show - sbraitano e fanno i bulletti sperando di essere inquadrati dalla telecamera.
CONSEGUENTEMENTE, ho fatto notare come a questo teatrino partecipino anche tanti pacifisti (veri e presunti), del volontariato. Che attualmente possono essere individuati e scovati nelle Ong che non vogliono firmare il cosiddetto “codice Minniti” (gente che fin qui, ha creduto di poter passare a noi la “patata bollente” - cioè i migranti - atteggiandosi addirittura ad eroi, ma lasciando a noi il compito di gestire il fenomeno).
IL TESTO DELLA LETTERA, col titolo indicato qui sotto, è questo:
“IL GIOCO DELLE PARTI, IMMIGRATI AD USO E CONSUMO”
Gentile Redazione del “Gazzettino”, gli immigrati tutti sono una manna per certa Italia “da operetta”. Perché consentono quel pirandelliano “gioco delle parti” su cui costruire splendide carriere e sporchi affari. Ci sguazzano per primi i politici ruspanti (nel senso della ruspa). E subito dopo la sinistra radical chic (e choc) capace solo - per principio, per pigrizia, per far scena – di contrapporsi ai primi. Trovano uno scopo, dunque, tanti esaltati pacifisti (e/o paci-finti), che si infiltrano nel variegato e confusionario mondo del volontariato. E infine c’è il popolo delle fiaccolate (in favore di telecamera).
Ogni affermazione, sugli immigrati, diventa ormai insulsa. Perché il fenomeno è biblico e non lo si semplifica con slogan allarmistici o con soluzioni buoniste. Tanto per cominciare: le Ong che non firmano il codice Minniti si vantano di salvare tante vite? Per favore, questi improvvisati eroi ci scaricano qui di tutto e di più.
Natale Pellizzer
... Ovvero: per i politici “della ruspa” (ad esempio Salvini, cresciuto grazie alla cricca di Bossi & Friends). E poi per tutti quegli italiani invasati e spiritati che – nelle fiaccolate e nei talk-show - sbraitano e fanno i bulletti sperando di essere inquadrati dalla telecamera.
CONSEGUENTEMENTE, ho fatto notare come a questo teatrino partecipino anche tanti pacifisti (veri e presunti), del volontariato. Che attualmente possono essere individuati e scovati nelle Ong che non vogliono firmare il cosiddetto “codice Minniti” (gente che fin qui, ha creduto di poter passare a noi la “patata bollente” - cioè i migranti - atteggiandosi addirittura ad eroi, ma lasciando a noi il compito di gestire il fenomeno).
IL TESTO DELLA LETTERA, col titolo indicato qui sotto, è questo:
“IL GIOCO DELLE PARTI, IMMIGRATI AD USO E CONSUMO”
Gentile Redazione del “Gazzettino”, gli immigrati tutti sono una manna per certa Italia “da operetta”. Perché consentono quel pirandelliano “gioco delle parti” su cui costruire splendide carriere e sporchi affari. Ci sguazzano per primi i politici ruspanti (nel senso della ruspa). E subito dopo la sinistra radical chic (e choc) capace solo - per principio, per pigrizia, per far scena – di contrapporsi ai primi. Trovano uno scopo, dunque, tanti esaltati pacifisti (e/o paci-finti), che si infiltrano nel variegato e confusionario mondo del volontariato. E infine c’è il popolo delle fiaccolate (in favore di telecamera).
Ogni affermazione, sugli immigrati, diventa ormai insulsa. Perché il fenomeno è biblico e non lo si semplifica con slogan allarmistici o con soluzioni buoniste. Tanto per cominciare: le Ong che non firmano il codice Minniti si vantano di salvare tante vite? Per favore, questi improvvisati eroi ci scaricano qui di tutto e di più.
Natale Pellizzer
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