sabato 9 marzo 2019

SKIFO

Dai miei profili Facebook, Twitter, e Instagram, il mio pensierino sulla recentissima polemica tra grillini e leghisti ( i primi decisamente contrari alla Tav, diversamente dai secondi che invece la difendono) :
Questo: 
Prima o poi la Storia sbatte in faccia all'Italia ubriaca costi & benefici de 'sto skifo ke è il #governo #LegaM5s di #Salvini e #DiMaio

domenica 17 febbraio 2019

PINCOPALLINO MAI

INSTAGRAM ha cancellato un mio post. Uno dei tanti in cui parlavo della vetrina fascista che avevo visto a 15 metri dal municipio di Asolo (Asolo, in provincia di Treviso, è uno dei borghi più belli d'Italia, è la città "dei cento orizzonti").
... Venerdì 15 c.m. mi è sparita la foto e l'ampia descrizione. Ho cercato sotto il tavolo, e dappertutto. Ho frugato nelle tasche e pure nelle mutande. Ma, niente, il post era scomparso del tutto!

POI, FINALMENTE, ho avuto la soluzione del mistero direttamente dal social, attraverso la spiegazione classica ("non hai rispettato...", eccetera). Per un po' ci sono rimasto male, perché era la prima volta che mi accadeva. Ma giusto una mezz'oretta, ecco, perché poco dopo mi è subito passata, la delusione!
... Uèèèè, non mi metto mica a strillare come fanno in tanti, io! Non grido alla censura (suvvia, siamo seri, che non c'abbiamo più l'età per immaginare complotti e scie kimiche contro di noi!). E, d'altra parte, che m'importa, lo stesso post è ancora - almeno al momento in cui scrivo - visibile su Facebook. Che mi serve più di così?

SIAMO UOMINI di mondo, sappiamo bene come vanno queste cose, e capita pure a molti politici potenti di vedere un loro post cancellato con motivazioni surreali.
... E allora, volendo essere modesto (come sono sempre stato), penserò che mi hanno tagliato perché hanno deciso che sono famoso come quelle onorevoli personcine. Massì, ecchecca**o!

CHE POI, IN FONDO (molto in fondo, lo ammetto), che io sia famoso è la pura verità. Vorrà pur dire qualcosa se il quotidiano veneto "Il Gazzettino" ieri ha descritto il sottoscritto come un personaggio da romanzo che in quel di Asolo "annusa l'aria che sa di gelsomino e laguna, passeggia tra i portici, guarda gli scuri delle case, immaginando incontri e segreti".
... Mi sembra chiara la faccenda, no? Dunque, alla luce di questi lirica meravigliosa, a maggior ragione non mi sprecherò a denunciare nessun baicottaggio (non per un post cancellato, almeno!). E non griderò al regime (come fanno gli imbecilli, gli "webbeti"!).

IN UN MODO o nell'altro so come dire la mia. E sono anche bravino. Poi, se mi rendo conto che mi si può descrivere in modo tanto poetico, ne deduco che - indipendentemente dagli algoritmi di Instagram - anche se non sono (non ancora) una celebrità, resta chiara, limpida, lapalissiana, evidente e pacifica una cosetta.
... Questa: che non sono un pincopallino da tastiera, io. Quello proprio no.

lunedì 28 gennaio 2019

MEMORIA DAY

IERI, 27 GENNAIO 2019, ANCHE AD ASOLO (TREVISO), ERA LA GIORNATA DELLA MEMORIA.
Mi sono alzato prestissimo, ieri mattina, per andare a far colazione in quello che è considerato uno dei più bei borghi d'Italia, la "città dei 100 orizzonti".
Ebbene, arrivato in piazza D'Annunzio, e prima ancora del cappuccino con brioche, mi sono fermato a guardare il muro su cui - ancora oggi - si intravvede l'effigie del Duce. A lungo mi sono chiesto se è lo scarabocchio di qualche vecchio rintronato e rancoroso (uno di quelli con la bava alla bocca che grida "ritorneremo!"). Oppure se è lo sfogo ormonale di qualche giovinastro con la testa rasata e tatuata, che parla a vanvera (uno di quei malati mentali che durante il ventennio venivano rinchiusi in manicomio, e che in democrazia abbiamo il dovere di provare a recuperare).
... No, niente di tutto questo. Recentemente chi abita vicino a quel muro mi ha assicurato che il disegno su quel muro risale all'epoca fascista. E dunque è giusto che resti lì. Perché anche questo può aiutare la MEMORIA.

SUBITO DOPO QUESTA BREVE SOSTA, mi sono spostato poco più in là, a controllare una bizzarra vetrina che è a 15 metri dal Municipio. Ebbene, lì, accanto al patriottico tricolore (ottima scelta!), c'è ancora in bella mostra un albero di Natale. Che alle 8,00, quando sono passato, era ancora intatto e con tutte le sue lucine accese (quando si dice l'attaccamento alla Sacra Tradizione!).
... Fin qui nulla di strano, o quasi, ecco. Poi però ci sarebbero anche alcune bottiglie con la foto di Mussolini, pittoreschi slogan attribuiti a nonno Benito (chissà se realmente pronunciati da lui), e altra paccottiglia fascisteggiante che non si capisce cosa c'entri coi prodotti pubblicizzati (tra le altre mercanzie in vendita: un bidone delle immondizie e un portacenere da esterni).

NON SO QUALE possa essere il messaggio subliminale che il vetrinista, da tempo, vuole lanciare. Preferisco immaginare che si voglia suggerire di buttare nel bidone dell'immondizia (e nella cenere), certa anacronistica nostalgia per il regime mussoliniano. Ovvero, per una dittatura che, sia chiaro, non ha commesso "errori" (come si suol dire), bensì ODIOSI CRIMINI VERSO L'UMANITA' (lo ripeto per i finti tonti: CRIMINI, CRIMINI, CRIMINI).
... Se davvero fosse stato questo l'intento, allora l'idea va apprezzata. In fondo, anche queste gesta dadaiste possono aiutare il dibattito. E soprattutto, come sopra, LA MEMORIA.

DEV'ESSERE PROPRIO COSI'. E comunque, sarò ingenuo, ma mi piace pensare che il creativo in questione, con quelle cianfrusaglie, voglia ricordare a tutti che un tempo l'Italia era governata da un ridicolo tiranno. Da un megalomane pazzoide e vigliacco che magari faceva arrivare in orario i treni (quelli che erano diretti ad Auschwitz).
... Ad Auschwitz, dove venivano scaricate vagonate di italiani (famiglie intere, bambini compresi). Nostri connazionali, tutti costoro, che erano stati arrestati per confiscare i loro beni, e che poi venivano consegnati ai nazisti, che li facevano finire nei forni.

            Natale Pellizzer

venerdì 28 dicembre 2018

PAESE NEL PALLONE

Dopo la morte accidentale di Daniele Belardinelli (durante un agguato degli ultrà interisti ai tifosi napoletani), l'ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha commentato la vigliacca aggressione che indirettamente ha causato la morte di un giovane già punito da un daspo.
... E lo ha fatto con queste parole su Twitter: “Ora tutti a condannare le bande di ultras. I loro cori razzisti, le aggressioni, la violenza contro le forze dell’ordine. Bene, peccato che il ministro dell’Interno era andato a omaggiarli, questi ultras, appena dieci giorni fa”.

Anch'io, più modestamente, su Facebook ho voluto lanciare un mio pensierino sull'argomento. Questo: 
Salvini dice che "i tifosi veri van distinti dai delinquenti", ma è difficile se lui ci va a braccetto (e si fa le foto) assieme
... E questo: 
Non puoi cambiare il mondo. Ma nega l'amicizia al tifoso idiota che degli avversari scrive "squadra de merda!".

giovedì 27 dicembre 2018

PUBBLICITA' REGRESSO

Sia chiaro, non costituisce problema il fatto che Matteo Salvini faccia colazione con pane e Nutella.
... Il punto è un altro. E insomma, se il Paese trema per il terremoto, per l'Etna che infuria, e per la 'ndrangheta che uccide (mentre perfino Roma affonda tra i topi e la monnezza), lascia ovviamente interdetti questo vice-premier che trova il tempo di fare il bulletto sui social, peraltro pubblicizzando una nota crema di nocciole!

Peggio ancora, ovviamente, se complica ulteriormente la situazione sfruttando queste smargiassate per buttarla in politica.
... Come ha fatto quando ha scritto precisamente così: “Oggi a pranzo mi tratto bene: tortellini freschi emiliani e ragù con la salsiccia, con un boccale di birra. Sperando che qualche giornalista o qualche professorone di sinistra non si offendano”.

_________________________________________

*A proposito, per la serie "ci credo che poi andiamo a ramengo", c'è da restare basiti a controllare le isteriche reazioni al suo post sul piatto di tortellini

sabato 17 novembre 2018

IL MOCCIOSO

Dal mio profilo su Twitter:
Al piccolo Matteo (#Salvini) piace giocare a battaglia navale (coi #migranti) o kazzeggiare (con la #ruspa). Coi puzzoni e coi giocattoli si diverte tanto, ma quando deve affrontare i problemi veri (ad es. la monnezza della camorra) si incupisce e torna quel bullo dispettoso ke è

lunedì 13 agosto 2018

UNA SCOREGGINA

IL SITO DAGOSPIA ha pubblicato nell’apposita rubrica la mia pernacchia contro Salvini (che su Twitter, e ovunque, ne spara una al giorno). Ultima, in ordine di tempo: la proposta di reintrodurre la leva obbligatoria, per educare i giovani al dovere (mentre contemporaneamente vuole che le vaccinazioni siano volontarie? Ma porcazza di una...!).
LA MIA LETTERA, cliccando su questo link, è la n°8 . Nella stessa ho accennato ai “figli di Ricky”, e alludevo a Ricky Martin (nella fretta mi era scivolato via il cognome del cantante).
Comunque, il testo pubblicato è precisamente questo:

      ALLA REDAZIONE DI DAGOSPIA
Al twittarolo Salvini vorrei ricordare che le cose serie non si risolvono coi (peraltro già superati dall’uccellino) 140 caratteri. E’ vicepremier accidenti, se non sa cosa dire eviti di fare cip-cip a cazzo, oppure si spieghi per esteso. Esempio: se “genitore 1 e 2” fa schifo, chi devono chiamare “mamma e papà” i figli di Ricky? Se alcuni vaccini fanno male, può precisare quali? Se è contro l’obbligo vaccinale, perché non rende “volontario” anche il pagamento delle tasse? Invece alla ministra Trenta suggerisco di chiamare le cose col loro nome: la proposta di reintrodurre la naja (obbligatoria quella, vero?) non è affatto una “idea romantica”, ma una scoreggina ferragostana sfuggita al Ministro della Paura (per distrarci dal disastro in cui rischia di portarci questo governo).
   
Natale Pellizzer