martedì 2 giugno 2026

Il Pride, festival degli stereotipi

Le sigle LGBT+ dicono di voler combattere gli stereotipi di genere. Ma in realtà alimentano ogni luogo comune, ogni cliché, ogni pericolosa generalizzazione. Le persone arcobaleno che si atteggiano secondo i canoni dell'altro sesso, anche se si illudono di fare la rivoluzione, spesso dimostrano di essere schiave delle più arcaiche e omofobe teorie. Quelle teorie, cioè, che spiegavano l'orientamento omosex come conseguenza di una sorta di vizioso ermafroditismo psicologico. Infatti gli omofobi, quando scimmiottano le persone omosex lo fanno con caricature che trasformano i maschi in sciocchi effeminati, e le femmine in volgari maschiacci.
I Pride, sotto questo aspetto, sono ancora un festival di questi stereotipi. Un uomo che si mette lo smalto sulle unghie non è necessariamente meno schiavo delle convenzioni sociali, anzi! Idem una ragazza trans che volesse la quarta di seno (quando ormai non hanno più il seno neppure le donne biologicamente tali). Stesso discorso per un ragazzo trans che volesse una barba folta, quando i maschi biologicamente tali (e cis) oggi si depilano perfino le sopracciglia!
👊

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