giovedì 5 marzo 2026

Chi discrimina Sanremo?


Sanremo non è un festival di canzonette, ma una gara a chi riesce a fingersi più discriminato. Se fai una battuta pesante su Sal Da Vinci, si dicono discriminati i napoletani (che lamenteranno il razzismo verso il meridione). Se un bacio saffico non viene ripreso in primo piano, le lobby lgbt+ diranno che è censura e omofobia. Se Bocelli arriva all’Ariston con un cavallo che si chiama Caudillo, protesta la sinistra (che parla di festival di destra o addirittura fascista). Se Carlo Conti fa una battuta sui jeans di una ballerina, insorgono le femministe che ci vedono sessismo, maschilismo, e patriarcato. E a quel punto compare Gino Cecchettin che fa l’eco a tutte queste lagne. Per favore, anche meno! Almeno a Sanremo, perché in quel festival i soli che possono dirsi discriminati sono i Jalisse!
👍

Nessun commento: